Aborto, la legge 194 compie 46 anni, Vaccari (Fnopo): Un cambiamento epocale tuttora in corso

Mag 23, 2024 | Voci

“Per completarlo incrementare le Ostetriche/i sul territorio”. Così la Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, Silvia Vaccari

“Il 22 maggio 1978, 46 anni fa, veniva approvata in Italia la legge 194 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”. Questa legge ha completato una rivoluzione per il riconoscimento dei diritti delle donne italiane nell’ambito della salute riproduttiva cominciata nel 1971 con l’abolizione della norma che proibiva la pubblicità e la vendita di contraccettivi nel nostro Paese e continuata nel 1975 con l’approvazione della legge sull’istituzione dei consultori familiari”. Con queste parole la Presidente della Fnopo, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, Silvia Vaccari, celebra il 46esimo anniversario dall’approvazione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza.

“Questa legge ha sancito un cambiamento epocale: non solo gli aborti sono usciti dalla clandestinità, ma sono anche diminuiti, passando dai 234mila del 1983 (anno record) ai 66.400 nel 2020. Il tutto grazie ad un accesso maggiore alla contraccezione ed ai consultori familiari, che ha permesso alle donne italiane di prevenire le gravidanze indesiderate e tutelare la propria salute psicofisica – ricorda la Presidente Vaccari -. Tuttavia, ci sono ancora degli scogli da superare: oltre sei ginecologi su 10, il 40% degli anestesisti e un terzo del personale sanitario sono obiettori di coscienza. In altre parole, oltre la metà del personale, medico e non, formato per mettere in pratica un’interruzione volontaria di gravidanza si rifiuta di farlo, appellandosi ad un diritto riconosciuto dal proprio codice deontologico professionale (dati della sorveglianza, condotta in sinergia dall’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute, l’Istat, le Regioni e le Province Autonome)”, aggiunge la Presidente della Fnopo. Per fortuna, alcuni dati regionali, mostrano una leggera inversione di rotta: “Ieri l’assessore regionale alla salute dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini, ha reso noto che se nel 2018 i ginecologi obiettori nella Regione erano il 53,7% contro una media italiana del 69%, nel 2021 le percentuali erano scese rispettivamente al 45,6% e al 63,4%. Nel 2022, i i ginecologi obiettori in regione sono il 39,5%. Gli anestesisti obiettori erano il 32,2% nel 2018 e il 25,9% nel 2022”, spiega Silvia Vaccari.

Anche un altro dato, quello raccolto da una recente indagine svolta da Swg per l’Associazione Luca Coscioni, fa ben sperare: “A 46 anni dalla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, tre italiani su quattro sono favorevoli all’aborto. Anche se – aggiunge la Presidente Vaccari – di questi, il 90% ritiene che la legge sia da migliorare, in particolare per quanto riguarda l’accesso all’Interruzione di gravidanza farmacologica. Questi dati confermano la centralità del ruolo dell’Ostetrica/o, soprattutto all’interno dei consultori familiari, come professionista sanitario formato per offrire un counselling in materia chiaro, adeguato e basato su evidenze scientifiche. Tuttavia, la carenza di personale sanitario, numericamente importante anche tra le Osteriche/i ci impone, come Federazione che rappresenta tutti gli Ordini della Professione Ostetrica, di sottolineare anche in questa occasione, la necessità di incrementare il numero di professionisti sanitari impiegati nella rete di assistenza territoriale”, conclude la Presidente Vaccari.

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