Agenas pubblica le Linee di indirizzo sulle équipe multiprofessionali nelle Case della Comunità

Lug 28, 2026 | Governo e Parlamento

Uno strumento operativo per accompagnare le Regioni nell’attuazione del Dm 77 e rafforzare il lavoro in équipe nella sanità territoriale. Tanese: “un tassello di una strategia più ampia con cui Agenas accompagna le Regioni nella trasformazione del Servizio sanitario nazionale”

Agenas pubblica le Linee di indirizzo tecniche “Le équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della Comunità”, il documento che traduce in indicazioni operative uno dei requisiti cardine previsti dal Decreto ministeriale 77 del 2022 per l’organizzazione dell’assistenza territoriale. Le Linee si inseriscono nell’azione con cui Agenas accompagna le Regioni nell’attuazione della riforma della sanità territoriale, sostenuta dagli investimenti del Pnrr.

La trasformazione dell’assistenza territoriale richiede infatti non solo nuove strutture, ma anche modelli organizzativi capaci di renderle pienamente operative. Le Case della Comunità rappresentano il fulcro di questo cambiamento: luoghi in cui medici di medicina generale, infermieri, specialisti assistenti sociali e tutti gli altri professionisti sanitari e sociali lavorano in équipe, condividendo responsabilità, percorsi assistenziali e obiettivi di salute per garantire una presa in carico realmente integrata delle persone.

Il lavoro multiprofessionale costituisce uno degli elementi più innovativi della riforma. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e la crescente complessità dei bisogni di salute rendono necessario un modello nel quale nessun professionista opera più isolatamente, ma all’interno di un’organizzazione capace di integrare competenze diverse attorno alla persona. La qualità dell’assistenza dipende sempre più dalla capacità di lavorare in rete, condividere informazioni e coordinare gli interventi lungo tutto il percorso di cura.

Le Linee di indirizzo forniscono indicazioni operative per organizzare il lavoro delle équipe, definirne ruoli e responsabilità, individuare gli strumenti di collaborazione, monitorarne i risultati e favorire una presa in carico realmente integrata. Si inseriscono nel più ampio percorso con cui Agenas mette a disposizione delle Regioni strumenti operativi, supporto metodologico ed evidenze scientifiche per favorire un’attuazione omogenea della riforma e consolidare i modelli organizzativi della nuova assistenza territoriale.

Frutto del lavoro collegiale di un panel multidisciplinare di esperti, le Linee di indirizzo Agenas sono state perfezionate attraverso una consultazione pubblica che ha registrato un’ampia partecipazione, con oltre 760 contributi da parte di cittadini, professionisti ed enti. Le osservazioni ricevute sono state valutate secondo criteri di rilevanza e applicabilità, contribuendo ad arricchire il testo definitivo pubblicato oggi.

«Le Linee di indirizzo – dichiara Angelo Tanese, Direttore Generale di Agenas – rappresentano un tassello di una strategia più ampia con cui Agenas accompagna le Regioni nella trasformazione del Servizio sanitario nazionale. Il nostro compito è fare in modo che le riforme si traducano in modelli organizzativi concreti, capaci di migliorare la qualità dell’assistenza e la vita delle persone. Lo sviluppo delle Case della Comunità previsto dal Dm 77, gli investimenti del Pnrr, il governo delle liste di attesa e il rafforzamento dell’assistenza territoriale non sono interventi distinti, ma parti di un unico percorso di innovazione del Servizio sanitario nazionale. Una sanità più connessa, che mette a sistema dati, competenze e organizzazione per sostenere le decisioni, integrare i percorsi di cura e offrire ai cittadini servizi sempre più efficaci e vicini ai loro bisogni. In questa prospettiva Agenas rappresenta il punto di raccordo tra gli indirizzi nazionali e la loro attuazione sui territori, affiancando le Regioni con strumenti, conoscenze e supporto tecnico affinché il cambiamento avviato con il Pnrr produca risultati stabili e duraturi per il Servizio sanitario nazionale».

 

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