Ripartono le trattative per il contratto dei medici e dirigenti sanità. Oggi ripresa del confronto tra Aran e sindacati. Nel prossimo incontro anche la parte economica
È ripreso oggi nella sede dell’Aran il confronto per il rinnovo del Ccnl dell’Area Sanità 2025-2027, che interessa i dirigenti medici, veterinari, sanitari e delle professioni sanitarie del Servizio sanitario nazionale.
Il prossimo 22 settembre Aran presenterà al tavolo con i sindacati una bozza completa del contratto, comprensiva dell’intera parte economica, dalla struttura della retribuzione ai trattamenti accessori. Il testo farà sintesi del lavoro svolto nelle precedenti sessioni negoziali e costituirà la base per valutare se vi siano le condizioni per raggiungere l’accordo sul nuovo contratto.
“Non è possibile anticipare i tempi della firma – spiega il presidente Aran, Antonio Naddeo – ma avere sul tavolo un testo completo è il passaggio necessario per capire a che punto siamo e verificare concretamente le condizioni per arrivare alla chiusura del contratto”.
La sessione di oggi ha affrontato alcune delle questioni più rilevanti: il sistema delle relazioni sindacali, la disciplina degli incarichi dirigenziali, la regolamentazione delle ferie e i fondi destinati alla componente accessoria della retribuzione. Il confronto ha consentito di approfondire i diversi punti, sui quali restano ancora alcuni nodi da definire.
Se sarà sottoscritto, il Ccnl dell’Area Sanità 2025-2027 sarà il primo contratto della dirigenza pubblica chiuso nella nuova tornata contrattuale, dopo le intese già raggiunte nei quattro comparti. Un risultato di particolare rilievo per la dirigenza del Servizio sanitario nazionale.
Cimo-Fesmed: «Pronti a non firmare il pre-accordo»
L’intenzione di Governo, Regioni e Aran sarebbe quella di chiudere il contratto dei medici e dei dirigenti sanitari 2025-2027 entro l’autunno, “se tutto filerà liscio”. O almeno così il sindacato Federazione CIMO-FESMED apprende dalla stampa. Ma, a giudicare dalle bozze che arrivano al tavolo negoziale, di liscio non sembra esserci proprio nulla. Anche la nostra intenzione è quella di chiudere il contratto il prima possibile, ma diventa difficile farlo se continuiamo a ricevere bozze di testo peggiori delle precedenti – dichiara Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. L’ultimo articolato ricevuto e di cui abbiamo discusso questa mattina in Aran prevede infatti passi indietro inaccettabili. Se questo è il modo in cui si intende accelerare la trattativa, siamo decisamente sulla strada sbagliata». «La trattativa finora è proseguita in un clima positivo e costruttivo, ma se non si cambia rotta su alcuni capitoli del contratto la Federazione CIMO-FESMED è pronta a non firmare il pre-accordo. Non accetteremo che siano i medici a dover pagare il prezzo di un contratto che arretra sul piano normativo e non riconosce adeguatamente il loro lavoro» conclude Quici.
























