Assistenza territoriale, riforma a metà

Set 24, 2025 | Studi e Ricerca

A tre anni dal Dm 77/2022 e a un anno dalla scadenza del Pnrr, il monitoraggio Agenas fotografa un sistema in transizione: bene le Centrali Operative Territoriali, ma ritardi preoccupanti per Case e Ospedali di Comunità. Ancora forti le disomogeneità tra Nord e Sud

Nonostante il buon avanzamento su alcune misure (Cot, pianificazione CdC), l’assistenza territoriale prevista dal Dm 77/2022 è ancora in una fase di costruzione. E’ quanto emerge dai dati del Monitoraggio del Dm 77/2022 di Agenas relativo al I semestre 2025 (dati al 30/06/2025). Il lavoro è il frutto della stretta collaborazione tra l’Agenzia, le Regioni/PP.AA. e il Ministero della salute al fine di monitorare lo stato di avanzamento della riforma dell’assistenza territoriale anche in considerazione degli obiettivi previsti dalla Missione 6 Componente 1 del Pnrr. “Come noto, infatti, – precisa Agenas – gli obiettivi della riforma vanno oltre al Pnrr come anche rappresentato nello stesso documento di monitoraggio. In particolare, il documento pubblicato riporta una sintesi del contesto nazionale, suddiviso per singola Regione/PP.AA., relativo all’attivazione progressiva delle Case della Comunità; Centrali Operative Territoriali, Ospedali di Comunità e dei servizi da essi erogati in linea con gli standard previsti dal Dm 77/2022 oltre che un approfondimento riguardo l’Assistenza Domiciliare Integrata e le Cure Palliative”.

Secondo il Monitoraggio, sono 660 le Case di Comunità (CdC) con almeno un servizio attivo presenti sul territorio al primo semestre 2025, rispetto alle 1.723 strutture previste entro il 2026. Delle 660, quelle che rispettano gli standard completi previsti dal Dm 77 sono solo 46 che offrono tutti i servizi obbligatori, inclusi quelli con presenza medica e infermieristica secondo gli orari stabiliti. Le regioni con le performance migliori in termini di CdC attive sono Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana, mentre diverse regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Campania) non hanno ancora attivato alcuna struttura funzionante secondo gli standard. La situazione è più positiva sul fronte delle Centrali Operative Territoriali, con 638 Cot pienamente funzionanti su 651 programmate, superando il target Pnrr fissato al 31 dicembre 2024. Per quanto riguarda gli Ospedali di Comunità, il target è ancora lontano: dei 592 Ospedali di Comunità programmati (CIS ed extra CIS), solo 153 risultano attivi, per un totale di 2.716 posti letto disponibili. Le regioni più avanzate sono Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia, mentre in molte aree del Sud la realizzazione è ancora in fase preliminare. I servizi offerti variano, ma si registra una buona diffusione di assistenza infermieristica H24 e una crescente implementazione del modello del “case manager”. Sull’ Assistenza domiciliare la copertura è diffusa ma si registra un’eterogeneità nei servizi: la copertura del servizio di Adi è infatti formalmente del 100% nella quasi totalità delle regioni, ma si evidenziano forti differenze nei livelli di erogazione dei singoli servizi (medico, infermieristico, riabilitativo, sociale). Alcune regioni come la Lombardia presentano ancora una bassa integrazione del medico di medicina generale all’interno dei percorsi domiciliari.

I ritardi strutturali, le differenze regionali e la complessità nell’attivazione dei servizi stanno rallentando il raggiungimento degli standard previsti. Il 2026 sarà un anno cruciale per capire se il sistema sarà in grado di garantire un vero cambio di paradigma nell’assistenza di prossimità.

Case della Comunità (CdC)

  • 1.723 CdC previste entro il 2026 (1.415 Cis + 308 extra-Cis).
  • 660 CdC (≈38%) con almeno un servizio attivo.
  • Solo 46 CdC dichiarano tutti i servizi obbligatori attivi, inclusa la presenza medica e infermieristica secondo gli standard del DM 77/2022.
  • Molte regioni (es. Abruzzo, Basilicata, Campania) non hanno ancora attivato alcun servizio nelle CdC.
  • Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana si distinguono per il maggior numero di CdC operative e con servizi completi.

Servizi più frequentemente attivi:

  • Cure primarie e infermieristiche;
  • Integrazione con i servizi sociali;
  • Servizi di specialistica ambulatoriale.

Criticità:

  • Presenza medica e infermieristica ancora limitata;
  • Servizi diagnostici di base e continuità assistenziale attivi solo in una parte delle strutture

Centrali Operative Territoriali (COT)

  • 651 COT programmate, di cui 638 già pienamente funzionanti (98%).
  • Superato il target PNRR M6C1-7 (612 COT) previsto al 31/12/2024.
  • Tutte le Regioni (tranne la Sardegna con 16 su 24) hanno raggiunto o superato l’obiettivo.

Ospedali di Comunità (OdC)

  • 592 OdC programmati (428 Cis + 164 extra-Cis).
  • 153 OdC già attivi (≈26%) con 2.716 posti letto.
  • Maggiore attivazione in Veneto, Lombardia, Toscana.
  • Presenza medica minima (≥4,5 h/gg per 6 gg/7) attiva in 115 OdC.
  • Presenza infermieristica H24 attiva in tutti i 153 OdC attivi.

Servizi attivi negli OdC:

  • Case manager (83%);
  • Spazi riabilitativi (87%);
  • Ambienti protetti per pazienti con disturbi cognitivi presenti nel 39% dei casi.

Assistenza Domiciliare (ADI)

  • Copertura nazionale al 100% nella quasi totalità delle Regioni (esclusa la Sicilia, 78%).
  • Buona diffusione dell’assistenza infermieristica e riabilitativa.
  • Criticità: coinvolgimento ancora limitato dei Medici di Medicina Generale (es. Lombardia 19%) e Pediatri di Libera Scelta.

 

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