Pubblicate le nuove Linee di indirizzo 2026 che aggiornano il piano nazionale contro gli effetti delle ondate di calore e, per la prima volta, integrano la prevenzione dei danni acuti da inquinamento atmosferico. Rafforzato il ruolo di medici di famiglia, servizi territoriali e strutture sanitarie
Il Ministero della Salute ha pubblicato le nuove Linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore e dell’inquinamento atmosferico, aggiornando il documento del 2019 alla luce delle più recenti evidenze epidemiologiche e delle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2026. Il documento, realizzato nell’ambito del progetto del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) e coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, amplia per la prima volta il campo d’azione del Piano nazionale includendo anche la prevenzione degli effetti acuti dell’inquinamento atmosferico, riconoscendo il legame tra cambiamenti climatici, qualità dell’aria e salute.
Le linee guida evidenziano come l’Italia sia tra i Paesi europei maggiormente esposti agli effetti delle ondate di calore, con un impatto particolarmente elevato sulla mortalità. L’aumento delle temperature estive, associato all’invecchiamento della popolazione e alla crescita delle condizioni di fragilità sociale e sanitaria, rende necessario rafforzare gli interventi di prevenzione rivolti alle categorie più vulnerabili.
Tra i principali destinatari delle misure figurano gli anziani, le persone con patologie croniche, i bambini piccoli, le donne in gravidanza e i lavoratori esposti al caldo, oltre ai soggetti maggiormente suscettibili agli effetti dell’inquinamento atmosferico.
Il documento conferma il ruolo centrale del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo, basato sui sistemi di allerta, sulla sorveglianza epidemiologica e sull’attivazione di interventi differenziati in funzione dei livelli di rischio. Particolare rilievo viene attribuito ai medici di medicina generale, chiamati a individuare e monitorare gli assistiti più vulnerabili, insieme agli operatori sanitari, ai servizi di assistenza domiciliare, alle Rsa, agli ospedali e alle strutture sociosanitarie.
Le Linee di indirizzo dedicano inoltre un capitolo specifico alla prevenzione degli effetti dell’inquinamento atmosferico, sottolineando come il riscaldamento globale possa aggravare la qualità dell’aria attraverso l’aumento dell’ozono, degli incendi boschivi e delle polveri sottili. Per questo il Ministero invita a integrare le politiche climatiche con quelle per la qualità dell’aria e a promuovere strategie urbane orientate alla salute pubblica.
L’obiettivo è fornire a Regioni, Comuni, professionisti sanitari e operatori sociosanitari strumenti operativi e raccomandazioni basati sulle evidenze scientifiche per rafforzare la prevenzione, migliorare la gestione delle emergenze climatiche e ridurre l’impatto di caldo e inquinamento sulla popolazione.




















