Lacrime e complotti

Lacrime e complotti

Chiedere soldi al governo è vocazione antica dei nostri industriali. Poiché il governo soldi non ne ha e all’assemblea di Confindustria è rappresentato ai massimi livelli, l’istanza viene rivolta all’unione europea, accusata di non fare quello che gli imprenditori italiani si attendono. L’immagine dell’Europa matrigna è prontamente ripresa dalla Presidente del Consiglio tra l’entusiasmino dei presenti, con ampia condivisione dell’opinione pubblica

di Giovanni Monchiero

Lacrime e complotti

Sull’orlo del burrone

L’esito del referendum ha avuto il merito di rimandare alla prossima legislatura ogni ulteriore velleità di riforma costituzionale. Accantonato il primariato, è tornata al centro dell’attenzione la riforma elettorale. È questa una sindrome tutta italiana che non trova riscontro nelle altre democrazie: la maggioranza al governo ritiene suo diritto cambiare le regole del gioco, ovviamente a suo favore

di Giovanni Monchiero

Lacrime e complotti

La buona morte e l’insostenibile vita

Dopo un silenzio lungo come la legislatura, il 3 giugno l’aula del Senato inizierà l’esame della legge sul fine vita presentata da Bazoli. L’ha deciso la Conferenza dei capigruppo su sollecitazione del presidente La Russa, intenzionato a mettere una pezza alle crepe che, sul tema, si allargano nella maggioranza, incapace di elaborare una propria proposta

di Giovanni Monchiero

Tanto tuonò che piovve

Tanto tuonò che piovve

L’oramai indispensabile provvedimento per evitare l’esplicito fallimento del modello delle case della comunità nell’ambito della riforma della medicina territoriale disegnata durante la pandemia e attuata con il Dm 77/2022, prende luce nella forma di decreto-legge. E non poteva che essere così e dobbiamo alla sagacia del Ministro Schillaci, abituato ad estenuanti Consigli di Facoltà e Senati Accademici gestiti a colpi di fioretto, a trovare il momento giusto per far passare un provvedimento che rappresenta l’inizio di un lungo percorso

di Americo Cicchetti

Bisogna che tutto cambi

Bisogna che tutto cambi

Quando il governò approvò il disegno di legge in cui chiedeva al Parlamento delega per riformare il Servizio sanitario nazionale, fummo molto critici sul contenuto di quel progetto, piuttosto confuso. Da allora – era il 12 di gennaio – il provvedimento si è arenato in commissione anche perché stroncato in Conferenza Stato-Regioni

di Giovanni Monchiero

Lacrime e complotti

Affari interni ed esteri

La guerra del golfo continua a tenere il mondo con il fiato sospeso. Iniziata senza una ragione, interrotta da una tregua costellata di ultimatum apocalittici, tutti rinviati, rimane in attesa di trattative che non si concretizzano mai, mentre la crisi delle forniture di petrolio fa temere una recessione mondiale

di Giovanni Monchiero

Lacrime e complotti

Con le menzogne alla gola

Ora che sulle prime pagine dei giornali di destra illustri psichiatri analizzano le effervescenze dialettiche di Donald Trump e gli diagnosticano un narcisismo maligno, e che al bar il gruppetto di pensionati dichiaratamente conservatori – mai, in vita loro, hanno votato più a sinistra della DC – fa a gara nel commentarne le ultime mattane, possiamo ben dire che qualcosa è cambiato. Dai vertici della politica alla quotidianità del popolo, tutti, ma proprio tutti, si sono convinti che l’uomo più potente del mondo costituisca un problema. Ed anche il suo vice

di Giovanni Monchiero

Lacrime e complotti

La quadratura del cerchio

Siamo alla vigilia della nomina del direttore dell’Organismo di Verifica e Controllo sulle liste d’attesa e le regioni non nascondono irritazione per l’ulteriore passo compiuto verso l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte del governo. Sono passati quasi due anni dall’adozione del D.L. 73 e non si può dire che si tratti di un’accelerazione

di Giovanni Monchiero

Lacrime e complotti

Consigli non richiesti

Sopravvalutando l’efficacia della martellante propaganda televisiva, mi ero convinto di una netta vittoria del SI. Pensavo con preoccupazione alle conseguenti iniziative di Nordio, ma soprattutto mi chiedevo cosa avrebbe fatto la Meloni per sfruttare al meglio la vittoria

di Giovanni Monchiero

Lacrime e complotti

In principio era la parola

Sommi analisti dei movimenti della pubblica opinione avevano predetto che in caso di affluenza superiore al 45% avrebbe vinto il Sì. Ha votato il 59% ed ha vinto il No. È volato qualche straccio. La maggioranza, come preannunciato, resta solida. Ma è molto improbabile che vengano tentate altre avventure riformatrici degli assetti costituzionali

di Giovanni Monchiero