Chirurgia Vascolare del San Matteo: arruolati i primi due pazienti in Europa nel Together Registry

Giu 12, 2024 | Studi e Ricerca

Il Registro arruolerà complessivamente 3500 pazienti in tutto il mondo e studierà gli esiti delle procedure con un follow-up fino a 10 anni

La Sc Chirurgia Vascolare della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo è il primo Centro in Europa ad aver arruolato dei pazienti nell’ambito del Together Registry, un registro real-world dedicato alle procedure dei pazienti trattati con endoprotesi per l’esclusione di aneurisma dell’aorta addominale con anatomie complesse e/o aneurisma delle arterie iliache. I Centri coinvolti in Europa sono venticinque e l’equipe guidata da Antonio Bozzani, direttore ff SC Chirurgia Vascolare, è la prima ad aver contribuito con l’arruolamento di due pazienti, entrambi pavesi di 72 e 85 anni.

L’equipe che ha eseguito gli interventi era composta, oltre che da Bozzani, da Vittorio Arici, chirurgo vascolare, Raffaele Fellegara, medico in formazione specialistica, Debora Sportiello, anestesista, Elena Pozzati, strumentista, oltre a specialisti stranieri, provenienti dall’Olanda e dalla Germania.

Questo registro, che arruolerà complessivamente 3500 pazienti in tutto il mondo, studierà gli esiti delle procedure con un follow-up fino a 10 anni e presenta dei criteri di inclusione ed esclusione minimi per allinearsi il più possibile alla pratica clinica del mondo reale – commenta Antonio Bozzanidirettore ff SC Chirurgia Vascolare -. Il San Matteo, anche grazie al supporto del Clinical Trial Center, contribuirà, in questo registro, a valutare nel lungo termine le prestazioni di queste endoprotesi altamente conformabili.

Un aneurisma è una dilatazione localizzata e permanente di un vaso sanguigno e molto frequentemente coinvolge l’aorta addominale (AAA) sottorenale e i vasi iliaci. Ogni anno, solo in Italia, vengono diagnosticati circa 27.000 nuovi casi di aneurismi dell’aorta addominale. Tale patologia colpisce più frequentemente la popolazione maschile di età superiore ai 60 anni; se non trattata, progredisce verso la rottura; un attento monitoraggio è l’unica soluzione per operarsi prima che si rompa. L’indicazione al trattamento di un aneurisma dell’aorta addominale si pone in base a vari fattori come il diametro, la morfologia, la velocità di crescita, la presenza di sintomi. Inoltre, a seconda dei casi potrà essere indicato un intervento chirurgico tradizionale mini-invasivo, con impianto di una protesi endovascolare.

La scelta dell’intervento più appropriato viene considerata in base a molteplici fattori – spiega Antonio Bozzani -: l’età, le comorbidità, presenza di pregressi interventi chirurgici addominali, e, soprattutto, l’anatomia vascolare che rimane forse il vero parametro discriminante tra la soluzione endovascolare e l’opzione chirurgica. Anche se esistono ancora dei limiti, non vi è dubbio che, grazie alla evoluzione delle tecnologie e dei materiali ed alla creazione di endoprotesi sempre più conformabili, una grande quantità di aneurisma dell’aorta addominale possa oggi essere trattata con successo mediante procedura endovascolare”.

Molteplici studi clinici randomizzati hanno documentato l’efficacia e l’affidabilità delle metodiche endovascolari ed oggigiorno è necessario verificare tali risultati attraverso degli studi cosiddetti “real-world”, ovvero registri di raccolta dati per la valutazione dei dispositivi nella pratica quotidiana – conclude il chirurgo vascolare -. Uno di questi studi è proprio il Together Registry che ha iniziato dal 9 maggio l’arruolamento del primo paziente nel mondo ad Asheville in North Carolina e dal 5 giugno del primo paziente in Europa a Pavia”.

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