Cisl Medici: liste d’attesa, non basta aumentare le prestazioni. Servono investimenti, personale e una vera riorganizzazione del Ssn

Set 1, 2026 | Voci

Luciana Cois, Segretaria Generale Cisl Medici: “Il nuovo Pngla è un passo importante, ma non si può chiedere ai professionisti di compensare con maggiori carichi di lavoro le carenze strutturali del sistema”

La Cisl Medici accoglie con interesse il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste dAttesa (Pngla) 2026-2028, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che interviene sull’organizzazione della specialistica ambulatoriale, dei ricoveri e dei percorsi di presa in carico, con l’obiettivo di migliorare l’accesso alle cure e ridurre le disuguaglianze. « È positivo – dichiara Luciana Cois, Segretaria Generale della Cisl Medici – che il problema delle liste d’attesa venga affrontato attraverso un approccio che non sia esclusivamente quantitativo. Appropriatezza, governo della domanda, programmazione dell’offerta, migliore gestione delle agende e presa in carico devono diventare parti di un unico modello organizzativo». Per la Cisl Medici, tuttavia, ridurre le liste d’attesa non può significare semplicemente chiedere a medici e professionisti sanitari di lavorare di più.

« Non possiamo pensare di risolvere un problema strutturale – prosegue Cois – attraverso il ricorso sistematico alle prestazioni aggiuntive o aumentando ulteriormente i carichi di lavoro. Occorre intervenire sulle carenze di organico, rendere nuovamente attrattivo il Servizio Sanitario Nazionale, anche attraverso accorgimenti contrattuali, e costruire una reale integrazione tra ospedale e territorio».

Il Piano richiama anche il coinvolgimento dei prescrittori – medicina del territorio, specialisti, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta – nella rivalutazione della domanda secondo criteri di appropriatezza.

« Questo è un punto fondamentale. Dirigenti medici e sanitari, medici di medicina generale e specialisti ambulatoriali devono essere protagonisti della riorganizzazione, ciascuno secondo le proprie competenze. Non vogliamo professionisti considerati soltanto come erogatori di prestazioni, ma coinvolti nella programmazione, nell’organizzazione e nei percorsi di cura».

Positiva anche l’attenzione posta sull’efficienza dei Cup, sulla gestione delle agende e sui sistemi di conferma e disdetta delle prenotazioni.

« Una parte delle criticità delle liste d’attesa deriva anche da problemi organizzativi, le  inefficienze del sistema non possono continuare a essere compensate esclusivamente attraverso il lavoro dei professionisti », sottolinea la Segretaria Generale.

Resta però una forte criticità: il decreto stabilisce che gli interventi debbano essere realizzati con le risorse umane, finanziarie e strumentali già disponibili e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. «È questo l’aspetto che ci preoccupa maggiormente – afferma Cois – perché è difficile immaginare una riduzione strutturale delle liste d’attesa senza investimenti altrettanto strutturali. Non si può chiedere di più a un sistema che già soffre per la carenza di personale e per la crescente difficoltà a trattenere i professionisti nel Ssn».

L’attenzione si sposta ora sulle Regioni, che dovranno adottare entro 120 giorni i propri Piani regionali di governo delle liste d’attesa e prevederne l’aggiornamento

« Chiediamo che in questa fase le organizzazioni sindacali e i professionisti vengano concretamente coinvolti. Le decisioni sull’organizzazione dell’offerta sanitaria e del lavoro non possono essere assunte senza il contributo di chi quotidianamente garantisce i servizi». «La vera sfida – conclude Luciana Cois – non è soltanto fare più prestazioni, ma garantire al cittadino la prestazione appropriata, nel momento giusto e nel luogo più adeguato. Per farlo servono organizzazione, risorse e professionisti valorizzati. La Cisl Medici è pronta a fare la propria parte».

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