Dalle stelle ai tumori, l’astronomia aiuta a prevedere la risposta alle cure

Set 11, 2026 | Innovazione, Tecnologie

Astropath, la piattaforma che trasforma le tecniche usate per mappare l’universo in uno strumento per studiare l’organizzazione dei tumori e individuare nuovi segnali utili a prevedere la risposta alle terapie

Tecniche sviluppate per costruire le grandi mappe dell’universo applicate ai tessuti tumorali per capire meglio come è organizzato il cancro e individuare nuovi segnali utili a prevedere la risposta alle terapie: è il principio di AstroPath, la piattaforma illustrata da Janis Taube all’11º Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica del Ministero della Salute – a Napoli dal 10 al 12 settembre – in collaborazione con IRCCS Fondazione Pascale. Taube, professoressa di Dermatologia, Oncologia e Patologia e direttrice della Division of Dermatopathology della Johns Hopkins, ha spiegato come AstroPath utilizzi sistemi di analisi delle immagini derivati dall’astronomia insieme a tecniche che permettono di riconoscere contemporaneamente diversi tipi di cellule e proteine all’interno di un tessuto.
Il funzionamento richiama quello delle mappe del cielo: migliaia di immagini vengono allineate e riunite in un’unica rappresentazione. Al posto di stelle e galassie, il sistema individua cellule tumorali e cellule del sistema immunitario, registrando dove si trovano e come sono distribuite.
L’obiettivo è andare oltre i biomarcatori tradizionali, cioè quelle caratteristiche biologiche utilizzate per ottenere informazioni sul tumore e sulla possibile risposta ai farmaci. Non conta infatti soltanto quanto un determinato segnale sia presente, ma anche su quali cellule si trovi, quali altre cellule gli siano vicine e come queste interagiscano tra loro.
Nel melanoma avanzato, AstroPath ha già permesso di individuare particolari combinazioni di cellule immunitarie associate alla risposta e alla sopravvivenza dopo immunoterapia. Gli sviluppi più recenti riguardano anche il carcinoma polmonare non a piccole cellule.
La prospettiva è quella di leggere il tumore come una vera mappa di relazioni tra cellule, con l’obiettivo di ottenere strumenti più precisi per capire quali pazienti possano beneficiare maggiormente di determinate terapie.

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