Dipende anche da noi

Giu 11, 2024 | Voci

In tema di prevenzione sappiamo abbastanza bene che cosa dovrebbero fare le istituzioni, dal Ministero alle Regioni, dalla scuola a tutte le centrali educative. Ma dovrebbe essere normale volersi un po’ bene

di Teresa Petrangolini*

Fare minimo 5000 passi al giorno migliora la salute, se poi se ne fanno di più e in modo regolare il sistema cardiovascolare se ne avvantaggia e diventiamo anche più magri. Sembrano banalità che leggiamo ogni giorno sul web, eppure molte delle azioni di prevenzione dipendono dai comportamenti delle persone. Andare a vaccinarsi è un’azione che sicuramente può essere facilitata se si semplifica la procedura per farlo, ma che dipende dalla volontà dei cittadini di proteggersi dalle malattie. La prevenzione dovrebbe essere un modo di vivere ordinario, dove la spinta non è l’emergenza, come è stato con il Covid, o la paura, ma l’amore per sé stessi, per il proprio corpo, per la propria salute. Facile a dirsi, non facilissimo a farsi se guardiamo i dati su specifiche situazioni, che potremmo considerare campanelli di allarme o eventi sentinella.

Noi siamo un paese longevo, quasi come il Giappone. Sicuramente questo è dovuto alla presenza di un servizio sanitario nazionale, ma anche dalle abitudini di vita e dal buon mangiare. Dovremmo stare tranquilli, eppure queste statistiche sono contraddette da altri segnali preoccupanti, che vanno dall’aumento dell’obesità alla “tirata” adesione alle vaccinazioni e agli screening. Ci sono poi altri fattori: si fuma sempre meno, ma il 20% della popolazione lo fa. Secondo la fondazione Veronesi, sul totale degli adolescenti, usa tabacco o nicotina il 36,6%, e quasi il 10% fra gli 11 e i 13 anni.

Sempre per restare sui giovani parliamo delle vaccinazioni per Hpv (Papilloma virus), fondamentali per prevenire i tumori all’apparato genitale femminile ma anche maschile. Secondo i dati del Ministero della Salute per al 31 dicembre 2021 “continua il progressivo miglioramento delle coperture delle singole coorti, tuttavia, la copertura vaccinale media per Hpv nelle ragazze è al di sotto della soglia ottimale prevista dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (95% nel 12° anno di vita). Anche a livello regionale, nessuna Regione/PP.AA. raggiunge il 95% in nessuna delle coorti prese in esame, con un’ampia variabilità…per tutte le coorti. Si ribadisce la necessità di interventi mirati in specifici contesti geografici tenendo presente che la vaccinazione anti-Hpv, pur non rientrando tra quelle obbligatorie secondo la Legge 119/2017, è un Livello Essenziale di Assistenza”. Parte di questa non adesione dipende dall’organizzazione sanitaria, ma è evidente che è ancora troppo debole la sensibilità delle famiglie a far vaccinare i propri ragazzi e le proprie ragazze.

I dati del programma Passi dell’Istituto superiore di sanità “portano a stimare nel biennio 2020-2021 che il 43% della popolazione adulta è in eccesso ponderale, ovvero il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso”. In Italia ci sono17 milioni di adulti in sovrappeso e oltre 4 milioni già obesi.

Risulta evidente quanto sia importante sensibilizzare i cittadini sulle regole di prevenzione primaria. Se guardiamo i dati Passi sugli stili di vita (“I numeri del cancro in Italia 2022”) è palese la non ottimale aderenza dei cittadini ad uno stile di vita sano. Dall’analisi delle serie storiche dei fattori di rischio comportamentali presi in considerazione dal programma, emerge che non ci sono stati grandi miglioramenti negli ultimi 15 anni e, ad eccezione dell’abitudine al fumo di sigaretta – con un allarme sui giovani, “il consumo di alcol a rischio, la sedentarietà e l’eccesso ponderale, complessivamente, peggiorano o restano stabili. Non solo. In piena pandemia, durante il biennio 2020-2021, questi trend hanno subito modifiche per lo più in senso peggiorativo. L’impatto della pandemia sugli stili di vita è più visibile nel 2020 e sembra, in parte, rientrare nel 2021. Ma gli sforzi per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione primaria non devono fermarsi”

Abbiamo quindi alcuni indicatori che ci fanno preoccupare: vaccinazioni Hpv, sedentarietà, fumo con particolare attenzione ai giovani, obesità. 

Che cosa fare? Sappiamo abbastanza bene che cosa dovrebbero fare le istituzioni, dal Ministero alle Regioni, dalla scuola a tutte le centrali educative. Sicuramente sarebbero importanti maggiori campagne social con influencer che aiutino le persone a capire che camminare è importante, che farsi la vaccinazione Hpv ti rende più sicuri, che sballarsi con fumo, sostanze e alcol non è sempre una “fighata”, che mangiare meno carboidrati e zuccheri facilita una vecchiaia più serena.

A volte però viene da domandarsi se quello che ognuno di noi dovrebbe fare, te lo devono dire gli altri. Non dovrebbe essere normale volersi un po’ bene, andando una volta l’anno a farsi un vaccino, rispondendo all’invito della Asl per fare lo screening mammografico e del colon retto, mantenersi in forma senza diete massacranti ma semplicemente limitando porzioni e aumentando la qualità del mangiare? Certo questo non risolve i problemi di chi ha patologie che necessitano di ben altro, ma potrebbe diventare un modo “basico” e più sereno di condurre la propria vita.

*Direttrice Patient Advocacy Lab (PAL) di ALTEMS

(Panorama della Sanità 1-2024)

 

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