Otto società scientifiche chiedono l’apertura immediata di tavoli tecnici nazionali per la riforma del Sistema di Emergenza Territoriale 118. Sottoscritto uno statement congiunto sulla proposta di riforma
Otto società scientifiche dell’emergenza-urgenza – Aies, Aniarti, Cosmeu, Gft, Irc, Siaarti, Siems e Simeu – intervengono con uno statement congiunto sulla proposta di riforma del Sistema di Emergenza Territoriale 118, chiedendo l’apertura immediata di tavoli tecnici nazionali strutturati e permanenti. Nel documento, firmato dai rispettivi presidenti, le società sottolineano come una riforma di tale portata non possa essere definita esclusivamente nelle sedi istituzionali o parlamentari, ma debba necessariamente coinvolgere in modo stabile tutte le realtà scientifiche e professionali che ogni giorno garantiscono la risposta alle emergenze sul territorio e negli ospedali.
Secondo i firmatari, il dibattito sulla riorganizzazione del 118 – tornato al centro dell’agenda sanitaria con l’ennesimo disegno di legge – rappresenta un’occasione importante ma anche un rischio, se non accompagnato da un reale percorso di confronto con tutti gli attori del sistema. L’assenza di tavoli tecnici permanenti con le società scientifiche e con gli operatori viene indicata come una criticità ormai non più rinviabile.
Parallelamente allo statement congiunto, viene rilanciata la richiesta di un confronto strutturato sulla riforma del sistema di emergenza-urgenza. In un documento collegato, viene infatti ribadito come il ridisegno del 118 non possa prescindere dalle complessità organizzative e operative che caratterizzano il settore: dall’integrazione tra territorio e ospedale alla carenza di personale, dalla formazione specialistica alla governance clinica, fino alla digitalizzazione dei processi e ai modelli delle centrali operative.
Le società scientifiche evidenziano inoltre le profonde disomogeneità regionali e la necessità di garantire standard assistenziali uniformi su tutto il territorio nazionale. Per questo, sostengono che solo un percorso partecipato possa portare a una riforma realmente efficace, sostenibile e orientata alla sicurezza dei cittadini. “La complessità dell’emergenza sanitaria moderna richiede una visione condivisa e multidisciplinare”, si legge nella posizione espressa dalle società. “Le riforme calate dall’alto hanno spesso mostrato i loro limiti; al contrario, le migliori innovazioni nascono dal confronto e dalla valorizzazione delle competenze”.
























