Concluso a Roma il workshop promosso dall’Associazione Italiana di Economia Sanitaria sul riordino della legislazione farmaceutica. Al centro del confronto tetti di spesa, payback, sistemi informativi, digitalizzazione delle ricette e nuovo ruolo delle farmacie di comunità
Si è concluso a Roma, nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria Sopra Minerva, il workshop promosso dall’Associazione Italiana di Economia Sanitaria dedicato a “Riforma e riordino della legislazione farmaceutica: dai tetti di spesa e revisione dei meccanismi di payback al rafforzamento delle farmacie di comunità”. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, accademici e stakeholder per discutere uno dei passaggi più rilevanti dell’agenda sanitaria nazionale: il percorso verso il Testo Unico della legislazione farmaceutica.
Il confronto, introdotto dalla presidente AIES Cinzia Di Novi, ha messo al centro la complessità del governo dell’assistenza farmaceutica, un ambito in cui si intrecciano obiettivi diversi e spesso in tensione: garantire l’accesso equo e appropriato a farmaci sicuri ed efficaci, governare la spesa pubblica, sostenere l’innovazione, attrarre investimenti qualificati e regolare un mercato caratterizzato da possibili inefficienze allocative.
Il Disegno di Legge Delega per il Testo Unico nasce proprio con l’obiettivo di riformare e riordinare un quadro normativo stratificato e complesso, intervenendo su alcuni nodi strutturali del sistema: i tetti di spesa e i meccanismi di payback, i sistemi informativi nazionali e regionali, la dematerializzazione delle ricette, la digitalizzazione dei processi di prescrizione e dispensazione dei farmaci e il rafforzamento del ruolo delle farmacie territoriali come presidi sanitari di prossimità.
Nel corso della mattinata sono stati molti i temi affrontati tra cui tetti di spesa, payback, farmacie di comunità e sistemi informativi.
La tavola rotonda pomeridiana, ha posto una domanda di fondo: “Legge Delega: riforma o riordino?”. Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle Regioni, delle istituzioni, delle professioni, dell’industria e del mondo accademico. Il punto emerso con maggiore forza è che la distinzione non è soltanto semantica. Un riordino può semplificare e rendere più leggibile la normativa esistente; una vera riforma, invece, richiede la capacità di incidere sui meccanismi di governance, sulle responsabilità istituzionali, sugli strumenti di programmazione e sulla relazione tra sostenibilità economica e accesso all’innovazione.
Dai lavori è emerso come il percorso verso il Testo Unico si configura dunque come un’occasione per ripensare in modo organico il governo dell’assistenza farmaceutica. La crescente incidenza dei farmaci innovativi ad alto costo, la trasformazione della sanità territoriale, la necessità di integrare i flussi informativi e il rafforzamento delle farmacie come presidi di prossimità impongono un salto di qualità nelle politiche pubbliche. La sfida sarà evitare interventi frammentari e costruire un quadro normativo più semplice, trasparente e orientato al valore.
Nelle conclusioni, affidate a Claudio Jommi professore di economia presso il dipartimento di scienze del farmaco dell’Università del Piemonte Orientale, il workshop ha confermato l’esigenza di un approccio evidence-based alle politiche farmaceutiche. La riforma della legislazione non potrà limitarsi alla razionalizzazione delle norme, ma dovrà misurarsi con la capacità del Servizio sanitario nazionale di garantire equità di accesso, appropriatezza, sostenibilità e qualità delle cure. In gioco non c’è solo l’efficienza del sistema, ma la possibilità di ridisegnare il futuro dell’assistenza farmaceutica nel nostro Paese.




























