Farmaceutica, Farmindustria: Europa e Italia accelerino sull’innovazione

Set 30, 2026 | Farmaci

Il presidente Cattani: “La competizione globale corre. L’Europa deve scegliere se attrarre innovazione e investimenti o perdere terreno. In Italia servono subito riforme, superamento del payback e una legge di Bilancio che riconosca il valore strategico dell’industria farmaceutica”

Sono circa 23.000 i farmaci attualmente in sviluppo nel mondo, ugualmente ripartiti tra molecole biotech e di sintesi chimica (Fonte: Citeline 2026). Un trend rispecchiato anche negli studi clinici autorizzati da Aifa in Italia e nelle approvazioni di medicinali nel 2025 da parte dell’Agenzia europea dei medicinali: 38 farmaci con nuove sostanze attive, sempre metà biotech e metà di sintesi chimica. “Numeri che dimostrano come i farmaci biotecnologici rappresentino uno dei pilastri fondamentali dell’innovazione farmaceutica e della ricerca di nuove soluzioni terapeutiche per i pazienti, insieme ai medicinali di sintesi chimica, ai vaccini e alle terapie avanzate”. Lo afferma Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria, in occasione della European Biotech Week 2026.

Cattani ricorda che “per la farmaceutica globale gli equilibri geopolitici e industriali si stanno ridefinendo rapidamente. Da una parte gli Stati Uniti, con l’MFN e nuove misure per attrarre investimenti; dall’altra la Cina, che sta accelerando nello sviluppo di nuovi farmaci e vaccini. E in mezzo c’è l’Europa, davanti a un bivio: migliorare rapidamente le condizioni per innovare e investire oppure perdere ulteriormente terreno nella competizione internazionale. La ricerca farmaceutica ha prospettive straordinarie e la tecnologia corre a una velocità senza precedenti, ad esempio grazie alle biotecnologie, aprendo nuove possibilità in termini di terapie, investimenti e sviluppo. In questo scenario vinceranno gli ecosistemi capaci di adeguarsi al cambiamento e di attrarre innovazione, risorse e competenze. Per questo l’Europa deve dotarsi di politiche realmente a favore dell’innovazione. La proposta di Biotech Act, pubblicata dalla Commissione europea nel dicembre 2025, rappresenta un passo importante per rafforzare l’ecosistema europeo dell’innovazione e la capacità del continente di attrarre ricerca e investimenti. Ma occorre un piano più ambizioso e aperto a tutta l’innovazione. E anche l’Italia deve accelerare”.

“Oggi in Italia l’industria farmaceutica, rispetto agli altri settori, è prima per quota di imprese innovative (pari a oltre il 90% del totale) e per collaborazioni con altri attori dell’ecosistema della R&S (la cosiddetta Open innovation), in particolare con Università e Centri di ricerca pubblici. Servono l’implementazione delle riforme, il superamento immediato del payback e una legge di Bilancio che riconosca il valore dell’industria farmaceutica, facendo leva sulla strategia già messa in campo dal Governo e sul Testo Unico: un settore strategico, innovativo e cruciale per la salute, per gli investimenti, per la crescita e la sicurezza dell’Italia. La competizione internazionale non aspetta. Se vogliamo che ricerca, investimenti e competenze restino e crescano in Europa e in Italia, dobbiamo creare oggi le condizioni perché l’innovazione scelga di essere qui”, conclude Cattani.

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