Farmaceutica: rafforziamo l’autonomia strategica dell’Europa 

Mar 17, 2025 | Farmaci, Le nostre interviste

“Il Critical Medicines Act deve rappresentare una svolta concreta, non un ulteriore appesantimento normativo”. È quanto afferma Michele Picaro, eurodeputato del gruppo Ecr che evidenzia la necessità di affermare una leadership globale nel settore farmaceutico europeo

Critical Medicines Act. Di cosa si tratta e perché l’Europa ne sta discutendo?
Il Critical Medicines Act è una proposta normativa volta ad affrontare il problema delle carenze di farmaci essenziali in Europa, una questione che si è aggravata negli ultimi anni a causa della pandemia e delle instabilità geopolitiche. L’Unione Europea dipende ancora in larga misura da fornitori esterni per l’approvvigionamento di medicinali critici, e questa vulnerabilità mette a rischio la salute dei cittadini. L’obiettivo del provvedimento è rendere l’Europa più autonoma, rafforzando la produzione interna, migliorando i meccanismi di monitoraggio e semplificando le procedure per garantire un accesso più rapido ai farmaci. Si tratta di una questione strategica che tocca non solo la sanità, ma anche la sicurezza e la sovranità economica del nostro continente.

Quale la sua opinione?
Sono già intervenuto in Plenaria a Strasburgo su questo tema e ritengo che il Critical Medicines Act rappresenti un passo necessario per garantire che l’Europa non resti ostaggio di crisi globali o di interruzioni nella catena di approvvigionamento. Tuttavia, perché sia davvero efficace, è fondamentale che questa normativa non introduca ulteriore burocrazia, ma valorizzi gli strumenti già esistenti, rendendoli più efficienti. Dobbiamo evitare che si creino nuove sovrastrutture amministrative che rallenterebbero le soluzioni invece di agevolarle. Allo stesso tempo, il vero obiettivo deve essere quello di rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nel settore farmaceutico. La sicurezza sanitaria non può dipendere da attori esterni, e per raggiungere questo traguardo dobbiamo fornire all’industria farmaceutica europea gli strumenti giusti. È essenziale incentivare la proprietà intellettuale, migliorare le normative sugli appalti pubblici affinché premiano le aziende che innovano e garantire procedure più rapide per l’approvazione dei nuovi farmaci. Solo così potremo costruire un’industria solida, competitiva e indipendente.

Perché è importante parlare di autonomia per il settore farmaceutico Ue?
L’autonomia farmaceutica è una questione centrale perché la dipendenza da fornitori esterni ha già dimostrato di essere un grave limite per l’Europa. Negli ultimi anni abbiamo assistito a ritardi nelle forniture, aumenti dei prezzi e, in alcuni casi, persino all’indisponibilità di farmaci essenziali. Questo non è accettabile in un continente che deve garantire ai propri cittadini cure tempestive ed efficaci. Per risolvere il problema, è necessario rafforzare la produzione interna, stimolare gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo e rendere più stabile la filiera del farmaco. Se l’Europa non investe in una propria capacità produttiva e regolatoria più efficace, rischia di restare sempre esposta a shock esterni. Non si tratta solo di garantire la disponibilità di medicinali, ma di affermare una leadership globale nel settore farmaceutico, puntando su innovazione, sicurezza e sostenibilità.

Cosa dice la normativa vigente e quali limiti lei intravede?
Attualmente, il quadro normativo europeo prevede alcuni strumenti di monitoraggio e risposta alle carenze di farmaci, gestiti principalmente dall’Ema, l’Agenzia Europea per i Medicinali. Tuttavia, queste misure si sono rivelate insufficienti di fronte alle emergenze che abbiamo vissuto. La normativa vigente soffre di una frammentazione tra gli Stati membri, con regolamenti spesso differenti che complicano la gestione delle crisi e rallentano la risposta alle emergenze. Un altro grande limite è la forte dipendenza dall’importazione di principi attivi e farmaci da Paesi extraeuropei, una scelta che nel tempo ha indebolito l’industria farmaceutica europea, lasciandola in balia di dinamiche globali poco prevedibili. Inoltre, i tempi di approvazione dei nuovi farmaci sono ancora troppo lunghi, il che ostacola l’innovazione e ritarda l’arrivo sul mercato di medicinali fondamentali. Per questo motivo, il Critical Medicines Act deve rappresentare una svolta concreta, non un ulteriore appesantimento normativo. Serve un intervento mirato che semplifichi i processi, incentivi le aziende a produrre in Europa e rafforzi la nostra capacità di rispondere con rapidità alle necessità sanitarie dei cittadini.

STUDI/RICERCHE 

TECNOLOGIE 

L’export dei dispositivi medici sfiora i 110 milioni

L’export dei dispositivi medici sfiora i 110 milioni

Tecnologie per la salute tra i cinque settori strategici al centro della missione italiana nei Paesi del sud America. Nel 2024 117 imprese italiane hanno esportato nell’area, con una netta prevalenza del Brasile. “Una filiera strategica per l’Italia”

Germania: un passo importante verso un sistema sanitario moderno e interconnesso

Germania: un passo importante verso un sistema sanitario moderno e interconnesso

La Germania accelera sulla sanità digitale con una nuova legge che punta a rendere la cartella clinica elettronica più utile e interoperabile, semplificare l’accesso alle cure e valorizzare i dati sanitari per ricerca, prevenzione e innovazione. Un progetto che promette risparmi per circa 445 milioni di euro l’anno

Irccs di Negrar, radioterapia con meno stress grazie a un sistema ottico che guida il respiro

Irccs di Negrar, radioterapia con meno stress grazie a un sistema ottico che guida il respiro

Installato nelle sale di trattamento un innovativo sistema interattivo di guida visiva con pannelli a colori che aiuta il paziente a raggiungere e mantenere il livello ottimale di inspirazione durante la radioterapia. Una tecnologia che aumenta la precisione del trattamento, riduce l’irradiazione degli organi sani, in particolare nel tumore della mammella sinistra, e contribuisce a contenere l’ansia durante la seduta. La terapia dei tumori si coniuga con l’umanizzazione della cura

GOVERNO/PARLAMENTO 

Governo Meloni: Più risorse e meno liste d’attesa

Governo Meloni: Più risorse e meno liste d’attesa

Nel documento “Record e risultati”, diffuso da Fratelli d’Italia in occasione del traguardo dei 1.412 giorni di governo, rivendicati quasi 143 miliardi per il Fondo sanitario nazionale nel 2026, oltre 1,6 milioni di prestazioni in più nei tempi di garanzia

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
enterprice

ENTERPRISE

AziendePersone&Mercato

Enpaf, 400 mila euro per i farmacisti liberi professionisti

Confermato anche per il 2026 il contributo assistenziale una tantum destinato a liberi professionisti, collaboratori e borsisti. L’Ente: “Un sostegno concreto in una fase di trasformazione della professione”. Domande entro il 30 settembre

SAVE THE DATE

SAVE THE DATE

Congressi&Convegni