Assofarm e sindacati firmano l’ipotesi di rinnovo del CCNL fino al 2029. Previsti aumenti retributivi, indennità per i farmacisti, nuove tutele per maternità e responsabilità professionale e un una tantum di 500 euro
Assofarm e le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno sottoscritto il 15 settembre l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie comunali, con validità fino al 31 dicembre 2029. L’intesa punta ad aggiornare il sistema contrattuale alla crescente evoluzione del ruolo della farmacia e del farmacista all’interno del Servizio sanitario nazionale. Tra le principali novità figura un aumento retributivo mensile a regime di 220 euro per il primo livello, corrispondente al farmacista collaboratore. Prevista anche un’indennità professionale di 30 euro mensili per tutti i farmacisti, oltre a un elemento economico progressivo per i direttori di farmacia con fatturato annuo superiore a un milione di euro. L’accordo introduce inoltre meccanismi di tutela del potere d’acquisto in caso di inflazione superiore alle previsioni. Sul fronte normativo sono previste nuove disposizioni sui permessi per riduzione dell’orario di lavoro, con l’equiparazione del monte ore tra dipendenti assunti prima e dopo il 2013. Vengono inoltre disciplinati i compensi per le attività di vaccinazione e aumentate le maggiorazioni per lavoro straordinario e festivo. L’ipotesi di accordo rafforza anche le tutele per la maternità e introduce una copertura assicurativa obbligatoria per la responsabilità professionale in caso di colpa grave. Previsto infine un importo una tantum di 500 euro per il farmacista collaboratore di primo livello, a copertura del periodo di vacanza contrattuale. L’accordo dovrà ora essere sottoposto alla ratifica dell’assemblea delle aziende associate ad Assofarm e delle assemblee dei lavoratori. Solo dopo questi passaggi il rinnovo potrà diventare definitivamente operativo.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: Sancito un cambio di passo significativo improntato ad una visione prospettica e condivisa del settore
“Un risultato importante -commentano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno sottoscritto l’accordo – frutto di una trattativa nella quale le organizzazioni sindacali hanno puntato a recuperare e aumentare il potere d’acquisto, valorizzare le professionalità e migliorare concretamente le condizioni di lavoro. Il nuovo contratto interviene in maniera significativa sia sulla parte economica sia su quella normativa, con particolare attenzione anche alle lavoratrici e ai lavoratori inquadrati contrattualmente ai livelli più bassi.
Sul piano economico, l’aumento arriva a 220 euro mensili a regime al 1° livello, attraverso quattro tranche a partire da ottobre 2026, con una nuova scala parametrale che rafforza gli incrementi per gli inquadramenti più bassi ed elimina il 6°livello. Prevista inoltre una una tantum di 500 euro al 1°livello, da corrispondere in due tranche nel 2027. Sul fronte del recupero del potere d’acquisto, l’accordo prevede un meccanismo di adeguamento salariale nel caso in cui l’andamento dell’inflazione superasse le previsioni.
Dal 1° ottobre 2026 sarà introdotta anche una indennità professionale di 30 euro mensili per i farmacisti, cui si aggiungono 20 euro mensili per i farmacisti vaccinatori che partecipano effettivamente alle attività vaccinali. Per questi ultimi, l’incremento complessivo può quindi raggiungere 270 euro mensili a regime. L’indennità professionale non è comunque subordinata all’obbligo di svolgere particolari servizi: rappresenta il riconoscimento contrattuale della professionalità della farmacista e del farmacista. Si tratta di un punto particolarmente importante. La farmacia sta cambiando e la Farmacia dei Servizi è destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante. Per questo il rinnovo prevede anche un percorso permanente di confronto a livello nazionale e regionale, sulla trasformazione della farmacia, sull’organizzazione del lavoro, delle professionalità, della formazione e della sicurezza. Importanti anche le novità normative: aumentano le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, che passano al 40% e, oltre le 96 ore annue, al 60%; un riconoscimento concreto del disagio e della disponibilità richiesti a chi lavora nelle giornate normalmente dedicate al riposo. Sul fronte del part-time, l’accordo stabilisce che il lavoro a tempo parziale non può essere inferiore a 16 ore settimanali. Dal 1° gennaio 2027 viene inoltre ripristinata l’equiparazione tra lavoratori neoassunti e già assunti nell’avere riconosciute le ore piene dei permessi retribuiti, ovvero 104 ore annue per tutti i dipendenti.
Sul fronte della genitorialità e della conciliazione tra vita e lavoro, il nuovo contratto garantisce in caso di maternità l’integrazione dell’indennità Inps fino al raggiungimento del 100% della retribuzione globale, compresi i ratei di tredicesima e quattordicesima. Importante anche il riconoscimento di una integrazione aggiuntiva del 10% del trattamento Inps del congedo parentale, se fruito per un periodo superiore a 4 mesi continuativi. In caso di genitori di minori con handicap, l’integrazione del 10% verrà garantita anche in caso di fruizione del congedo parentale frazionato ad ore.
Viene inoltre inserito un articolo che definisce cosa sono le molestie, introducendo azioni positive per cambiare la cultura nei posti di lavoro, fornendo strumenti per riconoscerle e affrontarle con strumenti adeguati. Prevista un’ora di assemblea aziendale dedicata al tema, formazione e, oltre la soglia dei 15 dipendenti, anche una figura di rappresentanza specializzata”.
“L’intesa, siglata dopo 20 mesi di trattativa, – affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – sancisce un cambio di passo significativo improntato ad una visione prospettiva e condivisa. Il nuovo impianto coniuga aumenti salariali, riconoscimento delle professionalità e nuove tutele, istituendo sedi paritetiche di confronto costante finalizzate a governare l’evoluzione del settore. L’Ipotesi di accordo è stata raggiunta dopo un lungo e importante percorso di mobilitazione che ha visto il coinvolgimento e la partecipazione di tantissime lavoratrici e lavoratori in ogni territorio e rappresenta un risultato fondamentale che valorizza fortemente il ruolo della contrattazione”.
“Un risultato storico – concludono le tre sigle – perché nel settore delle farmacie per la prima volta il contratto delle farmacie pubbliche Assofarm viene firmato prima del contratto delle farmacie private Federfarma”.
Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori che saranno chiamati ad esprimersi sull’intesa nel passaggio assembleare.
Fofi: soddisfazione per l’intesa che riconosce il ruolo professionale dei farmacisti collaboratori
D’Ambrosio Lettieri: Un passo importante. Valorizzare il farmacista significa investire nella farmacia del futuro
“L’intesa raggiunta tra Assofarm e le Organizzazioni sindacali per il rinnovo del CCNL dei dipendenti delle farmacie comunali rappresenta un risultato importante, perché afferma un principio che la componente ordinistica sostiene da tempo: all’evoluzione delle competenze e delle responsabilità del farmacista deve corrispondere un adeguato riconoscimento professionale, contrattuale ed economico”. Lo dichiara Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente della Consulta degli Ordini dei Farmacisti di Puglia. “La farmacia è profondamente cambiata. Prevenzione, vaccinazioni, screening, telemedicina, aderenza terapeutica e presa in carico della cronicità hanno rafforzato la sua funzione di presidio sanitario di prossimità e, con essa, il ruolo dei farmacisti che quotidianamente rendono possibili questi servizi con elevati livelli di competenza. Per questo non possiamo continuare ad ampliare funzioni e responsabilità senza accompagnarle con una coerente valorizzazione di chi le esercita”. “Il valore dell’accordo va dunque oltre l’aspetto salariale. Riconoscere la specificità sanitaria del farmacista significa investire sulla qualità del lavoro, sulle competenze, sulle prospettive di crescita professionale e sull’attrattività della professione, soprattutto per le nuove generazioni. L’auspicio – conclude D’Ambrosio Lettieri – è che il risultato raggiunto per le farmacie comunali possa favorire un clima costruttivo anche nel confronto per il rinnovo del CCNL delle farmacie private. Serve uno sforzo responsabile di tutte le parti per arrivare a una soluzione equa e sostenibile. Una farmacia più forte passa necessariamente da farmacisti motivati, qualificati e adeguatamente valorizzati: investire sui professionisti significa investire sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini e sul futuro della sanità territoriale”.
























