Il neo presidente Fenagifar Francesco Ferro Russo traccia le priorità del mandato: più territorio, innovazione e collaborazione multidisciplinare. “La farmacia deve essere sempre più presidio di prossimità e spazio di crescita per i giovani professionisti”
Presidente, quali sono le priorità al centro del suo mandato?
Le priorità del nostro mandato ruotano attorno a tre parole chiave: territori, relazione e progettualità. Crediamo fortemente che Fenagifar debba essere sempre più vicina alle Agifar locali ascoltando le esperienze e valorizzando le esigenze che emergono da lì. Per questo, nella costruzione del programma, abbiamo scelto di coinvolgere fin da subito tutte le realtà territoriali in un weekend di confronto, creando un documento programmatico e presentandolo alle istituzioni firmato da quaranta associazioni.
La nostra volontà è, infatti, quella di consolidare una rappresentanza giovanile che dialoghi con tutti gli stakeholder del sistema salute e che rafforzi le collaborazioni multidisciplinari con gli altri professionisti sanitari, con le università e con le altre realtà associative. Tutto questo intendiamo costruirlo attraverso l’investimento su cinque sfere progettuali principali: una professionale, una scientifica, una di economia sanitaria, una sociale ed una di innovazione. Questo nell’ottica di generare opportunità di crescita per i giovani farmacisti e di contribuire al ruolo della farmacia nel servizio al cittadino, vivendo le principali sfide di salute pubblica anche in una prospettiva europea.
Come valorizzare pienamente il ruolo del farmacista nei nuovi percorsi di cura e prossimità?
La farmacia rappresenta il primo punto di connessione col Servizio Sanitario Nazionale per milioni di cittadini e questo la rende un presidio strategico di prossimità, capace di ridurre il “costo sociale” per l’accesso del cittadino alle cure, in maniera integrata nell’evoluzione del modello territoriale delineato dal DM77. Per questo, il farmacista può e deve avere un ruolo sempre più centrale nella gestione della cronicità e nella presa in carico del paziente sul territorio. La progressiva strutturazione della farmacia dei servizi offre oggi nuove opportunità professionali, soprattutto nell’ambito della prevenzione, dell’aderenza terapeutica, delle campagne vaccinali e della gestione delle grandi sfide sanitarie legate all’invecchiamento della popolazione.
Le prospettive offerte dalla digitalizzazione in materia di salute consentono inoltre di ampliare le competenze del farmacista, migliorando il monitoraggio terapeutico, la gestione dei dati sanitari e l’orientamento del paziente. In questo contesto, la formazione continua sarà determinante per accompagnare la categoria in una trasformazione che richiede competenze sempre più trasversali.
In questo momento di grande evoluzione della sanità, l’università come luogo di prima formazione del futuro è al passo coi tempi?
Negli ultimi anni il percorso universitario ha avviato un’importante evoluzione, anche grazie alla riforma introdotta dal DM 1147/2022, che ha reso la laurea in Farmacia abilitante e più orientata alla pratica professionale. Si tratta di un cambiamento significativo, che avvicina il mondo accademico alle nuove esigenze della professione. La continua innovazione nel settore rende particolarmente importante il collegamento strutturato tra università e mondo del lavoro, soprattutto rispetto alle nuove competenze richieste.
In questo scenario Fenagifar può svolgere un ruolo importante, occupando quello spazio di transizione tra formazione universitaria e attività professionale. Accompagnare i giovani farmacisti nei primi anni di carriera, offrire strumenti di orientamento e confronto, significa contribuire concretamente alla crescita della professione.
Quali elementi non possono mancare nel bagaglio culturale di un giovane farmacista?
Al giovane farmacista di oggi sono richieste competenze specialistiche ed allo stesso tempo una visione multidisciplinare, capace di favorire la collaborazione in team con gli altri professionisti sanitari in un percorso di cura integrato.
Per fare fronte a queste necessità, serve investire nelle capacità relazionali, nell’aggiornamento continuo e nell’apertura all’innovazione. Penso in particolare alle competenze trasversali legate alla comunicazione col paziente, alla gestione dei servizi, alla lettura dei cambiamenti normativi e all’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale applicata alla salute. Il nostro obiettivo è posizionare il giovane farmacista di oggi all’interno della farmacia di domani.
Accanto alle competenze tecniche, riteniamo fondamentali anche il senso di responsabilità verso la professione, la partecipazione attiva e la cultura associativa. Essere protagonisti del cambiamento significa contribuire alla sua evoluzione, consolidando il rapporto di fiducia con il cittadino e rafforzando il ruolo del farmacista nel sistema sanitario sul solco tracciato dalle istituzioni.
Difficoltà, se ve ne sono, e possibili soluzioni per il farmacista di domani.
Con il passare degli anni i farmacisti, in ogni posizione professionale, condivideranno sempre più sfide: la sostenibilità del sistema, l’evoluzione dei modelli organizzativi e la necessità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti della sanità territoriale. Sarà dunque decisivo mantenere viva la passione verso una figura che sta attraversando una fase di profonda trasformazione, che possa prevenire la disaffezione professionale e la minor partecipazione alle tematiche associative. Per far ciò, occorre una visione di sistema che sottolinei le prospettive dei giovani farmacisti, valorizzandone competenze, motivazioni e possibilità di crescita.
Sarà importante sviluppare un confronto solido con la base, ascoltandone le esigenze ed offrendo una finestra sulle tematiche centrali della professione in termini di opportunità di valorizzazione, investimento sul welfare e sul benessere del professionista, rafforzamento della cultura associativa come strumento di tutela dell’intera categoria. I giovani colleghi, sia attuali sia futuri, vedano ancor di più la farmacia come uno spazio di innovazione, responsabilità e come parte di un sistema al servizio alla comunità.
























