I soldi non fanno la felicità, ma…

Giu 3, 2024 | PS6 GIU 2024

Ha fatto molta eco la lettera di richiamo al finanziamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale firmata da 14 eminenti scienziati e professionisti nazionali.

L’editoriale di Giandomenico Nollo

Un po’ come l’eco in montagna che rimbalza tra le pareti scoscese, anche questo richiamo si è lentamente affievolito al punto che oggi solo orecchi molto attenti ed allenati lo sentono ancora rimbalzare giù e giù per la valle. Che il nostro Ssn stia soffrendo fortemente è ormai fatto ampiamente riconosciuto, sia dai molti addetti ai lavori che periodicamente evidenziano generali e specifiche difficoltà, sia dai cittadini/pazienti che nel cercare risposte alle proprie domande di salute trovano percorsi accidentati, tempi incerti, professionisti demotivati e stanchi. Se questo potesse consolarci, potremmo dire che il problema attraversa tutti i paesi del mondo occidentale indipendentemente dalla quota di finanziamento pubblico assegnata o dal modello di Servizio Sanitario dispensato. E ancora, per essere completamente trasparenti potremmo ricordare che esistono paesi che spendono, sia in termini assoluti che in frazione di PIL, molto più del nostro con risultati di salute largamente più scadenti. Quindi potremmo superficialmente concludere che non è un problema di stato o di risorse, ma che piuttosto i sistemi di salute dei paesi cosiddetti evoluti hanno ormai raggiunto il loro punto di rottura e che oggi non sono più in grado di crescere assieme ai bisogni della popolazione. La realtà è al solito un po’ più complessa. Quindi se da un lato non possiamo arrenderci all’idea di un Ssn che non sa rispondere ai nostri bisogni, dall’altro lato è evidente che incrementare il finanziamento senza mettere mano al modello organizzativo non sarà sufficiente per risollevarne le sorti. Servono riforme sistemiche, allineate alle modificate condizioni sociali, economiche, tecnologiche. Riforme che sappiano affrontare anche alcuni tabù, come la dicotomia pubblico/privato per disegnare approcci innovativi di integrazione di queste risorse sulla base di programmati obiettivi di salute, di popolazione e individuali. Per farlo serve coraggio, e questo probabilmente non costa, idee e progetti e questi un po’ costano. Serve, ad esempio e urgentemente una struttura di raccolta e analisi di dati capillare, capace di portare a sistema la messe di informazioni già presenti nei laptop dei medici di medicina generale, piuttosto che nelle banche dati amministrative. Informazioni che se non condivise e analizzate non possono produrre la più grande ricchezza di uno stato, la salute dei suoi cittadini.
Quindi se è vero che il denaro non dà la felicità, è altresì vero che risorse aggiuntive e mirate a progetti strategici e con visione di medio periodo possono dare le risposte di cui il nostro Ssn ha bisogno. Se non porteranno la felicità porteranno la salute e questo per Nino Manfredi poteva bastare.

“quanno c’é ‘a salute c’é tutto… basta ‘a salute e un par de scarpe nove poi girÀ tutto er monno… e m’a accompagno da me…”

HANNO SCRITTO PER NOI 

GIAMPAOLO AUSTA Professore incaricato di diritto amministrativo all’Università degli studi della Tuscia – FRANCESCO ANDREA CAUSIO Vice-presidente Società Italiana Intelligenza Artificiale in Medicina, SIIAM – FRANCESCO COGNETTI Coordinatore del Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani (FoSSC) – LUIGI DE ANGELIS Presidente Società Italiana Intelligenza Artificiale in Medicina, SIIAM – FABIO DE IACO Presidente SIMEU, Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza – FRANCESCO DENTALI Presidente Nazionale Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, FADOI – VITTORIO GRIECO Socio Società Italiana Intelligenza Artificiale in Medicina, SIIAM – BERNARDINO FANTINI Professeur Honoraire d’Histoire de la Médecine, Faculté de Médecine, Université de Genève – GIOVANNI FOSTI Associate Professor of Practice, Divisione Government, Health and Not for Profit di SDA Bocconi School of Management e ricercatore nell’Area Social Policy and Social Innovation del Cergas – ANTONINO GIARRATANO Presidente Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) – CLAUDIO MARIA MAFFEI Già Direttore sanitario Asl di Fano e Direttore sanitario Inrca di Ancona DOMENICO MANTOAN Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) – GIOVANNI MIGLIORE Presidente Federazione Italiana Azienda Sanitarie e Ospedaliere, FIASO; Direttore generale AReSS Puglia – FULVIO MOIRANO Già Direttore generale Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – GIANDOMENICO NOLLO Presidente Società Italiana di Health Technology Assessment, Sihta; Università degli Studi di Trento – ELISABETTA NOTARNICOLA Associate – LUIGI ORFEO Presidente Società Italiana di Neonatologia (SIN) – PAOLO PARENTE MD, MPH, PhD; Direzione Strategica Azienda Sanitaria Locale Roma 1 – PAOLO PETRALIA Vicepresidente vicario Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, FIASO; Direttore generale Asl 4 Chiavarese – GABRIELE PELISSERO Vice Presidente Nazionale Associazione Italiana Ospedalità Privata – ELEONORA PEROBELLI Lecturer, Divisione Government, Health and Not for Profit di SDA Bocconi School of Management e ricercatrice nell’Area Social Policy and Social Innovation del Cergas – ANNA PONZIANELLI Direttivo SIHTA;  Director of Market Access and Public Affairs Moderna – LORENZO SOMMELLA Staff Direzione Generale, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico – MARCO TRABUCCHI Direttore Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia; Past President dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, AIP – FRANCESCO VAIRO MD SERESMI, Emerging and Re-emerging Infectious Diseases Unit National Institute for Infectious Diseases “L.Spallanzani”

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