Il 98% degli operatori usa l’intelligenza artificiale per gestire i documenti. Il 57% è disposto a condividere informazioni sensibili, mentre cresce la richiesta di regole chiare e formazione
I lavoratori del settore della sanità e dell’assistenza sociale guadagnano in media 1,9 ore a settimana grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. È quanto emerge dal nuovo sondaggio condotto da Adobe Acrobat nell’ambito dell’indagine “L’ascesa dell’IA per i documenti”.
Quasi la totalità del campione (il 98%) dichiara di utilizzare l’IA per gestione dei documenti: il 37% degli intervistati la utilizza per compiti di revisione e analisi, il 32% per tradurre contenuti, il 29% per modificare testi esistenti e il 27% per riassumerli.
L’IA supporta anche la comunicazione quotidiana, con il 26% che impiega questi strumenti per scrivere o rispondere alle email.
Gli ostacoli principali
Nonostante il tempo guadagnato, gli operatori della sanità evidenziano diverse criticità nell’adozione delle nuove tecnologie:
- Il 26% indica la mancanza di linee guida chiare come ostacolo principale, stessa percetuale di chi che teme per la privacy.
- Il 22% esprime preoccupazione per eventuali errori o imprecisioni generate dall’IA.
- Il 15% dichiara incertezza su quali strumenti utilizzare e il 13% rileva difficoltà di integrazione con gli strumenti di lavoro esistenti.
Il nodo della privacy e dei dati sensibili
Se l’IA rappresenta una leva fondamentale per alleggerire i carichi di lavoro nel settore sanitario, la gestione delle informazioni personali richiede la massima cautela. Risulta quindi un dato rilevante il fatto che ben il 57% degli intervistati si dichiari a proprio agio nel condividere documenti sensibili con gli strumenti di IA, contro il 34% che si dice invece cauto. Per questo motivo, diventa essenziale formare e informare il personle per garantire un uso consapevole e sicuro delle nuove tecnologie.
Metodologia
Lo studio “L’ascesa dell’IA per i documenti” si basa su un sondaggio nazionale condotto da Adobe Acrobat su un campione di 1.500 italiani adulti (dal 18 al 22 aprile 2026), con focus analitici sulle principali città italiane.
























