Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale, spiega come integrazione, digitalizzazione e collaborazione multiprofessionale possano rendere la farmacia un nodo strategico nella presa in carico dei pazienti
Presidente, la nuova legge di Bilancio ha reso strutturale la “farmacia dei servizi” nel Sistema sanitario nazionale. A che punto siamo e ci sono ostacoli che restano da superare?
Con l’ultima legge di Bilancio la Farmacia dei Servizi ha consolidato il proprio ruolo di presidio di prossimità che agevola l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari sul territorio, semplificando la vita soprattutto ai pazienti cronici. Occorre ora integrare sistematicamente la farmacia dei servizi all’interno dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali definendo ruoli chiari, protocolli condivisi e flussi informativi strutturati. A tal fine è necessaria una collaborazione costante tra Regioni, professionisti sanitari e istituzioni centrali. Solo così la Farmacia dei Servizi potrà esprimere appieno il proprio potenziale e diventare un presidio di presa in carico del paziente, che contribuisce alla continuità delle cure e alla sostenibilità del sistema sanitario.
Digitalizzazione e telemedicina stanno cambiando il rapporto con i pazienti: come si stanno attrezzando le farmacie e quali benefici concreti possono offrire ai cittadini?
La telemedicina in farmacia consente di eseguire esami diagnostici – come Ecg, Holter cardiaco, Holter pressorio – con la refertazione a distanza da parte di medici specialisti. Il cittadino viene in farmacia con la prescrizione, l’esame viene eseguito dal farmacista con dispositivi certificati e il tracciato viene inviato in tempo reale a centri specialistici che restituiscono un referto valido a tutti gli effetti. I vantaggi sono evidenti: risparmio in termini di tempo e di spostamenti, poiché il cittadino può effettuare comodamente nella farmacia sotto casa, ad esempio, un Ecg anziché mettersi in lista di attesa e doversi recare in una struttura pubblica, a volte distante chilometri.
Tra le sfide del sistema sanitario resta centrale la riforma complessiva del Ssn. Qual è la posizione di Federfarma e quali proposte ritiene essenziali nel dibattito in corso?
Il processo di riorganizzazione del Ssn ha l’obiettivo di potenziare l’assistenza sanitaria favorendo la sinergia tra tutti i professionisti della salute che operano sul territorio, a partire dai medici di medicina generale. Per un Ssn più vicino alle persone, Federfarma ritiene strategico dare vita a spoke di prossimità che integrino Medici di Medicina Generale, specialisti ambulatoriali, infermieri di comunità e farmacie quali articolazioni territoriali delle Case della Comunità hub. Lavorare in sinergia con le altre professioni sanitarie è un percorso che abbiamo già avviato con l’accordo siglato con il Sumai e la sottoscrizione per adesione all’accordo tra Ordine dei Farmacisti e Ordine dei Biologi. La presa in carico multiprofessionale è indispensabile per agevolare i pazienti, soprattutto cronici, nell’accesso al percorso di cura e per garantire un’assistenza più completa ed efficace
Guardando al 2026, quali sono le priorità e i prossimi obiettivi di Federfarma?
Una priorità è sicuramente dare concreta attuazione al nuovo modello di farmacia integrato nel Ssn agendo su due piani: da una parte, è essenziale procedere alla stipula degli accordi integrativi regionali che consentiranno, in linea con l’Accordo Collettivo Nazionale del 6 marzo 2025, di attivare i nuovi servizi usufruendo dei fondi stanziati dalla legge di Bilancio; dall’altra, è fondamentale rafforzare la collaborazione già avviata con gli altri professionisti della salute per rispondere in maniera sempre più efficace ed efficiente ai bisogni di salute dei cittadini.




























