Il presidente Fiaso, Giuseppe Quintavalle, risponde alla redazione di Panorama della Sanità sullo stato di salute del Servizio sanitario nazionale: integrazione tra ospedale, territorio e prevenzione, presa in carico sociosanitaria e infrastrutture digitali sono le leve della nuova sanità
Presidente, come va il nostro Servizio sanitario nazionale? È questa la domanda che alla vigilia della pausa estiva abbiamo rivolto a Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso.
La risposta del presidente si articola in una disamina ampia descrivendo per il sistema una fase di profonda trasformazione. Il nostro Ssn sta attraversando un cambiamento rilevante, ci spiega Quintavalle, segnato da una nuova articolazione dei Livelli essenziali di assistenza e da una crescente integrazione tra ospedale, medicina di prossimità, territorio, distretto e prevenzione. Una trasformazione che punta a superare una logica centrata sulla singola prestazione per costruire una presa in carico più ampia, capace di considerare anche gli aspetti sociali e sociosanitari della persona.
“Non è facile rispondere a questa domanda – precisa il presidente – perché è in atto un cambiamento importante che vede una nuova ripartizione dei Livelli essenziali di assistenza e anche qualcosa che prima non c’era: un’integrazione e una rete tra i tre livelli essenziali di assistenza, quindi l’area ospedaliera, la medicina di prossimità, il territorio o distretto e la prevenzione.
È veramente una rivoluzione copernicana, perché in questo momento stiamo ponendo effettivamente al centro il paziente e non la prestazione. Parliamo quindi di una presa in cura che valuta anche tutti gli aspetti sociali del soggetto.
Una presa in carico che va a intercettare prima la parte sanitaria, poi la parte sociosanitaria e quindi le fragilità sociali, costruendo un abito sartoriale. Non è semplice, non è facile.
Le infrastrutture digitali concorreranno ad aiutarci: la telemedicina, il Fascicolo sanitario elettronico, l’intelligenza artificiale. Il nostro compito è mettere a posto tutte queste ricette, queste alchimie, per ottenere una nuova sanità orientata alla medicina di territorio”.
























