Industria farmaceutica: i 4 pilastri per vincere la sfida della competitività

Giu 23, 2026 | Farmaci, Video

Cattani all’Assemblea di Farmindustria: “Le imprese farmaceutiche hanno già contribuito per il 33% all’obiettivo di 700 miliardi di esportazioni fissato dal Governo per il 2027. Siamo in un contesto geopolitico internazionale con molte opportunità, ma anche tanti rischi”

L’innovazione farmaceutica è uno dei principali fattori che stanno contribuendo all’incremento dell’aspettativa di vita della popolazione e all’aumento della sopravvivenza dei pazienti colpiti da patologie gravi e croniche. Al tempo stesso, l’industria farmaceutica è fra i motori più dinamici della crescita economica italiana, in un contesto internazionale sempre più complesso, con un export in aumento del 248% negli ultimi 10 anni. È questo il messaggio al centro dell’Assemblea 2026 di Farmindustria, oggi a Roma presso l’Auditorium Conciliazione con il titolo “Geopolitica e innovazione: l’industria farmaceutica asset strategico per la salute e la crescita della Nazione”. Risultati che hanno consentito di aumentare la crescita della nostra Nazione e che devono essere consolidati. Nello spirito di confronto costruttivo che da anni caratterizza il rapporto con le Istituzioni, vanno affrontate con pari senso di urgenza 4 priorità: dal payback alla politica statunitense sui prezzi dei farmaci, dall’ipotesi di revisione del prontuario alla riduzione dei tempi di accesso alle cure.

I traguardi dell’innovazione farmaceutica si misurano in anni di vita guadagnati e vite salvate: oggi viviamo in media 84 anni, con un aumento costante di 3 mesi all’anno negli ultimi 50 anni, mentre in 25 anni la mortalità è diminuita del 31% e abbiamo assistito alla riduzione del 41% delle morti per malattie croniche e del 27% per neoplasie. Parallelamente, l’export farmaceutico italiano degli ultimi 10 anni cresce più di quello degli altri grandi Stati Ue e della media Ue (+148%). Particolarmente significativo il contributo del settore all’obiettivo nazionale di crescita delle esportazioni: il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si è infatti prefissato di arrivare a 700 miliardi di euro di export entro il 2027. Per raggiungerlo, nel periodo 2022-2027, è necessario un incremento pari a 73,8 miliardi di euro. L’industria farmaceutica ha già contribuito con 24,7 miliardi di crescita export, quindi circa un terzo (33%) del risultato atteso. Infine, il valore medio dell’export farmaceutico dell’Italia è superiore di oltre il 30% di quello degli altri Stati Ue; dato che riflette l’aumento del contenuto innovativo e di qualità della produzione.

Oggi, la ricerca corre a una velocità senza precedenti. Nel mondo sono 23.000 i farmaci in sviluppo, il doppio rispetto a 10 anni fa, equamente distribuiti tra molecole di sintesi chimica e prodotti biotech. Se tra il 2013 e il 2022 venivano approvati mediamente 58 nuovi farmaci l’anno nel mondo, dal 2023 al 2025 la media è salita a 78 nuovi medicinali annui, ampliando rapidamente le possibilità di cura per milioni di persone. Tra i principali farmaci che saranno lanciati a livello globale tra il 2024 e il 2028, si è calcolato che il 62% avrà un impatto particolarmente significativo su sopravvivenza, qualità della vita e produttività e il 38% genererà nuovi percorsi di cura con costi sanitari minori. Inoltre, si stima che 11 miliardi di euro investiti in innovazione, dal 2014 al 2024 abbiano generato 66 miliardi di euro di valore socio-economico, con 1 miliardo di ore di lavoro recuperate e 21 milioni di giornate di ospedalizzazione evitate. Un contesto in cui l’intelligenza artificiale sta accelerando la ricerca farmaceutica: gli studi clinici condotti con piattaforme IA sono aumentati dell’82% fra 2016-2020 e 2021-2025 e i tempi di ricerca possono ridursi fino al 40%, avvicinando l’obiettivo di rendere disponibili i farmaci del futuro in metà tempo. “Un nuovo farmaco non deve essere considerato esclusivamente come un costo aggiuntivo per il Servizio sanitario nazionale”, ha dichiarato il Presidente di Farmindustria Marcello Cattani, appena rieletto per il terzo mandato alla guida dell’Associazione per il biennio 2026-2028. “L’innovazione farmaceutica è un investimento che consente di salvare vite, prevenire complicanze, evitare ricoveri, ridurre disabilità e perdita di autonomia. Modificare il decorso delle malattie significa migliorare la vita delle persone e rendere più sostenibile il sistema sanitario nel lungo periodo. In più, la nostra industria rappresenta un asset strategico per la crescita e la sicurezza della Nazione anche di fronte a possibili nuove emergenze sanitarie”.

Un settore strategico per la crescita della Nazione

L’industria farmaceutica si conferma uno dei settori più competitivi dell’economia italiana. Nel 2025 il comparto con 69 miliardi di euro di export (il 75% della crescita totale italiana) e 74 miliardi di produzione, rappresenta oggi circa il 2% del Pil nazionale e occupa direttamente 72.200 persone, che diventano oltre 300.000 considerando l’intera filiera e l’indotto. Tra il 2015 e il 2025, il saldo commerciale dell’industria farmaceutica ha contribuito al 6% della crescita del Pil, con un saldo estero positivo di 11 miliardi di euro.

Marcello Cattani, presidente Farmindustria

Le 4 priorità per consolidare investimenti e competitività

Per mettere pienamente a frutto questi risultati e rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre nuovi investimenti industriali e di ricerca, Farmindustria indica quattro priorità da affrontare insieme alle Istituzioni.

Il primo riguarda la politica della Most Favored Nation (Mfn) promossa a maggio 2025 dall’Amministrazione USA, che punta a riequilibrare il finanziamento dell’innovazione a livello globale richiedendo agli Stati europei di allineare i prezzi a quelli degli USA. Una scelta che sta modificando gli equilibri globali dell’innovazione, inasprendo la competizione già esistente tra Stati Uniti, Cina ed Ue. “Mentre USA e Cina aumentano gli strumenti per attrarre investimenti – spiega Cattani – l’Europa rischia di diventare meno competitiva. Già oggi osserviamo segnali preoccupanti: nei 10 mesi successivi all’annuncio della Mfn si registra una riduzione del 40% nei lanci di nuovi farmaci nel continente europeo. Pochi giorni fa lo US Trade Representative ha avviato un’indagine (Section 301) sulla Germania per determinare se sussistano pratiche discriminatorie o irragionevoli nei confronti degli Stati Uniti per quanto riguarda i farmaci innovativi. Vogliamo evitare che i pazienti europei vengano penalizzati e non possiamo permetterci che le imprese paghino il prezzo di questo arretramento. In risposta alla sfida competitiva globale dell’Mfn occorre un patto per compensare gli investimenti in Italia e gli oneri per le aziende, perseguendo una logica win-win, sul modello dell’accordo USA-UK”, ha affermato Cattani. In questo quadro, fondamentale è affrontare e risolvere ilpayback farmaceutico, che ha raggiunto un valore di circa 2,4 miliardi di euro nel 2025, perché nello schema Mfn rappresenta una riduzione del prezzo che penalizza l’Italia. È un elemento di forte incertezza per le imprese, che il Governo degli Stati Uniti indica tra le barriere non tariffarie esistenti nella nostra Nazione. “Una tassa sulle tasse – evidenzia il Presidente di Farmindustria – che mette a rischio la competitività dell’Italia e il mantenimento degli investimenti. Un sistema nato come strumento di governo della spesa, che oggi rischia di operare oltre la sua funzione originaria. Va messo subito un limite, pari al livello del 2023 (1,6 miliardi) per poi progressivamente superarlo in 3 anni, introducendo un sistema che si basi sulla misurazione del valore delle terapie e si concentri sul costo complessivo della cura e sui costi evitati dai farmaci”.

Secondo elemento da affrontare con urgenza è intervenire sul percorso di revisione del prontuario terapeutico avviato dall’Aifa. Farmindustria esprime preoccupazione sulle proposte ricevute dalle aziende e chiede che a guidare le scelte sia la scienza. “La personalizzazione delle cure è una delle grandi conquiste della medicina moderna – spiega Cattani – non si possono considerare confrontabili, solo per abbassarne il costo per il Ssn, farmaci che presentano profili clinici differenti e che rispondono alle esigenze di pazienti diversi. Il valore terapeutico e la scienza devono rimanere il criterio guida delle decisioni. Un approccio incentrato unicamente sul contenimento dei costi rischierebbe di restringere le opzioni terapeutiche a disposizione dei pazienti e di mettere in crisi una parte importante della base industriale. Soprattutto in una fase di forte aumento dei costi della produzione, in un contesto che opera su prezzi amministrati e quindi fissi, e della concorrenza internazionale, che determina un forte e rapido riposizionamento a livello globale degli investimenti in ricerca e produzione. Non dimentichiamo infine che le norme Ue impongono costi (ad es. energia, regolazione) che vanno remunerati per non mettere a rischio la competitività e la sostenibilità industriale delle aziende che producono e fanno ricerca in Italia”.

Terzo tema, la necessità di migliorare l’accesso ai nuovi farmaci, di integrare i benefici dell’innovazione nelle valutazioni di farmaci e vaccini e di aumentare gli investimenti del Ssn“Occorrono modelli basati su valore ed esiti delle cure – dice Cattani – nonché su valutazioni Hta che incorporino le dimensioni sociali, economiche, organizzative, tenendo conto dell’inflazione. L’incremento della spesa farmaceutica è causato da trend demografici e dalla scoperta di nuove soluzioni terapeutiche grazie alla R&S delle aziende ed è falso che sia fuori controllo. Superare il sottofinanziamento della spesa e colmare un divario di sistema per valorizzare accesso dell’innovazione e competitività sono priorità sulle quali lavorare”.

 Quarto nodo da sciogliere, ridurre i tempi nazionali e regionali di accesso ai farmaci. Ancora oggi secondo il Wait Indicator pubblicato da Efpia sono necessari circa 400 giorni per far sì che, dopo l’approvazione a livello europeo, un farmaco venga autorizzato anche da noi. Tempi ai quali si aggiungono poi quelli legati all’inserimento nei vari prontuari regionali. “È necessario dunque prevedere un meccanismo strutturato di early access – indica il Presidente – che acceleri l’arrivo dei nuovi farmaci ai pazienti e garantisca a tutti, ovunque risiedano, lo stesso tempestivo accesso alle cure, con l’obiettivo di renderle disponibili dal primo giorno dopo l’approvazione dell’Ema”.

 Ricerca clinica: l’Italia può diventare la seconda potenza europea. Il Manifesto di Farmindustria

L’Italia si conferma attrattiva per la ricerca clinica. Secondo il Rapporto 2025 “Missed Opportunities” elaborato da Altems, la nostra Nazione è al quarto posto in Europa per numero complessivo di trial clinici attivati. Persistono tuttavia criticità organizzative che limitano il potenziale italiano. In media occorrono 148 giorni per avviare la fase effettiva di arruolamento dei pazienti, 36 giorni in più rispetto alla Spagna. Gli esperti stimano che ogni 2,5 giorni di ritardo equivalgano a un paziente perso per ogni studio. Nel triennio 2022-2025 ciò si è tradotto in 10.540 pazienti non arruolati e in una perdita potenziale di circa 180 milioni di euro per il Ssn. Farmindustria ha elaborato un Manifesto per fare dell’Italia il punto di riferimento europeo nella ricerca clinica e preclinica. “Dove si fa ricerca si cura meglio. L’Italia ha tutte le competenze per passare dall’attuale quarto al secondo posto in Europa negli studi clinici entro 5 anni. Dobbiamo accelerare autorizzazioni e procedure, valorizzare i dati e la Real World Evidence, investire nelle competenze Stem e medico-scientifiche, rendere strutturali gli incentivi alla ricerca e rafforzare le partnership tra imprese, università, Irccs e centri di eccellenza”, ha dichiarato Cattani.

L’appello alle Istituzioni

Farmindustria esprime apprezzamento per il percorso di riforma che Parlamento e Governo stanno portando avanti in questi anni e per la volontà di arrivare entro l’anno a un Testo Unico della Farmaceutica, considerato molto tempestivo e una grande opportunità, fondamentale per rafforzare la competitività del settore in un momento cruciale a livello globale, concretizzando riforme attese da molti anni. L’Associazione ritiene tuttavia necessario un ulteriore impulso politico per affrontare le sfide in corso e cogliere le opportunità offerte dalla nuova stagione dell’innovazione. “Siamo in una fase decisiva. Nei prossimi anni verranno allocati dall’industria farmaceutica globale nuovi investimenti in ricerca e produzione: gli USA si sono già aggiudicati più di 400 miliardi. L’Italia ha tutte le carte in regola per attrarne una parte importante, ma servono scelte veloci e coraggiose. Ci appelliamo a tutto il Governo affinché la nostra Nazione resti protagonista della nuova geografia mondiale dell’innovazione e della produzione farmaceutica, diventando un hub per gli investimenti”, ha concluso Cattani. Farmindustria accoglie infine con favore la proposta avanzata da Confindustria durante l’Assemblea del 26 maggio scorso di riallocare 20 miliardi di euro di risorse strategiche pubbliche, senza aumento del debito, per un terzo alla sanità e per un terzo alla crescita (più un terzo alla scuola), considerandole leve essenziali per rafforzare competitività, innovazione e benessere sociale attraverso settori hi-tech come, in primis, il farmaco. 

STUDI/RICERCHE 

Estate 2026 la più calda dal 1950

Estate 2026 la più calda dal 1950

Con 24,3°C di temperatura media, quella del 2026 è l’estate più calda dell’intera serie storica elaborata dal Cnr-Ibe. Agosto segna un nuovo primato con 25,6°C e anomalie fino a +5,2°C rispetto alla climatologia 1951-1980

TECNOLOGIE 

L’export dei dispositivi medici sfiora i 110 milioni

L’export dei dispositivi medici sfiora i 110 milioni

Tecnologie per la salute tra i cinque settori strategici al centro della missione italiana nei Paesi del sud America. Nel 2024 117 imprese italiane hanno esportato nell’area, con una netta prevalenza del Brasile. “Una filiera strategica per l’Italia”

Germania: un passo importante verso un sistema sanitario moderno e interconnesso

Germania: un passo importante verso un sistema sanitario moderno e interconnesso

La Germania accelera sulla sanità digitale con una nuova legge che punta a rendere la cartella clinica elettronica più utile e interoperabile, semplificare l’accesso alle cure e valorizzare i dati sanitari per ricerca, prevenzione e innovazione. Un progetto che promette risparmi per circa 445 milioni di euro l’anno

Irccs di Negrar, radioterapia con meno stress grazie a un sistema ottico che guida il respiro

Irccs di Negrar, radioterapia con meno stress grazie a un sistema ottico che guida il respiro

Installato nelle sale di trattamento un innovativo sistema interattivo di guida visiva con pannelli a colori che aiuta il paziente a raggiungere e mantenere il livello ottimale di inspirazione durante la radioterapia. Una tecnologia che aumenta la precisione del trattamento, riduce l’irradiazione degli organi sani, in particolare nel tumore della mammella sinistra, e contribuisce a contenere l’ansia durante la seduta. La terapia dei tumori si coniuga con l’umanizzazione della cura

AI, medicina personalizzata e nuove competenze: a Verona il congresso Sifap che rimette il farmacista al centro dell’innovazione

AI, medicina personalizzata e nuove competenze: a Verona il congresso Sifap che rimette il farmacista al centro dell’innovazione

Dal 18 al 20 settembre il X Congresso Nazionale della Società Italiana Farmacisti Preparatori riunirà istituzioni, professionisti e mondo accademico per riflettere sul futuro della galenica italiana. Al centro del dibattito il valore della preparazione magistrale nell’era dell’intelligenza artificiale, tra innovazione tecnologica, personalizzazione delle cure e crescita della comunità professionale

GOVERNO/PARLAMENTO 

Governo Meloni: Più risorse e meno liste d’attesa

Governo Meloni: Più risorse e meno liste d’attesa

Nel documento “Record e risultati”, diffuso da Fratelli d’Italia in occasione del traguardo dei 1.412 giorni di governo, rivendicati quasi 143 miliardi per il Fondo sanitario nazionale nel 2026, oltre 1,6 milioni di prestazioni in più nei tempi di garanzia

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
enterprice

ENTERPRISE

AziendePersone&Mercato

Enpaf, 400 mila euro per i farmacisti liberi professionisti

Confermato anche per il 2026 il contributo assistenziale una tantum destinato a liberi professionisti, collaboratori e borsisti. L’Ente: “Un sostegno concreto in una fase di trasformazione della professione”. Domande entro il 30 settembre

SAVE THE DATE

SAVE THE DATE

Congressi&Convegni