Insieme per disegnare la Sanità del Futuro

Feb 22, 2024 | Le nostre interviste

Il neo eletto presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Nicola Barni ha le idee chiare: “Vogliamo aprire un nuovo dialogo con la politica e con le istituzioni affinché si lavori insieme per una governance del settore, che risponda ai fabbisogni di salute e colga la sfida di rinnovamento della Sanità”

Lei prende la presidenza di un settore importante in un momento cruciale. Quale, a suo avviso, la principale sfida sul tavolo?

La principale sfida è ridisegnare la Sanità del futuro attraverso un modello di governance dei dispositivi medici che garantisca livelli assistenziali all’avanguardia, superi le disuguaglianze tra aree del Paese, pur mantenendo una sostenibilità economica. Vogliamo contribuire a realizzare un Servizio sanitario moderno ed efficiente, che offra ai propri cittadini livelli elevati di assistenza e accesso alle migliori tecnologie disponibili come in altri paesi europei. “Insieme per disegnare la Sanità del Futuro” è il titolo che insieme alla squadra di vicepresidenti abbiamo voluto dare al nostro programma che prevede: superamento del payback e nuova governance dei dispositivi medici; piano di sviluppo e attrattività industriale; esecuzione sostenibile dei nuovi regolamenti; sinergia con società scientifiche e associazioni dei pazienti; etica, trasparenza e impegno sociale; istituzione di un comitato permanente per il Pnrr.

La filiera rappresenta un grosso punto di forza per l’economia italiana e di eccellenza per quanto riguarda qualità e innovazione. La stiamo promuovendo come tale e cosa potremmo, eventualmente, fare di più?

Quanto il comparto dei dispositivi medici sia strategico per il Ssn e per il Paese è ormai acclarato. L’esperienza della pandemia in questo senso è stata rivelatrice, anche per il cittadino comune. La naturale vocazione all’innovazione del comparto permette ogni giorno di fare fronte rapidamente a nuove esigenze di cura e diagnosi, ma per mantenere un settore vivo e innovativo bisogna sostenerlo strategicamente, sia facilitando gli investimenti che puntando all’adozione di tecnologie sempre più avanzate. Crediamo fortemente che vadano implementate e sostenute iniziative fiscali per tornare a produrre in Italia; incentivare politiche sul lavoro, sulla produzione e sulla riduzione dei costi dell’energia, che favoriscano il reshoring. Dobbiamo supportare le necessità industriali, e soprattutto agevolare l’esportazione dei nostri prodotti, puntando a una bilancia commerciale attiva in grado di stimolare l’ingresso di capitale estero.

Lei ha parlato di un fabbisogno di salute che sta cambiando e di fragilità strutturali del sistema. Ce ne parli meglio.

Il Paese sta invecchiando e il trend demografico è in decrescita, di conseguenza stanno rapidamente cambiando i bisogni di cura dei cittadini, ma non solo. Sussistono ancora profonde differenze tra aree del Paese. Un nostro studio certifica ogni anno il livello di non adeguamento tecnologico delle grandi apparecchiature diagnostiche presenti negli ospedali italiani, da Nord a Sud, e se continueremo ad utilizzare i tetti di spesa come metro di misura per gli approvvigionamenti rischiamo di incancrenire queste differenze. Il digitale sta invece trasformando l’erogazione delle cure spostando dall’ospedale al a casa del paziente molte forme di assistenza e monitoraggio. Occorre ripensare la Sanità e cambiare approccio, mettendo al centro l’innovazione e i bisogni di cura dei pazienti sul territorio. Solo così possiamo costruire un Ssn davvero sostenibile e all’avanguardia.

Siamo prossimi a tagliare i primi traguardi per gli investimenti in ‘quota’ PNRR. Troppo presto per stilare un primo bilancio?

Certamente il Pnrr rappresenta una grande opportunità e le aziende dei dispositivi medici possono dare un importante contributo per cogliere questa occasione. Non a caso vogliamo istituire un comitato permanente per dare un apporto propositivo e di indirizzo in questa nuova sfida che ci aspetta. Credo che se riusciremo a utilizzare bene le risorse del PNRR, si potrà disegnare una Sanità più equa e moderna, che contempli una programmazione sanitaria, finanziaria e organizzativa in grado di intercettare i reali bisogni di salute, per evitare sprechi e inappropriatezze. Inoltre, una collaborazione costruttiva tra industria e istituzioni, aspetto affrontato anche nel Pnrr, può incidere in modo determinante per stimolare la crescita di un ecosistema vivo e fertile per lo sviluppo di progetti di ricerca e di trasferimento tecnologico in grado di rendere il nostro territorio più attrattivo e stimolante per la nascita e la crescita di nuove realtà industriali.

Il payback è un nodo congelato, ma che in qualche modo rimane una spada di Damocle. Pronostici?

L’ordinanza del Tar del Lazio di fine novembre ha rimandato alla Corte costituzionale il giudizio sulla norma, accogliendo, in sostanza, i ricorsi e tutte le motivazioni presentate dai legali delle nostre imprese. L’ordinanza del Tar ha rappresentato una conferma autorevole e terza delle criticità che avevamo posto all’attenzione delle istituzioni riguardo i profili di costituzionalità e contrasto alla concorrenza, che deve essere affrontata non solo dal punto di vista economico-finanziario, ma anche dal punto di vista strutturale. La nostra attività di interlocuzione con le istituzioni, però, continua affinché si possa finalmente avviare un confronto per un nuovo modello di governance del settore che preveda il superamento del payback e che scongiuri un grave impatto sul settore e sul sistema Paese. Ciò è ancora più urgente alla luce del Decreto ministeriale del 29 dicembre 2023 (Gu n. 33 del 9/2/24) recentemente pubblicato che impone il pagamento dello 0,75% sul fatturato. Questa è una misura che, sebbene attesa, a fronte del mancato disegno di governo del settore, diventa solo un ulteriore balzello che penalizza le imprese.

Lei auspica una sempre più forte collaborazione tra industria e istituzioni. C’è già qualche idea nella penna?

Vogliamo aprire un nuovo dialogo con la politica e con le istituzioni affinché si lavori insieme per una governance del settore, che risponda ai fabbisogni di salute e colga la sfida di rinnovamento della Sanità di oggi, sempre più innovativa e digitale. Ma non solo: vanno supportate tutte le imprese, che vogliano continuare a produrre in Italia e attrarre quelle che vogliono investire. Il primo obiettivo è quindi quello di superare il payback, senza però tralasciare politiche di reshoring e di sviluppo industriale. Il punto, quindi, è ancora lo stesso: occorre ricomprendere il superamento del payback, il prelievo dello 0,75% e in generale le politiche industriali in un unico grande disegno strategico che contempli la sostenibilità economica con lo sviluppo delle imprese nel Paese. Noi siamo certi che sia possibile trovare questo equilibrio, purtroppo la politica non risponde.

È stato appena siglato un importante protocollo con Consip. In che consiste?

L’accordo è stato istituito con Consip per mettere a fattor comune le rispettive conoscenze e competenze in fatto di public procurement e per sviluppare congiuntamente analisi, studi e ricerche nelle tematiche di comune interesse. Vogliamo con questo protocollo di intesa contribuire a rendere più efficace e incisivo lo svolgimento delle rispettive funzioni istituzionali nel massimo rispetto delle prerogative specifiche e in totale trasparenza. Una sinergia istituzionale tra due soggetti che, ciascuno nel proprio ruolo, sono al centro del sistema. Tra gli obiettivi dell’accordo vi sono quindi: partecipazione e coinvolgimento delle imprese del settore sanitario nella domanda pubblica; confronti ed analisi circa l’evoluzione e le prospettive delle esigenze di acquisto in sanità; diffusione della conoscenza sul nuovo Codice dei contratti e sugli appalti di innovazione.

 

OPINIONI E PUNTI DI VISTA 

TERRITORIO 

Stabile la soddisfazione per la salute

Stabile la soddisfazione per la salute

Sul piano territoriale il Nord presenta un’81,6% di soddisfatti per la salute, a seguire il Centro con l’80,1%, quindi il Mezzogiorno con una quota pari al 76,9%

E ANCORA 

Desertificazione sanitaria

Desertificazione sanitaria

In occasione della XVIII Giornata europea dei diritti del malato si torna a parlare di un tema importante. Anna Lisa Mandorino (Cittadinanzattiva): contro la desertificazione sanitaria serve “un’alleanza tra istituzioni, professioni sanitarie e cittadini”

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Fumo, Sima: Serve intervenire su prevenzione

Fumo, Sima: Serve intervenire su prevenzione

Nel mondo quasi 1,25 miliardi di fumatori, consuma tabacco un adulto su 5. Erano 1,36 miliardi (1 su 3) nel 2000. In Italia secondo l’Oms fuma il 22,4% dei cittadini, “ma nuovi divieti adottati da comuni rischiano di essere inefficaci”

enterprice

ENTERPRISE

Aziende&Persone

La salute mentale dei medici è in declino

La salute mentale dei medici è in declino

Secondo una nuova ricerca di Sony Healthcare Europe, i professionisti del settore medico in tutta Europa stanno sperimentando problemi di salute mentale pari a quelli riscontrati nel 2021, quando i professionisti erano nel pieno delle conseguenze della pandemia

Digital Health: una partnership strategica

Digital Health: una partnership strategica

Collaborazione tra Gemelli Digital Medicine & Health (Gdmh) e Zest Group che punta ad accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative nel campo della medicina e della sanità digitale a servizio della ricerca, delle corporate, delle istituzioni, delle startup e di tutti gli stakeholder del settore Life Science & Healthcare

Stabile la soddisfazione per la salute

Sul piano territoriale il Nord presenta un’81,6% di soddisfatti per la salute, a seguire il Centro con l’80,1%, quindi il Mezzogiorno con una quota pari al 76,9%

SAVE THE DATE

SAVE THE DATE

Congressi&Convegni