Dalla riforma degli Irccs alla centralità dei trial clinici, Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento per la Ricerca, Prevenzione ed Emergenza del Ministero della Salute, rilancia il ruolo strategico della ricerca scientifica per rendere l’Italia più competitiva e rafforzare il Servizio sanitario nazionale
“La ricerca deve diventare cura”. È questo il messaggio centrale che Maria Rosaria Campitiello, Capo dipartimento per la Ricerca, Prevenzione ed Emergenza del Ministero della Salute consegna ai nostri microfoni.
Intercettata a margine dell’evento ‘Clinica Trial Day’ organizzato al Gemelli di Roma, la Campitiello ha ribadito il valore strategico della ricerca scientifica per il futuro dell’Italia e del Servizio sanitario nazionale.
Il Capo dipartimento ha ricordato l’impegno del Ministero della Salute sul fronte dell’innovazione, sottolineando in particolare il completamento della riforma degli Irccs, rimasta ferma per oltre dieci anni. “Un Paese diventa competitivo solo se produce conoscenza”, ha spiegato, evidenziando come la ricerca rappresenti non soltanto un volano economico e industriale, ma anche uno strumento fondamentale per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria.
Secondo Campitiello, il vero obiettivo è far sì che la ricerca “scivoli al letto del paziente”, trasformando l’innovazione scientifica in cure concrete. Un percorso in cui assumono un ruolo centrale i trial clinici e la medicina di precisione, capaci di offrire nuove opportunità terapeutiche attraverso un approccio sempre più personalizzato e basato su parametri metabolici, immunologici e genetici.
Campitiello ha inoltre richiamato l’ultimo rapporto I-Com, che indica l’Italia come uno degli hub globali della ricerca internazionale. Un risultato che, ha concluso, deve spingere il Paese ad accelerare ulteriormente sugli investimenti in innovazione tecnologica e sperimentazione clinica, per rafforzare la competitività italiana e garantire nuove speranze di cura ai pazienti.




















