La salute contesa: un diritto fondamentale alla prova del regionalismo italiano

Ott 2, 2026 | Governo e Parlamento

A venticinque anni dalla riforma del Titolo V, a Palazzo Madama la presentazione del volume di Francesco Clementi e Antonio Gaudioso e il confronto sulla capacità di Stato e Regioni di garantire cure appropriate e tempestive in tutto il Paese

La presentazione del volume “La salute contesa. La metamorfosi silenziosa della tutela della salute a 25 anni dal Titolo V” è stata l’occasione per fare il punto sulla capacità del regionalismo sanitario di garantire una tutela effettiva e uniforme del diritto alla salute. L’incontro si è svolto ieri nella Sala Koch di Palazzo Madama su iniziativa del Senatore Franco Zaffini e della Senatrice Sandra Zampa, in collaborazione con Fondazione Roche. La tavola rotonda ha posto al centro del confronto il tema dell’equità di accesso alle cure, approfondendo il ruolo della collaborazione tra Stato e Regioni e le sue ricadute concrete sulla capacità del Sistema di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini: dalla garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza alla programmazione dei servizi, fino alla mobilità sanitaria interregionale. Un fenomeno che può rappresentare una componente fisiologica del Servizio Sanitario Nazionale quando riflette la libertà di scelta del cittadino o la necessità di accedere a prestazioni ad alta specializzazione, ma che rischia di diventare espressione di una disparità nell’accesso quando spostarsi dal proprio territorio diventa una scelta obbligata anche per ricevere prestazioni ordinarie.

 «A venticinque anni dalla riforma del Titolo V emerge il valore di un disegno nato per avvicinare ai territori le risposte ai bisogni delle persone, ma anche la sua incompletezza. Quando il confronto tra Stato e Regioni sul perimetro di competenze, ruoli e responsabilità si trasforma in conflittualità, a essere messi a rischio sono i diritti dei cittadini, con diseguaglianze sia nell’accesso alle cure sia nelle risposte offerte dalle amministrazioni ai bisogni delle comunità. Per questo la leale collaborazione non può essere considerata una semplice tecnica di raccordo procedurale: è una condizione sostanziale dell’effettività del diritto alla salute. Occorre rendere più efficaci i meccanismi delle intese in Conferenza Stato-Regioni, superando la logica dell’unanimità quando si traduce in un diritto di veto e adottando soluzioni che consentano decisioni condivise e tempestive» ha dichiarato Antonio Gaudioso, Professore a contratto, Management della salute, Luiss Guido Carli.

 «Il significato della salute “contesa” riguarda la composizione quotidiana di esigenze tutte legittime – universalità delle prestazioni e sostenibilità finanziaria, autonomia dei territori e unità della Repubblica, innovazione e uguaglianza nell’accesso – per rendere effettivo per tutti il diritto riconosciuto dall’articolo 32 della Costituzione. In questo quadro, la Corte costituzionale ha svolto un ruolo decisivo, costruendo una “giurisprudenza dell’equilibrio” e chiarendo che l’autonomia deve misurarsi con l’effettivo godimento dei diritti. Spetta però al Parlamento e alle assemblee legislative regionali tradurre questo equilibrio in scelte concrete. La sussidiarietà non è un limite all’unità della Repubblica, ma lo strumento attraverso cui essa si realizza nei territori: un’autonomia che funziona non si misura dalle competenze rivendicate, ma dalla capacità di tradurre i principi di sussidiarietà e solidarietà in servizi, personale, tecnologie e reti assistenziali di qualità» ha aggiunto Francesco Clementi, Professore di Diritto pubblico italiano e comparato alla Sapienza Università di Roma.

I lavori sono stati introdotti da Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia e Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Mariapia Garavaglia, Presidente di Fondazione Roche e già Ministra della Salute e dalla Senatrice Sandra Zampa, capogruppo del Partito Democratico nella 10ª Commissione del Senato.

Alla tavola rotonda, moderata da Maria Soave, giornalista Rai, hanno partecipato Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato alla salute, Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, Alessandro Pajno, Presidente emerito del Consiglio di Stato, Marina Sereni, Responsabile Salute del Partito Democratico e Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva. Le conclusioni sono state affidata al Senatore Franco Zaffini, Presidente della 10ª Commissione del Senato.

Per Marco Cossolo, presidente di Federfarma “il futuro del Servizio sanitario nazionale si misura nella capacità di dare risposte ai bisogni delle persone, a partire da chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alle cure. Il volume La salute contesa di Clementi e Gaudioso invita a riflettere sulle condizioni necessarie per rendere effettivo il diritto alla salute, attraverso un’organizzazione dei servizi capace di rispondere alle esigenze dei territori e garantire a tutti le stesse opportunità di assistenza. Per le farmacie, questo impegno si traduce nel lavoro quotidiano accanto ai cittadini, specie nelle aree interne e nei piccoli centri, dove la presenza di un presidio sanitario assume un valore ancora maggiore. La farmacia dei servizi rafforza questa funzione, rendendo più accessibili la prevenzione e il monitoraggio delle patologie croniche. Perché queste opportunità possano essere offerte in modo uniforme, occorre integrare stabilmente – conclude Cossolo – la rete delle farmacie nei percorsi assistenziali, in sinergia con gli altri professionisti della salute e con le strutture sanitarie”.

“A venticinque anni dalla riforma del Titolo V, la questione decisiva non è soltanto il riparto delle competenze, ma il modo in cui le istituzioni riescono a esercitarle insieme. Il regionalismo sanitario si misura sulla possibilità per ogni persona di ricevere cure appropriate e tempestive, indipendentemente dal territorio in cui vive. Fondazione Roche continuerà a sostenere un confronto che riporti la persona al centro delle scelte”, ha dichiarato Mariapia Garavaglia, Presidente di Fondazione Roche e già Ministra della Salute.

Schizofrenia, nuove prospettive dalla ricerca

Schizofrenia, nuove prospettive dalla ricerca

Uno studio dell’Università di Bari individua attraverso la risonanza magnetica funzionale profili cerebrali associati a una diversa sensibilità ai farmaci che agiscono sulla dopamina. Nicola Sambuco e Giulio Pergola spiegano a Panorama della sanità quali prospettive apre la ricerca e quali passaggi saranno necessari prima di tradurre questi risultati in percorsi di cura del Servizio sanitario nazionale

Ictus, l’organizzazione è terapia

Ictus, l’organizzazione è terapia

Non basta disporre di tecnologie avanzate: è necessario costruire reti assistenziali capaci di trasformarle in cure tempestive ed efficaci. È la sfida indicata dalla neurologa italiana Valeria Caso, Presidente Eletto della World Stroke Organization, che racconta le priorità della sua nuova responsabilità internazionale. Prevenzione, organizzazione dei servizi e accesso alle stroke unit sono le leve per cambiare davvero la prognosi dell’ictus

Dalla ricerca alle cure, l’Italia deve accorciare la distanza

Dalla ricerca alle cure, l’Italia deve accorciare la distanza

Il caso Tepov (che apre nuovi scenari nella lotta al glioblastoma) mostra il potenziale della ricerca biomedica italiana, ma anche i nodi ancora aperti: trasferimento tecnologico, collaborazione pubblico-privato, accesso ai capitali e capacità del sistema di accompagnare l’innovazione fino al paziente. Perché finanziare la scoperta non basta: serve una politica capace di trasformare il valore scientifico in valore clinico e sanitario. Ne abbiamo parlato con Giovanni Marfia, professore del dipartimento Scienze della Salute Università di Milano che ha guidato lo studio

La sanità ha bisogno di un nuovo umanesimo

La sanità ha bisogno di un nuovo umanesimo

Il 22 settembre all’Istituto Sturzo la presentazione di un volume dedicato alle nuove sfide delle Medical Humanities. Al centro, il rapporto tra innovazione, intelligenza artificiale e centralità della persona. Mariapia Garavaglia: “La tecnologia offre opportunità straordinarie, ma deve essere governata perché non perda di vista l’uomo”

Dalla ricerca alle decisioni

Dalla ricerca alle decisioni

Alla guida dello Scientific Advisory Board dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Anna Odone, Ordinario di Igiene e Medicina Preventiva all’ Università di Pavia e Presidente della Sezione III del Consiglio Superiore di Sanità, punta a ridurre il divario tra evidenze scientifiche e politiche sanitarie: “Mettere la scienza e le evidenze a supporto del decison making è un imperativo ma – al contempo – un impegno complesso”

▌TERRITORIO ▌

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
L’Anaao a Fico: Senza medici il sistema non regge

L’Anaao a Fico: Senza medici il sistema non regge

In Campania 246 medici hanno lasciato volontariamente il Servizio sanitario nazionale nel 2025. Il segretario regionale Bencivenga chiede alla Regione un confronto sulle condizioni di lavoro e sulla capacità di trattenere i professionisti

SAVE THE DATE

SAVE THE DATE

Congressi&Convegni

La salute globale cambia volto

Le nuove stime dell’Oms mostrano una ripresa dell’aspettativa di vita dopo la pandemia, ma anche una crescente pressione delle malattie non trasmissibili. Nel 2023 hanno rappresentato il 74% dei decessi mondiali