Liste d’attesa, migliorano i tempi ma restano forti divari regionali

Mag 29, 2026 | Governo e Parlamento

Presentata la nuova Piattaforma nazionale delle liste d’attesa di Agenas: tra gennaio 2025 e aprile 2026 sono state acquisite oltre 65 milioni di prenotazioni. Migliorano gli indicatori sulle prestazioni urgenti, ma emergono disomogeneità territoriali e criticità nei percorsi di accesso, prescrizione e presa in carico

Con oltre 65 milioni di prenotazioni analizzate, la nuova Piattaforma nazionale di Agenas, presentata oggi dal direttore generale, Angelo Tanese presso la sede dell’Agenzia, mostra un miglioramento dei tempi di risposta del sistema sanitario, soprattutto sulle prestazioni urgenti. Ma emergono anche criticità su prescrizioni, accesso ai CUP e disomogeneità regionali. Inserita nel progetto “Potenziamento del Portale della Trasparenza” del Pnrr, la piattaforma è destinata a diventare interoperabile con le 21 piattaforme regionali dei CUP entro la fine del 2026, consentendo un flusso dati giornaliero e una lettura continuativa del fenomeno.

La prima lettura del Cruscotto 2.0 delle liste d’attesa restituisce un quadro in lieve miglioramento sul piano nazionale. Tra il primo quadrimestre 2025 e lo stesso periodo del 2026, la quota di prestazioni erogate nei tempi previsti cresce sia per le prime visite (dal 76,1% al 78,7%) sia per gli esami diagnostici (dall’83% all’84,7%). Il segnale più evidente riguarda le classi di priorità più urgenti, dove il sistema appare più reattivo.

Il miglioramento interessa complessivamente 16 Regioni su 21 per le prime visite e 15 su 21 per gli esami diagnostici. La dinamica appare più marcata per le prestazioni urgenti (classe U, entro 3 giorni) e per quelle in classe B (entro 10 giorni), segnalando una maggiore capacità del sistema di rispondere ai bisogni clinici immediati.

Permangono tuttavia differenze territoriali: alcune Regioni mostrano un miglioramento significativo, altre mantengono performance stabili su livelli già elevati, mentre una quota residuale non evidenzia variazioni rilevanti.

La lettura per classi di priorità e distribuzione dei tempi

La piattaforma consente un’analisi dettagliata per classi di priorità (U, B, D, P), prestazioni e tempi di attesa, restituendo anche la distribuzione delle prenotazioni rispetto ai tempi di garanzia. Gli indicatori evidenziano:

  • la quota di prestazioni erogate entro i tempi previsti
  • le prestazioni collocate in prossimità della soglia di garanzia
  • le prestazioni erogate oltre i tempi massimi

La rappresentazione cromatica del Cruscotto (verde, giallo, rosso) consente inoltre di distinguere le prenotazioni garantite entro soglia, quelle prossime alla scadenza e quelle oltre i termini, offrendo una lettura più fine dei processi di erogazione. Un ulteriore indicatore analizzato è quello relativo alla “prima disponibilità proposta”, che consente di misurare la capacità del sistema di offrire appuntamenti compatibili con i tempi di garanzia.

Le principali criticità emerse

Accanto ai miglioramenti, la piattaforma consente di identificare quattro principali aree di criticità, oggetto di confronto tecnico con Regioni e aziende sanitarie.

Appropriatezza dei codici di priorità
Si osserva una forte variabilità nell’attribuzione della classe P (120 giorni), con percentuali che in alcune Regioni superano l’80%, mentre in altre risultano inferiori al 10%. Tale disomogeneità suggerisce possibili differenze nei comportamenti prescrittivi e nella loro coerenza clinica.

Accettazione degli appuntamenti oltre soglia
Circa il 20% dei pazienti accetta appuntamenti oltre i tempi di garanzia. Il fenomeno, pur in parte spiegabile da esigenze personali o logistiche, può indicare criticità nella gestione delle agende e nella disponibilità delle strutture.

Ritardi nel contatto con il CUP
In alcune Regioni, la quota di contatti al Centro unico di prenotazione oltre i tempi soglia supera il valore fisiologico stimato (5–6%). In tre Regioni, per la classe B, circa un quinto degli assistiti contatta il CUP oltre i 10 giorni previsti.

Rapporto tra prescrizioni e prenotazioni effettive
Sulla base dei dati del flusso Tessera Sanitaria, circa il 50,3% delle prescrizioni per prime visite e il 54,4% per esami diagnostici si traduce in una prenotazione nel SSN. Le differenze regionali sono significative, con valori compresi tra circa il 67% e il 33% per le visite e tra il 73% e il 37% per gli esami. Una quota di mancata presa in carico è considerata fisiologica, ma valori elevati possono indicare criticità nell’accesso o nell’utilizzo del sistema.

La Piattaforma non si configura soltanto come strumento di monitoraggio, ma come infrastruttura di governance del sistema di accesso alle prestazioni sanitarie. Il confronto tecnico tra livello nazionale e regionale ha evidenziato l’utilità del sistema non in chiave comparativa o classificatoria, ma come strumento di analisi e miglioramento continuo. Le evidenze raccolte consentono infatti di individuare criticità, ma anche pratiche efficaci già in uso in diversi contesti territoriali.

Tra le leve organizzative emerse come più rilevanti figurano:

  • centralizzazione delle agende
  • ampliamento dell’offerta tramite attività aggiuntiva e aperture estese
  • recupero delle mancate presentazioni agli appuntamenti (no-show)
  • strumenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione delle agende
  • integrazione delle app di prenotazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico

Accanto all’incremento dell’offerta, viene tuttavia sottolineata la necessità di interventi sull’appropriatezza prescrittiva, attraverso l’utilizzo di modelli condivisi (RAO), il confronto tra medici di medicina generale e specialisti e strumenti di supporto decisionale.

Agenas prevede la pubblicazione periodica di un bollettino trimestrale con i principali indicatori di monitoraggio, al fine di garantire trasparenza e continuità informativa. L’evoluzione della piattaforma prevede inoltre un progressivo ampliamento delle prestazioni monitorate e l’introduzione di nuovi indicatori di performance, con particolare riferimento ai percorsi di accesso e alla capacità di presa in carico.

L’obiettivo finale è la costruzione di un sistema sanitario più accessibile, digitale e responsabile, in grado non solo di rispondere alla domanda di prestazioni, ma anche di orientarla e gestirla in modo appropriato. In questa prospettiva, viene indicata come prioritaria la semplificazione dell’accesso per le persone fragili e già in carico, per le quali il sistema dovrebbe attivare percorsi automatizzati di prenotazione e presa in carico.

Schillaci: Per la prima volta una visione nazionale integrata e trasparente

“Quella di oggi è una giornata importante per il nostro Servizio sanitario nazionale”. Con queste parole il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha aperto il suo intervento alla presentazione della Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa, sottolineando il carattere storico dell’iniziativa. “Dopo più di 47 anni dalla sua fondazione, l’Italia oggi ha una piattaforma nazionale dedicata al monitoraggio delle liste di attesa. Questo è uno strumento di trasparenza ed è finalmente operativo”, ha affermato il ministro, evidenziando come si tratti di un passaggio mai realizzato in precedenza nel sistema sanitario italiano. Schillaci ha richiamato il valore strutturale della nuova infrastruttura digitale: “Fino ad oggi non era mai accaduto. C’erano dati, esperienze, sistemi regionali diversi tra di loro, ma mancava una visione nazionale, una capacità di lettura integrata, omogenea, tempestiva. Un vuoto che è durato quasi mezzo secolo e che oggi viene colmato”. Nel suo intervento il ministro ha legato la riforma all’obiettivo politico centrale della riduzione dei tempi di attesa: “Il Governo ha voluto fortemente il decreto legge 73 sulle liste d’attesa perché sappiamo bene cosa significa aspettare mesi per una visita, per esempio oncologica. Sappiamo tutti che questo non è accettabile”. Ridurre le liste d’attesa, ha aggiunto, non è solo una questione organizzativa ma di principio: “Significa garantire un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione, il diritto alla salute. E significa anche restituire fiducia dei cittadini nel servizio pubblico”. Schillaci ha poi rivendicato i primi effetti del nuovo impianto normativo: “Da quando c’è il decreto qualcosa di concreto è cambiato. Le liste d’attesa sono tornate al centro delle politiche sanitarie delle Regioni e il trend sta finalmente invertendo la rotta”. Ampio spazio anche al ruolo di Agenas e alla funzione della piattaforma: “Questa piattaforma non nasce per fare classifiche, non nasce per cercare colpevoli. Nasce per aiutarci a governare meglio il sistema, capire i fenomeni, individuare le criticità e intervenire dove necessario”. Il ministro ha infine sottolineato il valore strategico del nuovo strumento: “Oggi non presentiamo solo una piattaforma tecnologica, presentiamo un cambio di metodo: più trasparenza, più coordinamento, più capacità di intervento. Il nostro obiettivo è chiaro: un Servizio sanitario nazionale più vicino alle persone, più efficiente, più equo”. E ha concluso con un messaggio politico: “Ora finalmente lo possiamo fare e dove si applica la legge le cose funzionano”.

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