Masterpharm 2026, per una sanità migliore (da subito)

Giu 19, 2026 | Professioni

Telemedicina, Case di Comunità, Cot, Hta e intelligenza artificiale al centro della giornata inaugurale a Baveno. Cattel: “Serve far dialogare le governance per organizzare meglio i servizi e offrire risposte più vicine ai cittadini”

Una sanità capace di innovare senza attendere il futuro, mettendo a sistema competenze, tecnologie, ricerca e governance. È questa la prospettiva emersa nella giornata inaugurale del primo modulo di Masterpharm 2026, evento multidisciplinare ideato e promosso da Francesco Cattel, direttore generale dell’ASL Verbano-Cusio-Ossola, coordinatore regionale Fiaso Piemonte, componente del Consiglio direttivo Sihta e responsabile del Laboratorio Hta della Sifo.

In corso a Baveno, sul Lago Maggiore, dal 18 al 20 giugno, Masterpharm si propone come un vero laboratorio di idee per affrontare alcune delle principali sfide della sanità italiana: dalla telemedicina alla medicina territoriale, dalle Centrali operative territoriali all’Health Technology Assessment, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’organizzazione delle cure.

La telemedicina, secondo quanto emerso nel confronto, non può più essere letta come singola prestazione digitale, ma come parte di un percorso di cura più ampio, capace di arrivare fino agli studi clinici “a casa del paziente”, soprattutto nel caso delle malattie croniche e rare. Le Case di Comunità rappresentano invece un passaggio decisivo verso una medicina territoriale e di prossimità, a condizione che vengano definiti con chiarezza competenze, responsabilità e ruoli professionali. Le Cot, Centrali operative territoriali, chiamano in causa una nuova cultura organizzativa, mentre l’Hta, se correttamente implementato, può diventare anche in Italia uno strumento stabile di clinical governance.

A delineare questi temi sono stati, tra gli altri, Alessandro Stecco, professore di Radiologia all’Università del Piemonte Orientale; Mattia Altini, direttore generale dell’Asl di Modena; Francesco Enrichens di Agenas; e Giandomenico Nollo, presidente Sihta. I loro interventi hanno contribuito a definire il perimetro di una discussione centrata sul valore della sanità nell’epoca della complessità demografica, terapeutica e organizzativa.

La giornata ha visto anche la partecipazione di Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso; Arturo Cavaliere, presidente Sifo; Carlo Picco per Federsanità-Anci; Matteo Falzetti per Aiic; Domenico Albertelli, sindaco di Verbania; Anna Maria Silvani, presidente Sifact; e il saluto da remoto di Federico Riboldi, assessore regionale alla Salute. Riboldi ha espresso un giudizio positivo sulla decisione di realizzare il nuovo ospedale del Verbano-Cusio-Ossola, progetto su cui Francesco Cattel ha lavorato in modo significativo.

Al centro del confronto anche il ruolo della ricerca clinica, l’utilizzo dei dati, il quadro normativo e regolatorio nazionale ed europeo, il contributo delle agenzie e delle istituzioni e il ruolo delle società scientifiche nel ripensamento della “sfida del valore”. Un tema che attraversa l’intero sistema salute e che impone di collegare sostenibilità economica, appropriatezza, innovazione e capacità di risposta ai bisogni dei cittadini.

La sessione conclusiva della giornata ha guardato al futuro dell’organizzazione delle cure, analizzando l’impatto possibile delle nuove tecnologie, dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale. In una sessione “digitalizzata”, costruita per immaginare la sanità del 2036 anche attraverso il contributo di una chatbot interattiva, sono intervenuti Guido Putignano, esperto di intelligenza artificiale applicata ai percorsi di sanità innovativa; Massimo d’Angelo di Azienda Zero Piemonte; Adriano Leli di Fare; Vito Ladisa dell’Istituto Nazionale Tumori; Giovanna Perino di Ires; Germano Perito, direttore generale dell’Ao Moscati di Avellino; e Andrea Scarso di AIIC.

Dal confronto è emersa l’immagine di una sanità dell’immediato futuro in cui l’innovazione tecnologica potrà contribuire a ridurre la pressione burocratica, garantire maggiore appropriatezza e rafforzare l’equità di accesso. L’intelligenza artificiale, tuttavia, è stata indicata come uno strumento utile solo se governato con competenza e consapevolezza.

A richiamare questo equilibrio è stato Renzo Luciano Boldorini, presidente della Scuola di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale: “Non si può evitare di avere libri e studiarli, demandando tutto alle sintesi realizzate da un agente intelligente. Un conto è l’uso ragionato dell’innovazione digitale, un altro conto è il suo abuso”.

Per Francesco Cattel, il valore di Masterpharm sta proprio nella possibilità di costruire luoghi di confronto operativo, capaci di mettere insieme competenze diverse e trasformarle in proposte concrete. “In questi giorni abbiamo coinvolto alcune delle menti più illuminate della sanità italiana per cercare di comprendere come organizzare meglio i servizi per offrire risposte più vicine, come sviluppare una ricerca che porti alla reale disponibilità di nuovi strumenti terapeutici, come spendere meglio e razionalizzare le scelte che impattano sui conti economici del sistema salute”, ha dichiarato.

La direzione indicata è quella di una sanità che non rinvii il cambiamento, ma lo costruisca attraverso il dialogo tra modelli, esperienze e sistemi di governance. “Tutto questo è possibile solo se le governance si parlano, dialogano tra loro, confrontano i propri modelli ed i propri sistemi: il risultato è da subito una sanità migliore. Senza aspettare il futuro”, ha concluso Cattel. 

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