Per Paolo Petralia, direttore generale dell’Aoui di Verona, il Meeting Grandi Ospedali è diventato negli anni un punto di riferimento per il dialogo tra sanità, ricerca e industria. Al centro, la costruzione di una comunità di competenze capace di rafforzare un sistema sanitario universalistico e accessibile
Il Meeting Grandi Ospedali si conferma un appuntamento strategico per il confronto tra i principali attori della sanità italiana. A sottolinearlo è Paolo Petralia, direttore generale dell’Aoui di Verona, che definisce l’iniziativa “una tappa fondamentale nel percorso di confronto, condivisione e sviluppo delle tematiche socio sanitarie e clinico assistenziali”. Secondo Petralia, il valore dell’evento risiede nella capacità di mettere in dialogo grandi ospedali, comunità scientifica, aziende e industria biomedicale e farmaceutica, favorendo la nascita di nuove idee e soluzioni innovative per affrontare le sfide della salute pubblica.
Nel corso degli ultimi cinque anni, il percorso del Meeting Grandi Ospedali ha contribuito a creare una vera e propria “comunità di pratica”, capace di diffondere competenze, contenuti e modelli organizzativi avanzati. In questo contesto si inserisce anche la nascita della community degli Ambassador, composta dai direttori generali dei principali ospedali italiani presenti nella classifica Newsweek, chiamati a promuovere una visione della sanità fondata su universalismo, solidarietà ed equità di accesso alle cure.
Per Petralia, l’appuntamento previsto al Niguarda il 27 e 28 maggio 2026 rappresenta non solo un punto di arrivo del percorso avviato, ma anche una nuova occasione di rilancio. “Condividere e diffondere saperi sempre nuovi e attuali”, sottolinea, è oggi essenziale per migliorare concretamente la salute dei cittadini e rafforzare il sistema sanitario nazionale.
























