Nel testo della delle delega sono presenti traiettorie importanti ma sembra, almeno per ora, sfuggire, una visione di insieme

Di Giandomenico Nollo*

Il nuovo schema di legge delega di riforma del SSN, licenziato dal Consiglio dei Ministri all’avvio del nuovo anno, riporta negli incipit principi forti e assolutamente condivisibili, che richiamano i temi, fondanti il diritto alla salute dei cittadini, ispiratori del nostro Ssn, nato nel 1978. Un servizio sanitario, che nonostante l’età, gli acciacchi e la serpeggiante disaffezione, rappresenta ancora oggi un elemento istituzionale di assoluto valore sociale, democratico e soprattutto sanitario, sebbene bisognoso di una profonda manutenzione e aggiornamento. Manutenzione richiesta dai profondi cambiamenti, sociali, demografici, epidemiologici e non ultimo tecnologici che caratterizzano il tempo attuale rispetto agli anni in cui la riforma originale è stata concepita. La richiesta di aggiornamento era forte e vedeva allineati, già da qualche tempo, professionisti, società scientifiche, comunità politica e cittadini. Pertanto bene ha fatto il governo ad aprire questo dossier. Non ci devono allo stesso tempo sorprendere critiche, distinguo e sollecitazioni varie, che ogni avvio di riforma fisiologicamente richiama. In questo caso trattandosi di una legge delega, che manca quindi per sua natura dei necessari approfondimenti, essa lascia significative zone d’ombra e presenta evidenti elementi di incompletezza, offrendo ampi spazi di discussione e critica. Discussione e critica che auspichiamo possano portare a significativi miglioramenti nella successiva fase realizzativa. Nel testo risuonano alcune parole chiave assolutamente rilevanti, quali assistenza territoriale, integrazione ospedale – territorio, equità e continuità assistenziale, bioetica e umanizzazione delle cure. Allo stesso tempo molta enfasi è data alla assistenza ospedaliera i cui decreti attuativi dovranno fare ordine e rilievo in merito a Ospedali di terzo livello, Ospedali elettivi, Reti assistenziali, Ospedale di comunità. Tuttavia tra le parole che vi sono sembrano emergere con forza alcune parole che non ci sono quali Risorse, Prevenzione e Sinergia. Sembra sfuggire, infatti la visione di insieme, la connessione di continuità con gli attuali programmi di sviluppo del Ssn avviati con il Pnrr e tutt’altro che completati, piattaforma di telemedicina, Intelligenza artificiale, HTA, spazio dei dati, per citare quelli tecnologicamente più rilevanti. Né si individua l’analisi sulle problematiche contingenti e le relative esperienze condotte dai sistemi regionali alle prese con l’attrazione e valorizzazione delle risorse professionali, la gestione delle liste di attesa, la gestione della crescente conflittualità con i cittadini/pazienti.

Il tempo e lo spazio per aggiornare e includere c’è, speriamo ci sia anche la volontà di ascolto e l’apertura dei relativi tavoli di lavoro. La riforma di un oggetto bello e delicato come il nostro SSN chiede cura, attenzione disponibilità al dialogo. Nessuno si tiri indietro.

* presidente Sihta (Società italiana di Health Technology Assessment)