Proteggere i pazienti fragili con i vaccini in ogni momento dell’anno

Mar 21, 2024 | Farmaci

L’aumento a marzo dei casi di Influenza B in Italia porta la comunità scientifica a raccomandare sin da subito il vaccino anti-influenzale per il prossimo autunno

C’è una vera e propria “fame di conoscenza per i nuovi vaccini”, in particolar modo per le infezioni respiratorie. È quanto emerso nell’incontro scientifico “Infezioni respiratorie: strategie di prevenzione vaccinale e corretto uso degli antibiotici”, con cui ha preso il via la terza edizione del progetto “La Sanità che vorrei…”, promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, in collaborazione con altre società scientifiche, associazioni di pazienti, rappresentanze della società civile, imprese, decisori politici, istituzioni, con il Ministero della Salute parte attiva nell’affrontare le prossime sfide del Ssn. I recenti casi di influenza B hanno riportato alta l’attenzione sul ruolo della vaccinazione contro l’influenza, di cui nei prossimi mesi verrà definita la campagna autunnale. L’appuntamento al Ministero ha sottolineato i rischi anche di altre infezioni prevenibili con i vaccini, non legati direttamente alla stagionalità: Covid, Virus Respiratorio Sinciziale (Rsv), Pneumococco, Herpes Zoster, Meningococco. Queste infezioni comportano gravi rischi di morbilità e mortalità, soprattutto per i pazienti fragili, gli anziani e i bambini, ma possono essere prevenute con i vaccini.

“Le infezioni respiratorie rappresentano la principale causa di morbilità e mortalità per i pazienti fragili come anziani, soggetti immunocompromessi, malati cronici, bambini, le cui difese immunitarie sono più deboli, su cui determinano un alto numero di ospedalizzazioni, perdita di giornate lavoro e un significativo numero di decessi – sottolinea Massimo Andreoni, Direttore Scientifico Simit -. Gli ultimi due inverni hanno visto la concomitanza di tre virus, influenza, Sars-CoV-2, Rsv, con code fino alla primavera. Per alleviare gli effetti di queste infezioni è fondamentale raccomandare sorveglianza e vaccinazione. La prima è guidata da RespiVirNet, il Sistema di Sorveglianza Integrata coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità con il sostegno del Ministero della Salute. Servono poi massicce campagne di prevenzione, dalle vaccinazioni stagionali contro l’influenza alle vaccinazioni contro Covid-19, Pneumococco, Herpes Zoster, Meningococco, Virus Respiratorio Sinciziale. Il Pneumococco può provocare polmoniti ed essere causa di mortalità nell’anziano. Il Covid oggi fa meno paura, ma nel 2023 ha provocato 10.500 decessi per cui occorre proteggere i pazienti fragili con i vaccini aggiornati e con anticorpi monoclonali e farmaci antivirali nei casi indicati. I vaccini offrono importanti soluzioni anche contro l’Herpes Zoster, che genera una grave compromissione della qualità della vita con la nevralgia post-erpetica; nel paziente oncologico può anche ritardare la cura della patologia di base. Le vaccinazioni, inoltre, hanno anche una funzione contro l’antibiotico-resistenza, in quanto limitano l’uso inappropriato della terapia antibiotica”.

Il Virus Respiratorio Sinciziale – Rsv è un virus che causa malattie respiratorie acute, che possono progredire in forme severe, con coinvolgimento delle basse vie aeree, determinando complicanze, esacerbazioni di comorbidità preesistenti, ospedalizzazioni e morte. In Europa, provoca più del 60% delle infezioni respiratorie acute in bambini inferiori ai 5 anni, mentre negli adulti over 60 vengono stimati circa 3 milioni di casi di sindromi respiratorie acute, con più di 465mila ospedalizzazioni e oltre 33mila decessi. Ogni anno, nella popolazione italiana di età superiore ai 60 anni si stima che il Rsv provochi circa 290mila casi di infezione respiratoria acuta, 26mila casi di ospedalizzazione e 1.800 decessi in ospedale. Inoltre, l’infezione non conferisce una robusta immunità a lungo termine. Ad oggi, Rsv è la terza causa più frequente di malattia del tratto respiratorio negli adulti, insieme al virus influenzale e al Sars-CoV-2.

“Il Virus Respiratorio Sinciziale può assumere una forma grave nelle persone vulnerabili, come gli adulti immunocompromessi  e coloro che hanno malattie croniche polmonari o cardiache – spiega Roberto Parrella, Presidente Simit –. L’Rsv può esacerbare condizioni come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e l’asma e può portare a conseguenze gravi, come polmonite, ospedalizzazione ed a volte anche al decesso. Nei bambini sotto i 5 anni  più del 60 % delle infezioni respiratorie sono dovute al Rsv , raggiungendo l’80% sotto l’anno di vita. Con i nuovi vaccini abbiamo strumenti prima impensabili: sono indicati per la immunizzazione passiva contro la malattia da Rsv nei neonati dalla nascita fino a 6 mesi di vita mediante la somministrazione alle madri in gravidanza e sono utilizzabili anche per proteggere gli adulti di età pari o superiore a 60 anni mediante immunizzazione attiva prevenendo l’insorgenza di patologia severa da Rsv in questi soggetti più vulnerabili, a causa di condizioni sottostanti, comorbidità o immunodepressione. Questi vaccini hanno dimostrato efficacia notevole e sicurezza”.

“Nei Paesi industrializzati, il Rsv, negli adulti, provoca oltre 420mila ricoveri ogni anno e 29mila decessi – aggiunge Andreoni –. Finora non sono state disponibili terapie e vaccinazioni, ma è da poco disponibile in Italia il primo vaccino per gli adulti, con straordinaria efficacia nei soggetti con più di 60 anni di età e in coloro che siano affetti da comorbosità quali malattie respiratorie croniche, cardiopatie, diabete, insufficienza renale e tutti i quadri di immunodepressione. La possibilità di oggi di prevenire l’infezione in questi soggetti rappresenta un importante passo avanti all’armamentario in nostro possesso per la prevenzione delle malattie respiratorie nel paziente adulto fragile. È pertanto auspicabile che questa vaccinazione entri presto nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e che possa diventare uno strumento diffuso su tutto il territorio nazionale”.

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