Il ministro della Salute al question time alla Camera illustra i risultati su Case della Comunità, liste d’attesa, demenze e approvvigionamento farmaceutico. “Avevamo detto che avremmo avvicinato la sanità alle persone e oggi quel modello esiste ed è un modello pubblico”
Calabria fuori dal commissariamento: attesa la decisione della Corte dei conti
La situazione della sanità calabrese e il superamento del commissariamento sono stati tra i primi temi affrontati dal ministro della Salute Orazio Schillaci durante il question time alla Camera. Rispondendo all’interrogazione sulla cessazione del mandato commissariale per il piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Calabria, il ministro ha chiarito che la decisione del Consiglio dei ministri dello scorso 22 aprile è ancora sottoposta al controllo della Corte dei conti. “La Presidenza del Consiglio dei ministri e questo Ministero stanno fornendo i chiarimenti e la documentazione richiesta”, ha spiegato Schillaci, ricordando che il 31 luglio è convocata l’adunanza della sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo per l’esame della delibera. Il ministro ha sottolineato i progressi registrati negli ultimi anni: “Il punteggio complessivo della Calabria è passato da 136 nel 2022 a 189 nel 2024”. Secondo Schillaci, il miglioramento riguarda in particolare l’area ospedaliera e quella della prevenzione, mentre resta da rafforzare l’assistenza distrettuale. “Questo recupero è stato fatto a partire da uno dei livelli italiani più critici ed è stato tra i più rapidi”, ha aggiunto, citando anche le valutazioni dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica.
Salute mentale, Schillaci: “È la grande sfida della nostra epoca”
Ampio spazio anche al tema della salute mentale, con particolare attenzione al disagio giovanile e al rafforzamento dei servizi territoriali. “La salute mentale è la grande sfida della nostra epoca, è un’emergenza silenziosa che attraversa soprattutto le nuove generazioni”, ha dichiarato il ministro. Schillaci ha ricordato il Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030, approvato dopo oltre tredici anni dall’ultimo documento nazionale di indirizzo. “Era un Piano che mancava in Italia da più di 13 anni”, ha sottolineato, spiegando che la legge di bilancio ha previsto risorse dedicate: 80 milioni di euro per l’anno in corso, con stanziamenti crescenti negli anni successivi. Il ministro ha indicato come obiettivo prioritario il rafforzamento della rete territoriale: “L’obiettivo di fondo rimane uno: consolidare la rete dei servizi sul territorio, intercettare presto il disagio prima che diventi malattia e ridurre le distanze”. Sul sostegno psicologico, Schillaci ha precisato che il contributo per le sedute psicologiche e psicoterapeutiche rappresenta uno strumento integrativo e non sostitutivo dei servizi pubblici: “È un tassello della rete, non un suo sostituto”.
Liste d’attesa e rapporto pubblico-privato: “Il SSN non arretra”
Rispondendo alle critiche sul rafforzamento della sanità privata e sulle difficoltà del Servizio sanitario nazionale, il ministro ha rivendicato la crescita delle risorse pubbliche destinate alla sanità. “Utilizzare la crescita della sanità privata come prova di arretramento del Servizio sanitario nazionale alimenta slogan, ma non trova riscontro nei dati”, ha affermato Schillaci. Secondo il ministro, tra il 2023 e il 2026 il finanziamento del Ssn è aumentato di circa 14 miliardi di euro, mentre nel 2026 il finanziamento sanitario corrente cresce del 4,65 per cento. “Non siamo di fronte a un disimpegno dello Stato, ma a un investimento strutturale”, ha detto, ricordando anche gli stanziamenti per prevenzione, salute mentale e dipendenze. Sul fronte delle liste d’attesa, Schillaci ha ribadito l’intenzione del Governo di utilizzare nuovi strumenti di controllo: “A breve sarà operativo l’organismo di verifica e controllo con poteri ispettivi”, incaricato di monitorare il rispetto delle norme e il funzionamento delle agende di prenotazione.
Alzheimer e nuove terapie: “La bussola resta l’evidenza scientifica”
Il ministro ha affrontato anche il tema delle demenze e dell’accesso alle nuove terapie contro l’Alzheimer. Schillaci ha ricordato che la legge di bilancio ha destinato 100 milioni di euro alla lotta contro Alzheimer e demenze, con l’obiettivo di migliorare diagnosi precoce e presa in carico dei pazienti. “L’invecchiamento della popolazione è tra le priorità di questo Ministero e l’Alzheimer ne è il volto più difficile”, ha dichiarato. Sul tema dei nuovi anticorpi monoclonali, il ministro ha spiegato che la valutazione deve essere prudente: “La nostra bussola è come sempre una sola: le evidenze scientifiche”. Secondo Schillaci, oggi il beneficio clinico di questi farmaci “rimane modesto” e sono presenti rischi che richiedono strutture altamente specializzate. “Nessun grande Paese europeo oggi li rimborsa; però capisco la preoccupazione che l’accesso alle cure dipenda dal reddito o dalla regione di residenza”, ha aggiunto, ribadendo che sarà una valutazione nazionale basata sui dati scientifici a garantire uniformità.
Farmaci essenziali e sovranità farmaceutica: “La disponibilità di un medicinale è sicurezza nazionale”
Altro tema centrale del question time è stato quello delle carenze di medicinali e della dipendenza produttiva da Paesi esteri. Schillaci ha definito l’approvvigionamento farmaceutico una questione strategica. “Quando un farmaco essenziale non arriva sullo scaffale di una farmacia o in un ospedale non è una questione di bilancia commerciale, è una questione di salute”, ha detto. Il ministro ha ricordato che oggi Cina e India concentrano una quota molto elevata della produzione mondiale di principi attivi, soprattutto per alcune categorie come gli antibiotici. Per affrontare il problema, il Governo punta sul rafforzamento dei sistemi di monitoraggio e sulla collaborazione europea. “La disponibilità di un farmaco è sicurezza nazionale, esattamente come l’energia o le materie prime”, ha affermato Schillaci. Sul reshoring produttivo, il ministro ha aggiunto: “Riportare a casa le produzioni strategiche ha un costo iniziale, ma è un investimento sulla salute, sul lavoro qualificato e sul know-how industriale”.
Case della Comunità: “Raggiunto il target europeo, ora devono diventare servizi reali”
Nell’ultima parte del question time, Schillaci ha fatto il punto sulla realizzazione delle Case della Comunità previste dal Pnrr. “L’obiettivo europeo era di almeno 1.038 Case della Comunità operative entro giugno. Posso confermare il pieno conseguimento del target europeo nei tempi previsti”, ha dichiarato. Il ministro ha spiegato che la programmazione italiana prevede oltre 1.400 strutture e che il finanziamento del Pnrr ammonta a 2 miliardi di euro. “Le Case della Comunità sono presidi pubblici, organizzati dal Servizio sanitario nazionale, non saranno scatole vuote, ma luoghi di assistenza operativi”, ha assicurato. Un passaggio centrale riguarda il ruolo dei medici di medicina generale dopo il nuovo accordo collettivo nazionale. “In ogni Casa della Comunità ci sarà sempre almeno un medico, con risorse certe: oltre 262 milioni di euro l’anno”, ha spiegato Schillaci. Secondo il ministro, il nuovo modello dovrà integrare assistenza territoriale, telemedicina e cure domiciliari. “Avevamo detto che avremmo avvicinato la sanità alle persone e oggi quel modello esiste ed è un modello pubblico”, ha concluso.




















