Tuttavia, l’Europa ha meno successo nel trasformare questa forza scientifica in tecnologie strategiche, leadership di mercato e crescita della produttività. Il rapporto evidenzia quattro sfide principali:
- Investimenti : si stima che l’Ue necessiti di ulteriori investimenti pari a 560 miliardi di euro per raggiungere l’obiettivo di destinare il 3% del PIL alla ricerca e sviluppo entro il 2030.
- Frammentazione : gli sforzi di ricerca e innovazione rimangono dispersi tra paesi, regioni e istituzioni, il che ne limita l’impatto complessivo.
- Ampliare l’innovazione : le strozzature nel finanziamento, nella valorizzazione della conoscenza e nell’implementazione tecnologica rendono più difficile per le scoperte raggiungere il mercato, in particolare in settori come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori avanzati e il cloud computing.
- Competizione globale : l’Europa deve rafforzare la propria posizione nelle tecnologie strategiche, mantenendo al contempo l’eccellenza scientifica e attirando i migliori talenti, anche attraverso iniziative come Choose Europe .
Secondo il rapporto, la scienza, la ricerca e l’innovazione devono svolgere un ruolo centrale nel potenziare la produttività dell’UE, sostenendo al contempo gli obiettivi ambientali e il modello sociale europeo.
“I risultati della relazione – dichiara Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le startup, la ricerca e l’innovazione – sottolineano il ruolo cruciale della scienza, della ricerca e dell’innovazione nel promuovere la competitività, la resilienza e l’autonomia strategica dell’Europa. Dimostrano inoltre perché abbiamo bisogno di un programma molto ambizioso per la ricerca e l’innovazione nell’ambito del nuovo bilancio a lungo termine dell’Ue”
Per affrontare queste sfide, il rapporto auspica un migliore coordinamento degli investimenti pubblici e privati, una maggiore collaborazione tra le regioni e una maggiore attenzione alle tecnologie più critiche per il futuro dell’Europa. Sottolinea inoltre la necessità di rimuovere gli ostacoli che impediscono la trasformazione della ricerca in prodotti e servizi, in particolare quelli relativi ai finanziamenti e alla diffusione delle tecnologie. Per contribuire a colmare il divario negli investimenti, la Commissione ha proposto un bilancio più consistente per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2028-2034, nonché misure per mobilitare maggiori capitali privati e istituzionali, come il Fondo Scaleup Europe , che ha già annunciato sette investimenti in aziende tecnologiche europee.
Inoltre, per contrastare la frammentazione, la Commissione sta preparando un atto sullo Spazio europeo della ricerca per rafforzare il coordinamento tra le priorità dell’UE e quelle nazionali in materia di ricerca e innovazione, migliorare la pianificazione degli investimenti ed eliminare gli ostacoli rimanenti alla circolazione di conoscenze e talenti. Inoltre, per aiutare le imprese innovative a crescere, la Commissione ha proposto un Atto europeo per l’innovazione al fine di facilitare l’accesso ai mercati degli appalti pubblici e sbloccare finanziamenti garantiti dalla proprietà intellettuale.
“Nel loro insieme, queste iniziative – sottolinea la Commissione – mirano a rafforzare la posizione dell’Europa nelle tecnologie strategiche. Esse integrano sforzi come Choose Europe , che si propone di attrarre e trattenere i ricercatori, gli innovatori e gli imprenditori di cui l’Europa ha bisogno per competere a livello globale”.