Universalità, equità e centralità del cittadino devono restare i pilastri di un sistema più sostenibile, integrato e capace di ridurre le diseguaglianze territoriali
di Mariapia Garavaglia*
Attorno al Servizio sanitario nazionale cresce la volontà di avviare una riforma capace di rispondere alle criticità ormai strutturali del sistema: liste d’attesa, sovraffollamento dei Pronto soccorso, insufficiente assistenza agli anziani, costi elevati per le famiglie e forti diseguaglianze territoriali.
La proposta elaborata da un gruppo di esperti, tra cui Giovanni Monchiero, Elio Borgonovi e Federico Spandonaro, parte dai principi fondativi del SSN: universalità, uguaglianza ed equità di accesso. Principi che devono essere preservati, ma tradotti in un modello più adatto ai cambiamenti scientifici, tecnologici e sociali.
La sostenibilità del sistema richiede programmazione, capacità gestionale e professionalità elevate. In sanità, infatti, non si amministrano soltanto risorse e personale, ma si costruiscono risposte ai bisogni delle persone.
Particolare attenzione deve essere dedicata all’assistenza territoriale, che non può essere considerata solo uno strumento per ridurre i ricoveri, ma deve rappresentare il centro di una nuova cultura della medicina, più vicina, preventiva e continuativa.
È inoltre necessario rafforzare la regia nazionale, ridurre la frammentazione delle competenze e garantire un maggiore coordinamento tra Stato, Regioni e ministeri, così da limitare le diseguaglianze tra i territori.
Tutti i servizi dovrebbero essere interconnessi attraverso strumenti digitali efficienti. Mettere il cittadino al centro non deve restare uno slogan, ma diventare un preciso modello organizzativo, capace di semplificare i percorsi e ridurre il peso della burocrazia.
Anche l’integrazione tra pubblico e privato deve essere costruita in modo trasparente e coordinato, nell’esclusivo interesse del cittadino.
Il documento rappresenta quindi un’occasione concreta per ripensare il Servizio sanitario nazionale, uno dei sistemi più complessi e preziosi del Paese e un autentico bene comune.
*già Ministro della Salute

