Sempre di meno, sempre più vecchi

Mag 15, 2024 | Studi e Ricerca

Rispetto al 2004: perso quasi un milione di 0-15enni; persi poco meno di 2 milioni di 16-64enni; in crescita di oltre 3 milioni le persone di 65 anni e più; over 75 il 12,6% dei residenti. Il rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del Paese

La diffusione crescente di stili di vita sani ha aumentato gli anni di vita in salute, influenzando positivamente la qualità della vita anche nelle età più avanzate e dimostrando che è possibile rimanere attivi per gran parte della vita. È quanto emerge dal “Rapporto annuale 2024. La situazione del Paese” dell’Istat presentato oggi  a Palazzo Montecitorio dal Presidente dell’Istituto Francesco Maria Chelli. Dal punto di vista demografico il Rapporto rileva che il 2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite. Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo. Negli ultimi anni si è, inoltre, ridotto l’effetto positivo che la popolazione straniera ha esercitato sulle nascite a partire dai primi anni Duemila.

I giovani e la salute

I giovani si confermano la fascia di popolazione che dichiara più spesso buone o molto buone condizioni di salute (circa 9 ragazzi di 16-24 anni su 10). Negli anni più recenti, tuttavia, si osserva un peggioramento degli indicatori di salute mentale, in particolare per le ragazze. L’indice di salute mentale già ridottosi nel 2021 in concomitanza del periodo pandemico (arrivando a 65,9 su 100 tra le ragazze), scende ulteriormente nel 2023 (da 68,2 del 2022 a 66,5).
 Tra i ragazzi di 16-24 anni è in peggioramento l’eccesso di peso, passato dal 10,6 per cento del 2003 al 15,6 per cento del 2023), con un incremento più marcato a partire dal 2017.
 Tra il 2003 e il 2023 si riduce tra i giovani il consumo giornaliero di bevande alcoliche (dall’11,2 per cento al 4,8 per cento) ma si osserva l’aumento del consumo occasionale (dal 56,3 per cento al 59,1 per cento) e di quello fuori pasto (dal 35,5 per cento al 39,7 per cento).
 Anche l’abitudine al fumo si riduce tra i 16 e i 24 anni (dal 24,2 per cento del 2003 al 19,9 per cento del 2023), ma si registra un incremento di nuove tipologie di consumo di tabacco e nicotina. La sigaretta elettronica è passata dallo 0,8 per cento del 2014 all’8,6 per cento nel 2023. Il tabacco riscaldato non bruciato, monitorato a partire dal 2021, è passato dal 4,6 per cento all’8,4 per cento.
 Negli ultimi venti anni aumenta la pratica sportiva tra i giovani (dal 54,2 per cento del 2003 al 57,7 per cento del 2023). Parallelamente, si è osservato un lieve aumento dell’attività fisica (dal 18,7 per cento al 20,6 per cento). Queste dinamiche si riflettono in una riduzione della sedentarietà tra i giovani (dal 26,6 per cento del 2003 al 21,7 del 2023).

Gli adulti e la salute

 Nel 2023 poco più di 7 adulti su 10 dichiarano di stare bene o molto bene in salute, con valori più elevati tra gli uomini rispetto alle donne (il 75,7 per cento contro il 69,8 per cento). Nel tempo si osserva una complessiva stabilità nelle quote di adulti in buona salute.
 Nel 2023, l’indicatore di eccesso di peso tra gli adulti è in peggioramento rispetto a venti anni prima (dal 42 per cento del 2003 al 45,2 per cento del 2023) e con valori che si confermano nettamente più elevati tra gli uomini (55,5 per cento contro 34,9 per cento delle donne nel 2023).
 Tra il 2003 e il 2023 è stabile il consumo di alcol nell’anno (poco più di 7 adulti su 10), ma si è dimezzato il consumo giornaliero ed è quasi raddoppiato quello occasionale e fuori pasto, che è cresciuto di più tra le donne, riducendo la differenza di genere. Si è ridotto, invece, il consumo abituale eccedentario, mentre è cresciuta l’abitudine a ubriacarsi, specialmente nella fascia 35-44
anni (dal 7,9 per cento del 2003 al 12,4 per cento del 2023).
 Tra il 2003 e il 2023 diminuisce l’abitudine al fumo della popolazione adulta (dal 29,1 per cento al 23,7 per cento). Nel tempo, la distanza uomo-donna si riduce per effetto di una flessione meno marcata dell’abitudine al fumo tra le donne: dal 22,3 per cento al 19,3 per cento, mentre per gli uomini si passa dal 36,0 per cento al 28,1 per cento.
 Tra il 2003 e il 2023 la quota di adulti che non praticano né sport né attività fisica diminuisce (dal 39,5 per cento al 31,5 per cento). La distanza uomo-donna si è molto ridotta nel tempo, perché il calo tra le donne è stato circa il doppio di quello degli uomini. Parallelamente, è aumentata la pratica sportiva (dal 29,4 per cento al 37,8 per cento), specialmente di tipo continuativo.

Invecchiare bene in una società che invecchia

 Per gli anziani si evidenzia nel tempo un miglioramento delle condizioni di salute: le persone in buona salute sono passate dal 29,4 per cento del 2009 al 37,8 per cento del 2023 e, parallelamente si è ridotta la condizione di multicronicità (dal 38,7 per cento del 2003 al 34,3 per cento del 2022).
 Tra il 2003 e il 2023 è cresciuta la quota di anziani che fa una colazione adeguata (dal 79,8 per cento all’85,1 per cento); stabile il consumo giornaliero di 4 o più porzioni di frutta e/o verdura che riguarda circa un anziano su quattro. Stabile anche l’eccesso di peso (poco più di 5 persone su 10), sebbene in aumento la parte dell’indicatore relativa all’obesità (dal 13,6 per cento al 14,8 per cento).
 Il consumo di alcol nell’anno è stabile tra la popolazione anziana (poco più di 6 anziani su 10 sia nel 2003 sia nel 2023), con quote più elevate tra gli uomini che tra le donne (circa 80 per cento contro 50 per cento). L’analisi dei consumi più a rischio evidenzia una riduzione di chi supera i livelli giornalieri raccomandati (dal 28,3 per cento del 2003 al 16,7 per cento del 2023).
 In peggioramento l’abitudine al fumo per i giovani anziani di 65-74 anni (che passano dal 12,6 per cento al 15,6 per cento) e, viceversa, in lieve miglioramento nella fascia dei 75 anni e più. A fronte di una riduzione della quota dei fumatori tra i maschi, tra le donne le quote di fumatrici sono raddoppiate (da 4,4 per cento a 8,8 per cento).
 Tra il 2003 e il 2023 raddoppiata la quota di anziani che praticano sport (dal 6,7 per cento al 16,4 per cento). Tale andamento ha riguardato sia gli uomini sia le donne, ma con livelli più accentuati tra quest’ultime riducendo in tal modo il divario di genere in questa fascia di età.

Demografia

 Nell’ultimo decennio (2012-2023) la popolazione italiana è diminuita di oltre un milione di unità (-1,8 per cento). Hanno subito un intenso declino demografico in prevalenza le regioni del Mezzogiorno (-4,7 per cento la variazione media della ripartizione, dovuta in buona parte alle migrazioni interne), a fronte di una perdita complessivamente trascurabile del Centro-Nord (-0,3 per cento).
 Fra il 2002 e il 2012 la popolazione residente in Italia è cresciuta di oltre tre milioni di unità. Tale variazione ha interessato prevalentemente il Centro-Nord (circa il 90 per cento della quota aggiuntiva, un milione di persone nel solo Nord-ovest), soprattutto grazie a un saldo migratorio positivo, trainato dalla componente estera e residualmente dal Mezzogiorno, dove Molise, Basilicata e Calabria già in questo periodo hanno registrato una perdita di popolazione tra il 2 e il 3 per cento.
 Dal 2012, a livello medio nazionale l’indice di vecchiaia – dato dal rapporto tra popolazione di 65 anni e più e di età tra 0 e 14 anni – è aumentato di 44,7 punti (+61,4 dal 2002), a 193,1. La differenza massima si ha in Sardegna (88,3 punti), dove la popolazione residente è al contempo tra le più longeve d’Italia e con la fecondità più bassa.
 Le previsioni demografiche indicano una tendenza allo spopolamento e all’invecchiamento: entro il 1° gennaio 2042, la popolazione residente in Italia potrebbe ridursi di circa 3 milioni di unità, e in 50 anni (1° gennaio 2072) di oltre 8,6 milioni.

La povertà

 Nel 2023 l’incidenza di povertà assoluta in Italia è pari all’8,5 per cento tra le famiglie e al 9,8 per cento tra gli individui. Si raggiungono così livelli mai toccati negli ultimi 10 anni, per un totale
di 2 milioni 235 mila famiglie e di 5 milioni 752 mila individui in povertà.
 L’incidenza di povertà assoluta familiare è più bassa nel Centro (6,8 per cento) e nel Nord (8,0 per cento sia il Nord-ovest sia il Nord-est), e più alta nel Sud (10,2 per cento) e nelle Isole (10,3 per cento). Lo stesso accade per l’incidenza individuale: 8,0 per cento nel Centro, 8,7 nel Nord-est, 9,2 nel Nord-ovest e 12,1 per cento sia nel Sud sia nelle Isole.

FARMACI 

Terapie avanzate: entro il 2030 fino a 60 nuovi farmaci

Terapie avanzate: entro il 2030 fino a 60 nuovi farmaci

Ma per assicurare equità e sostenibilità servono nuovi modelli di accesso. Se ne è discusso oggi ad un convegno organizzato da Iss e Assobiotec-Federchimica. Più di 1.900 studi clinici nel mondo, di cui 112 in fase 3. Ruolo chiave per l’Italia

Adhd: i farmaci riducono del 40% i comportamenti a rischio

Adhd: i farmaci riducono del 40% i comportamenti a rischio

Al via oggi a Cagliari la terza edizione convegno di Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (Sinpf) e Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia). “Aderenza a cure fondamentale per controllare l’impulsività”

INNOVAZIONE 

Davanti a noi sfide complesse

Davanti a noi sfide complesse

Con Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto italiano di Tecnologia (Iit) ragioniamo di innovazione, nuove tecnologie e Intelligenza Artificiale per saggiarne l’impatto sul prossimo futuro e valutare lo stato di salute della ricerca nel nostro Paese

E ANCORA 

Sivemp: I Medici Veterinari del Ssn a Congresso

Sivemp: I Medici Veterinari del Ssn a Congresso

Ha preso il via ieri il 52° Congresso Nazionale del Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica che vede riuniti ad Arzachena fino al 24 maggio 250 medici veterinari di sanità pubblica delle Asl e degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
enterprice

ENTERPRISE

Aziende&Persone

Insieme per affrontare le sfide sanitarie più urgenti

Insieme per affrontare le sfide sanitarie più urgenti

Collaborazione Gruppo Chiesi e il Karolinska Institutet con l’obiettivo di contribuire al progresso scientifico e migliorare il percorso di cura dei pazienti attraverso una cooperazione in termini di ricerca, sviluppo e innovazione

Sivemp: I Medici Veterinari del Ssn a Congresso

Ha preso il via ieri il 52° Congresso Nazionale del Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica che vede riuniti ad Arzachena fino al 24 maggio 250 medici veterinari di sanità pubblica delle Asl e degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali

SAVE THE DATE

SAVE THE DATE

Congressi&Convegni