Dalla Tbc alle meningiti, fino ai virus emergenti, l’emergenza-urgenza resta un punto critico per la trasmissione delle infezioni. La proposta: aree di isolamento dedicate e operative 24 ore su 24 in tutti i Pronto Soccorso, con standard strutturali e di biosicurezza uniformi
di Manuel Monti*
Le periodiche recrudescenze di patologie ad elevata contagiosità – dalle forme severe di TBC polmonare alle meningiti batteriche fulminanti, dai virus respiratori emergenti fino al rischio di importazione di febbri emorragiche ed esotiche – mettono periodicamente a nudo una fragilità strutturale del nostro Sistema Sanitario Nazionale: la prima linea d’accesso agli ospedali, ovvero il Pronto Soccorso, resta un anello debole nella prevenzione della trasmissione infettiva in fase d’accettazione.
Oggi l’isolamento non può più essere trattato come una procedura eccezionale da attivare solo in corso di conclamata pandemia, ma deve trasformarsi in uno standard infrastrutturale permanente. Le Linee d’indirizzo nazionali sul Triage intraospedaliero (D.M. 1° agosto 2019) chiariscono che la valutazione del rischio infettivo è parte integrante della presa in carico al triage. Tuttavia, in assenza di percorsi separati e ambienti dedicati, i protocolli più stringenti rischiano di restare mere intenzioni cartacee: sale d’attesa e corridoi promiscui continuano a trasformarsi in pericolosi vettori di contagio crociato, esponendo pazienti anziani, cronici o immunodepressi.
Dotare tutti i Pronto Soccorso della rete nazionale di aree di isolamento dedicate, standardizzate ed operative 24/7 è una misura indifferibile che risponde a precisi obblighi normativi e programmatici:
Garanzia della sicurezza delle cure (Legge 24/2017 – Gelli-Bianco): La legge riconosce la sicurezza delle cure come parte costitutiva del diritto alla salute. Ignorare la predisposizione di spazi idonei a prevenire la contaminazione ambientale e aerea mina direttamente la gestione del rischio clinico e la tutela dei pazienti.
Prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) e integrazione con il PNCAR: Il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza individua nella prevenzione della trasmissione crociata il pilastro per frenare la proliferazione dei germi multiresistenti. Bloccare i veicoli infettivi all’ingresso delle strutture è la prima vera barriera contro la diffusione delle ICA intraospedaliere.
Standard ingegneristici e di Biosicurezza: Ogni dipartimento d’emergenza deve disporre di almeno una stanza ad isolamento aereo a pressione negativa (con ricambi d’aria $\ge 12$ ACH e filtrazione HEPA) per patogeni a trasmissione volatile come TBC, morbillo o varicella, affiancata da stanze ad isolamento da contatto/droplet a pressione positiva o neutra, dotate di zona filtro (anteroom) per la vestizione e svestizione in sicurezza dei DPI.
Tutela della salute occupazionale (D.Lgs. 81/2008): La protezione del personale sanitario da agenti biologici ad alto rischio è un obbligo inderogabile del datore di lavoro. Ridurre le esposizioni accidentali in Pronto Soccorso significa salvaguardare la salute degli operatori e prevenire l’assenteismo per malattia, risorsa critica nei momenti di sovraccarico del sistema.
Non si tratta di finanziare cattedrali nel deserto per scenari da film catastrofico, ma di dotare l’intera rete dell’emergenza-urgenza di una reale resilienza e flessibilità architetturale. L’adeguamento strutturale dei reparti di Pronto Soccorso non costituisce una voce di spesa passiva, bensì un investimento strategico sulla sicurezza collettiva e sulla tenuta complessiva del Ssn.
*Direttore Dipartimento Emergenza Accettazione Usl Umbria 1; Direttore UOC Pronto Soccorso P.O. Gubbio-Gualdo Tadino; Vicepresidente Nazionale SIMEDET