Valvulopatie negli anziani, primi risultati promettenti dal progetto di screening

Giu 12, 2024 | Professioni

Il progetto di Fimmg Milano in collaborazione con l’Heart Valve Center dell’Irccs Ospedale San Raffaele e Fondazione Alfieri per il Cuore. Pozzi (Fimmg): è fondamentale fare

Sono molto incoraggianti i dati rilevati dal progetto di screening delle valvulopatie negli anziani che ha preso il via a marzo 2024. L’iniziativa è nata da una collaborazione tra la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale Milano, i medici dell’Heart Valve Center dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e la Fondazione Alfieri per il Cuore promotrice e ideatrice del progetto, con l’obiettivo di diagnosticare e prendere in carico quanti più possibili pazienti cronici con questa patologia.

 «Gli anni difficili della pandemia hanno messo a dura prova il sistema sanitario territoriale e da questa lezione abbiamo imparato che fare rete è l’unico modo per raggiungere tutti i pazienti, soprattutto quelli cronici che hanno bisogno quotidianamente di assistenza. Ed è da qui che siamo partiti: connettere il territorio – in particolare gli ambulatori dell’area milanese – con gli ospedali, per fare prevenzione», dichiara Anna Pozzi, segretario provinciale di Fimmg Milano.

 Il progetto ha preso il via in un primo studio medico della provincia milanese dove, una volta a settimana, un cardiologo ecografista dell’Heart Valve Center dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, eseguiva, in forma gratuita, uno screening per valutare la presenza di una valvulopatia cardiaca a pazienti asintomatici con più di 75 anni, attraverso un ecocardiogramma, un esame non invasivo.

I disturbi che possono insorgere nelle valvole cardiache(tricuspide, polmonare, mitrale e aorta) si definiscono valvulopatie e possono essere di natura congenita oppure acquisite. Queste ultime possono essere di origine degenerativa, infettiva, ischemica, traumatica o secondaria alla dilatazione dei grandi vasi o del ventricolo. Il paziente affetto valvulopatie può spesso essere asintomatico o avere pochi sintomi, persino fino ad uno stadio avanzato. In genere, i pazienti presentano affaticamento, dispnea durante l’attività fisica, e progressivamente anche a riposo, fino a sperimentare l’insorgenza di aritmie causate dallo scompenso del ventricolo sinistro in caso di insufficienza aortica.

 «Nel progetto, avviato pochi mesi fa, dei 136 pazienti over 75 esaminati, nel 9% dei casi è stata riscontrata una valvulopatia misconosciuta», spiega Pozzi.

Questi risultati preliminari sono in linea con quanto riportato nella letteratura internazionale che evidenzia una incidenza di valvulopatie fino al 13% delle persone sopra i 75 anni, e richiamano l’attenzione circa la necessità di estendere lo screening delle malattie valvolari a più persone anziane possibili. Se sommiamo queste informazioni con quanto segnalato dall’ISTAT circa l’invecchiamento della popolazione italiana, secondo cui nel 2019 circa il 12% della popolazione totale, cioè 7 milioni di persone sopra i 75 anni di età, potremmo ipotizzare che ci siano circa 630.000 anziani con valvulopatie misconosciute sul territorio nazionale.

 A seguito della diagnosi, ai pazienti afferenti allo studio medico è stata offerta la possibilità di eseguire visite periodiche e successivi accertamenti, per valutare la necessità di un eventuale intervento medico, terapeutico o cardiochirurgico, sempre in collaborazione con l’Heart Valve Center dell’Irccs Ospedale San Raffaele.

 «Siamo felici di aver intrapreso questo cammino con la Fimmg Milano: riteniamo che la prevenzione e la presa in carico dei pazienti cronici debba partire dalla medicina del territorio sino a comprendere gli Ospedali. Speriamo che questo primo progetto pilota di proficua collaborazione sulle valvulopatie possa essere incrementato ed esteso ad altri studi medici sul territorio a beneficio di tutta la popolazione dell’hinterland milanese», afferma Francesco Maisano, primario dell’Unità di Cardiochirurgia e direttore dell’Heart Valve Center dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Cardiochirurgia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele.   

 «I dati definitivi dello studio saranno diffusi ad ottobre durante il Congresso Nazionale della Fimmg. Restano da valutare le conseguenze in termini di qualità di vita e di spesa sanitaria di tali valvulopatie ma, ipotizzando un progressivo invecchiamento globale della popolazione, possiamo prevedere che non saranno indifferenti. Di conseguenza, riteniamo che sia utile estendere maggiormente tale programma di screening sul territorio, sia in ambito regionale che nazionale. È per questo che, grazie anche al supporto della nostra cooperativa, Iml (Iniziativa Medica Lombardia), e l’importante collaborazione con l’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e la Fondazione Alfieri per il Cuore, che ha dato la sua disponibilità per supportare l’espansione del progetto, prevediamo di coinvolgere sempre più studi medici presenti sul territorio, che permettano di ampliare l’indagine a qualche migliaio di anziani, consentendo così di dare evidenza a questo progetto di prevenzione a beneficio di tutti i pazienti», conclude Pozzi.

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