Per il Capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute, Maria Rosaria Campitiello, rafforzare le competenze degli operatori è una leva essenziale per prevenire rischi ed eventi avversi. Tra le nuove frontiere, simulazione, ospedali virtuali e intelligenza artificiale per rendere l’assistenza sempre più sicura, appropriata e di qualità
Formare chi cura significa anche proteggere chi viene curato. È lungo questa direttrice che il Ministero della Salute sta rafforzando il proprio impegno sulla sicurezza delle cure, facendo della formazione degli operatori uno degli strumenti centrali della prevenzione del rischio sanitario.
A richiamare l’attenzione sulla necessità di investire nelle competenze del personale è Maria Rosaria Campitiello, Capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute, intervenuta ai nostri microfoni a margine dell’evento SAFE-T 2026 – Saving Lives Together, svoltosi a Roma.
Una sfida che non riguarda soltanto l’aggiornamento professionale, ma investe direttamente la qualità dell’assistenza e la capacità del sistema sanitario di intercettare e prevenire il rischio prima che si trasformi in danno. In questa prospettiva, accanto alla formazione tradizionale, acquistano un peso crescente strumenti come la simulazione, gli ospedali virtuali e l’intelligenza artificiale.
“Il Ministero della Salute sta investendo molto sulla formazione, perché rappresenta uno dei punti evidenziati dall’Organizzazione mondiale della sanità e dal Global Patient Safety Action Plan 2021-2030, che costituisce per noi un importante punto di riferimento.
La formazione resta uno degli ambiti sui quali occorre continuare a lavorare. Dobbiamo tenere presente che al cuore della nostra missione sanitaria vi è un’assistenza capace di garantire cure non soltanto appropriate e di qualità, ma anche sicure.
Ed è proprio sulla sicurezza che dobbiamo intervenire, perché essa appartiene pienamente alla dimensione della prevenzione. Prevenire significa anche prevenire il rischio, l’incidente e, in ultima analisi, il danno.
Il Ministero della Salute dispone di un valido sistema di monitoraggio e i dati raccolti ci confermano la presenza di eventi e danni segnalati sui quali è necessario continuare ad agire. Per questo dobbiamo investire con decisione sulla formazione, come stiamo facendo, attribuendole uno spazio rilevante anche nell’ambito della programmazione nazionale della prevenzione.
Parallelamente stiamo investendo nell’integrazione tra ricerca e innovazione, in particolare attraverso la simulazione, gli ospedali virtuali e l’intelligenza artificiale. L’obiettivo è duplice: rendere le cure sempre più sicure e offrire agli operatori sanitari strumenti di formazione più avanzati.
È un percorso che deve coinvolgere tutti: medici, infermieri e ogni professionista sanitario. Perché il risultato finale deve essere uno solo: assistere il paziente nel modo più sicuro e appropriato possibile”.




















