Del caso Ranucci-Lavitola si sta doverosamente occupando la magistratura. Per qualche giorno (tanto durano le emozioni) anche la politica, con il solito gioco delle parti. Al fine di sintetizzare un giudizio ancorato alla realtà e assistito dal buon senso, prendo a prestito sapienza e stilemi espressivi di Vujadin Boskov, indimenticato allenatore della Sampdoria scudettata. Se fosse ancora con noi, il tecnico serbo si esprimerebbe più o meno così: se tuo caro amico organizza attentato contro di te, o non vero amico o non vero attentato
di Giovanni Monchiero*
Tutto il resto è sceneggiata. Compresi gli accorati appelli a tutela della libertà di espressione del giornalismo d’inchiesta, ultimo baluardo contro il potere. Qui si arresta la mia solidarietà. Confesso di non avere mai amato “Report”. Neanche ai tempi della Gabanelli, figurarsi dopo. Mi è capitato di seguire qualche puntata quando si riferiva a fatti o problematiche di cui avevo diretta conoscenza e, ogni volta, ho dovuto constatare che la rappresentazione degli eventi era costruita in modo da fornire supporto a pregiudizi abbastanza lontani dal reale.
Essere dichiaratamente contro il potere non è certo una colpa ma neppure garanzia di serietà. Su tutto prevale la ricerca dell’audience. Fare spettacolo con la notizia costringe, di per sé, ad alterare la verità.
Cosa ritenuta del tutto naturale dai più e che scandalizza solo qualche vecchio conservatore come me, educato ad altri principi e ad altri metodi per fondare le proprie conoscenze e, su queste, le proprie opinioni. Viviamo, oggi, nel dominio delle opinioni. Tutte legittime e, quindi, ognuna con pari dignità rispetto ad ogni altra. Una scorciatoia universale per giudicare senza intraprendere l’arduo percorso del capire.
La triste vicenda della bambina di Palermo morta di difterite scopre l’altra faccia della medesima medaglia: l’indifferenza nei confronti della verità ha travolto anche la scienza. Il pensiero no-vax, capillarmente diffuso dai social, ha contagiato milioni di persone come i genitori di Anna Rosa. Hanno eluso l’obbligo di vaccinazione e pagato a caro prezzo la loro stoltezza. Siamo in Italia, dove basta affermare di avere fissato un appuntamento presso il centro vaccinale perché la scuola consideri adempiuto l’obbligo. Pare che nel quartiere Zen di Palermo i casi analoghi si contino a centinaia.
I genitori, incriminati per omicidio colposo, hanno denunciato i medici dei tre ospedali dove è stata curata la figlia. La giustizia farà il suo corso. Lento. Invece, le verifiche delle segreterie scolastiche hanno subito indotto molte famiglie inadempienti a presentarsi agli ambulatori dell’Asl.
Intanto sono scoppiate virulente polemiche. “La Verità” intitola “Cattivo maestro è chi ha propagandato bugie” facendo supporre che intenda assolvere i genitori, plagiati dalla propaganda social. In realtà, il quotidiano persevera, con tetragona coerenza, nella funzione di organo ufficioso del pensiero complottista e antivaccinale ed individua i cattivi maestri in infettivologi e autorità sanitarie. La verità scientifica viene negata, a prescindere.
È andata peggio ad Antony Fauci, scienziato illustre, già direttore dell’istituto nazionale contro le malattie infettive – nominato da Trump nel suo primo mandato – e gestore delle politiche sanitarie statunitensi ai tempi del Covid. Oggi è accusato dalla destra di avere adottato campagne vaccinali e misure anticontagio troppo severe. Convocato in Senato come un malfattore si è rifiutato per più di cento volte di rispondere alle domande degli inquisitori. Plastica rappresentazione della incomunicabilità fra scienza e politica.
Ma la politica rappresenta l’opinione pubblica o, almeno, una parte molto ampia, maggioritaria al momento delle elezioni. Dopo avere idolatrato la scienza dal positivismo in qua, la società occidentale ha scoperto che chiunque, dal clochard al ministro, può negare le evidenze della fisica, della chimica, della matematica e sostituirle con le proprie “legittime” opinioni.
Per gloriarsene con gli amici al bar o costruire su di esse le politiche pubbliche.
*Vicedirettore di Panorama della Sanità














