Sanità privata, sindacati: Decreto Pa regalerà 1,3 miliardi alla sanità privata. La mobilitazione va avanti

Lug 27, 2026 | lavoro

​Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp rilanciano la mobilitazione dopo il presidio al Ministero della Salute: contestato il possibile stanziamento di 1,3 miliardi di euro alla sanità privata senza l'obbligo di rinnovare i contratti collettivi di oltre 300mila lavoratori del settore

“Ora basta con gli annunci, le promesse, i generici impegni. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle RSA meritano rispetto. Siamo stanchi di essere compresi solo a parole, servono i fatti. La verità è che avete lasciato in mutande le lavoratrici e i lavoratori. Non bastano più gli impegni: servono decisioni concrete. Subito. Siamo alla frutta”. Lo hanno dichiarato i Segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, a margine del presidio nazionale davanti al Ministero della Salute, a Roma.
 
“Nel corso dell’incontro con il Capo di Gabinetto del Ministero della Salute abbiamo ribadito tutte le nostre richieste. Prendiamo atto della volontà di proseguire il confronto, ma non abbiamo ricevuto le garanzie che chiedevamo. Anzi, abbiamo avuto la pressoché certa conferma che il prossimo decreto PA conterrà uno stanziamento di circa 1,3 miliardi di euro destinato alle strutture della sanità privata, senza che sia previsto alcun vincolo al rinnovo dei contratti collettivi nazionali. Sarebbe un fatto gravissimo: risorse pubbliche alle imprese senza pretendere il rispetto dei diritti di chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale. Per questo la nostra mobilitazione non si fermerà oggi, ma proseguirà e sarà ulteriormente intensificata nelle forme e nei modi, fino a quando non arriveranno risposte concrete”.
 
“Trecentomila lavoratrici, lavoratori e professionisti continuano a garantire un servizio pubblico essenziale senza un contratto rinnovato rispettivamente da 8 e 14 anni. Intanto, però, i dati diffusi dall’Area Studi Mediobanca parlano di un settore che nel 2024 ha raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del 22% rispetto al 2019. Crescono i ricavi ma lavoratrici e lavoratori del comparto continuano a non vedere i contratti rinnovati e subiscono anche la grave penalizzazione dell’esclusione dall’indennità di vacanza contrattuale a causa delle nuove disposizioni di legge, di cui chiediamo l’immediata revoca, che hanno discriminato le lavoratrici e i lavoratori del settore socio-sanitario. Registriamo fino a 500 euro in meno rispetto agli stipendi del pubblico, a parità di inquadramento: un’ingiustizia intollerabile che penalizza drammaticamente un settore strategico per il Paese. Le responsabilità di questa situazione sono certamente in capo alle associazioni datoriali Aiop e Aris, che continuano a non dare risposte concrete al rinnovo dei contratti collettivi nazionali. Ma oggi chiediamo con ancora maggiore forza anche un’assunzione di responsabilità da parte del Governo, del Parlamento, del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni: servono regole certe sugli accreditamenti, affinché chi eroga servizi pubblici con risorse pubbliche sia obbligato a rinnovare i contratti collettivi nazionali alle stesse vigenze della sanità pubblica, impedendo il ripetersi di fenomeni di dumping contrattuale. Non può esserci una sanità privata che continua a crescere sulle spalle di chi lavora”, concludono i segretari.
 

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