Soldi pubblici

Set 11, 2026 | Editoriali

Quando si discute dei destini del nostro servizio sanitario, la prima osservazione che muovono tutti (ma proprio tutti, noi “riformisti” compresi) è l’insufficienza delle risorse economiche assegnate. I dati sono incontrovertibili. Se ci asteniamo dall’insistere troppo su questo tema è per non offrire alibi a chi, per varie ragioni, osteggia le riforme. Ma la distanza che separa la nostra spesa sanitaria pubblica pro-capite dalla media europea è, oggettivamente, angosciante

di Giovanni Monchiero*

Vi lascio, quindi, immaginare con quale sollievo abbia accolto la notizia che la costruzione del nuovo ospedale di Cuneo sarà finanziata dall’Inail, intervenuto in soccorso delle esangui casse regionali. Dopo l’iniziale entusiasmo, mi è sorto un dubbio: come fa l’Inail ad avere tutti questi soldi? Opinione corrente vuole, infatti, che gli enti pubblici soffrano di croniche difficoltà di bilancio. A maggior ragione quelli previdenziali ed assistenziali.

Data un’occhiata ai conti, ecco la sorpresa: l’Inail ha chiuso l’esercizio 2024 con 12,1 miliardi di entrate e 2,7 di avanzo. Risultato abnorme anche per un’impresa privata. Tant’è che il Consiglio di indirizzo e vigilanza osserva che l’ente “deve utilizzare tutte le risorse disponibili per il pieno assolvimento dei compiti istituzionali”. Parole sante. Che si possono leggere così: o si aumentano gli indennizzi ai lavoratori infortunati o si riducono i contributi. Accumulare patrimonio esula dalle finalità di un ente assistenziale.

L’acquisizione inappropriata di risorse è una cattiva abitudine che si sta diffondendo tra gli enti pubblici non economici. Le ricorrenti polemiche sull’abuso di autovelox da parte dei comuni non hanno ancora portato ad una razionale regolamentazione della materia. La sicurezza stradale è un bene meritevole della massima cura che, tuttavia, non dovrebbe tradursi in uno strumento surrettizio per risanare il bilancio. Molti piccoli comuni impongono, fuori dal centro abitato, limiti di velocità ingiustificati, di molto inferiori a quelli previsti dal codice della strada, allo scopo, innegabile, di ricavarne risorse. Per di più, si dice che sia prassi diffusa acquisire le attrezzature di controllo attraverso contratti che prevedono la compartecipazione alle entrate da parte dell’installatore. Dato il numero delle infrazioni rilevate, il ricavo supererebbe di gran lunga i costi. Si tratta di soldi pubblici, acquisiti ingiustificatamente e spesi con colpevole leggerezza.

Anche in materia fiscale norme e comportamenti della pubblica amministrazione rispondono spesso ad emozioni contingenti. Ogni tanto si alza la voce di qualche politico a proporre un incremento di tassazione per i cosiddetti “iperprofitti”. Magari è la stessa persona che ha appena ottenuto, per categorie “amiche”, sgravi fiscali, rateizzazioni lunghissime e cancellazioni di cartelle. Al di là della contraddizione, ogni intervento straordinario conferma la debolezza dell’impianto generale. Se le imposte fossero applicate – e riscosse – secondo i principi costituzionali di equità e progressività, non ci sarebbe nessun bisogno di stracciare cartelle né di inventare, a posteriori, nuove tasse per chi troppo ha guadagnato.

L’attenzione alle regole nella gestione della cosa pubblica si sta progressivamente affievolendo. L’ultima promessa di Trump – 5000 dollari ad ogni americano maggiorenne se vincerà le elezioni di metà mandato – appartiene alla farsa. Solleciti commentatori hanno calcolato che costerebbe all’erario più di un miliardo di dollari. Come prima osservazione sarebbe stato più pertinente un richiamo al codice penale, che vieta di corrompere gli elettori e di utilizzare a proprio vantaggio il pubblico denaro. Ma il rispetto delle regole non fa più parte dei valori della nostra civiltà.

“La legge è un comando della ragione ordinata al bene comune, promulgata da chi ha cura della comunità”. Così, Tommaso d’Aquino, sette secoli fa. Da allora innumerevoli filosofi e giuristi hanno approfondito il discorso sulle regole e fornito ai legislatori gli strumenti culturali per disciplinare al meglio la convivenza civile. Tutto rimosso.

*Vicedirettore Panorama della Sanità

▌ EDITORIALI   ▌

Soldi pubblici

Compagni di scuola

Domenica 20 settembre abbiamo festeggiato, al paese, i nostri anni in cifra tonda. Pranzo in trattoria, all’aperto, in una splendida giornata di sole, temperatura da fine estate. La cornice, perfetta, ci ha aiutati a reggere meglio l’impatto con la ricorrenza. Ottanta suona male. Cresce il numero di chi ha compiuto la sua strada. Di gran parte dei migrati in città abbiamo perso le tracce. Dolorose le assenze causate da malanni, anche non gravi, ma premonitori. Presenti in 19, fra maschi e femmine, su cento che eravamo alle elementari. Tre sezioni nel capoluogo, una maschile, una femminile e una mista, più la mezza dozzina di noi sparsa nelle pluriclassi di campagna

di Giovanni Monchiero

Soldi pubblici

Soli si muore

Nelle recenti elezioni regionali, la Germania ha svoltato a destra. Ad angolo retto, con una rapidità tale da incupire tutti coloro che ancora credono nell’idea di Europa e vi ripongono le ultime speranze di salvezza del vecchio continente.  Una Germania guidata dai neonazisti putiniani di AFD risulterebbe fatale per l’Unione Europea che si regge su accordi, non su solide istituzioni. La contemporanea elezione a sindaco di Berlino di un’esponente della sinistra massimalista di Die Linke, figlia di rifugiati turchi, ha indotto molti a ritenere che le vittorie dei due estremi in qualche modo si compensino. Non è così. Se mai si sommano come indici di estremizzazione della politica e di fuga dalla democrazia rappresentativa. Berlino è l’eccezione che conferma la regola

di Giovanni Monchiero

Soldi pubblici

Verissimo

Chiunque guardi al presente – filosofo, sociologo, psicologo, giornalista, politologo o eticista – lamenta l’incertezza generata dalla somma di informazioni non veritiere che affollano i media e i social sino a privare l’individuo dei necessari ancoraggi al reale. È un elemento di crisi spesso richiamato anche in questi editoriali, specie nei più pessimisti. Per una volta, vorrei cambiare registro e guardare ad accadimenti utili a sollevare lo spirito. Tutti assolutamente veri

di Giovanni Monchiero

▌ E ANCORA   ▌

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

LE FIRME...

Equilibrio da inseguire

Equilibrio da inseguire

di Alberto Deales

Formazione, tecnologia e organizzazione possono ridurre eventi avversi, contenziosi e sprechi, trasformando la prevenzione in valore economico e clinico. La sicurezza dei pazienti tra costi e risparmi

leggi tutto
Programmare per resistere

Programmare per resistere

di Alessio Lubrani

Nelle maxiemergenze non c’è spazio per l’improvvisazione: pianificazione, integrazione e formazione costruiscono la risposta quando il sistema è ancora in equilibrio

leggi tutto
IL NOSTRO MENSILE DI APPROFONDIMENTO

Ogni mese articoli, inchieste e le opinioni dei maggiori esponenti della sanità italiana
L’Anaao a Fico: Senza medici il sistema non regge

L’Anaao a Fico: Senza medici il sistema non regge

In Campania 246 medici hanno lasciato volontariamente il Servizio sanitario nazionale nel 2025. Il segretario regionale Bencivenga chiede alla Regione un confronto sulle condizioni di lavoro e sulla capacità di trattenere i professionisti