Unesco, Unicef, Oms e Ufficio Onu per la Gioventù chiedono più investimenti e politiche coordinate per la salute mentale delle nuove generazioni. Solo metà dei Paesi ha piani nazionali dedicati: “Servono azioni concrete, partecipazione e prevenzione”
Le principali agenzie delle Nazioni Unite – Unesco, Unicef, Ufficio Onu per la Gioventù e Oms– lanciano un appello congiunto per porre la salute mentale dei bambini e dei giovani al centro delle politiche globali di sviluppo e dei diritti umani. Nonostante i progressi nel riconoscimento della salute mentale come diritto fondamentale, nessuna risoluzione Onu ha finora trattato il tema come priorità autonoma. Il risultato, denunciano le agenzie, è un approccio ancora frammentato e sottofinanziato, soprattutto nella prevenzione e nell’intervento precoce.
Oggi, un adolescente su sette nel mondo soffre di disturbi mentali, e i tassi di suicidio tra i 10 e i 24 anni sono in aumento. Secondo l’Atlante globale della salute mentale, solo il 56% dei Paesi dispone di politiche dedicate a bambini e adolescenti, e meno della metà offre servizi di supporto a livello scolastico o comunitario.
Le quattro agenzie Onu chiedono di elevare la salute mentale giovanile a priorità politica globale, con strategie nazionali integrate, finanziamenti mirati e un coinvolgimento diretto dei giovani nella progettazione delle politiche.
Tra le azioni proposte:
creazione di una piattaforma inter-agenzia per coordinare programmi e risorse;
integrazione degli indicatori di salute mentale nei sistemi di monitoraggio di sanità e istruzione;
investimenti in prevenzione e promozione del benessere in contesti educativi, sportivi e digitali;
adozione di approcci basati sui diritti umani e sull’inclusione.
“È il momento di riconoscere la salute mentale dei bambini e dei giovani come una priorità globale, non un tema residuale”, affermano le agenzie. “Un investimento che riguarda il futuro stesso delle società.”














