Basta con le misure tampone

Apr 18, 2024 | Guest, Le nostre interviste, SUMAI-ASSOPROF

Sul difficile momento che sta attraversando la sanità pubblica abbiamo parlato con il segretario generale del Sumai Assoprof, Antonio Magi che entra nel merito della sua proposta per risollevare le sorti del nostro Ssn

Il 4 aprile è stato ratificato l’Accordo collettivo nazionale 2019-2021 per la specialistica ambulatoriale. Quali sono gli elementi più significativi e migliorativi per la professione?

Questo accordo apporta miglioramenti normativi ed economici sostanziali, l’obiettivo della trattativa era migliorare la qualità delle cure offerte ai cittadini e rendere il lavoro dei professionisti del settore più equo e gratificante. Per quanto riguarda gli aspetti normativi, tra gli altri, oltre alla possibilità di esercitare liberamente la libera professione, c’è il riconoscimento del ruolo della specialistica ambulatoriale nell’equipe territoriale prevista dal Dm 77, cioè nelle Case di Comunità Hub e Spoke, negli Ospedali di Comunità, nei rapporti con le Cot e nell’Assistenza specialistica domiciliare. Poi spiccano le misure volte a garantire una maggiore flessibilità lavorativa e a riconoscere il valore della nostra attività all’interno del sistema sanitario. È previsto inoltre il graduale incremento dell’offerta di ore specialistiche ad isorisorse per assistere i pazienti allo scopo di ridurre le lunghe liste d’attesa e gli accessi impropri nei Pronto Soccorso. Sotto l’aspetto economico invece l’Acn prevede un significativo aggiornamento della retribuzione e arretrati per i medici, i veterinari e le professioni sanitarie (ovvero psicologi, biologi, chimici), in modo da riflettere più adeguatamente il valore del lavoro svolto da tutti gli specialisti ambulatoriali. Questo miglioramento retributivo è ancora insufficiente per competere a livelli europei però rappresenta un riconoscimento tangibile dell’importanza degli specialisti ambulatoriali convenzionati interni e del loro contributo al benessere della collettività.

Infine voglio ribadire, perché importante, che a seguito della recente ratifica dell’Acn, stavolta avvenuta a tempo di record, a breve, entro 60 giorni, in busta paga gli specialisti medici e odontoiatri insieme a veterinari biologi, psicologi e chimici riceveranno gli arretrati e avranno gli adeguamenti economici sottoscritti.

La specialistica ambulatoriale convenzionata Sumai Assoprof è rappresentata da un alto numero di donne. L’Acn prevede novità positive per loro?

Se è vero che il Ssn è sempre più al femminile, la specialistica convenzionata interna è stata tra le prime a vivere questo cambio e tra le cause di questa inversione c’è essenzialmente il fatto che il nostro contratto di lavoro, operando in regime di parasubordinazione ed essendo di tipo orario, garantisce maggiore libertà ad una donna con progetti di maternità ed incombenze familiari, rispetto ad una sua collega specialista ospedaliera che è soggetta a turni ed orari più rigidi. Sicuramente, rispetto al passato, c’è un’attenzione maggiore alle politiche di genere, in particolare la maternità, così da favorire la conciliazione vita-lavoro delle colleghe. L’art. 30 ad esempio interviene sulla flessibilità operativa con riorganizzazione degli orari per le madri di bambini fino a tre anni. L’art. 33 predispone il permesso annuale retribuito sempre per le madri di figli fino a tre anni d’età. In ultimo per le specialiste ambulatoriali, veterinarie e professioniste le aziende valutano la possibilità di articolare l’orario di attività per favorire l’allattamento dei figli fino al compimento del primo anno d’età e di consentire alle stesse la fruizione di servizi, eventualmente già attivati per le lavoratrici dipendenti, connessi alla maternità e alla prima infanzia dei figli.

Quale potrebbe essere la giusta ricetta per un sistema sanitario territoriale più equo, efficiente, capace di affrontare le sfide future e sempre più “di prossimità”?

È necessario realizzare il prima possibile un nuovo modello di sanità territoriale basato sulla prossimità di cure, utilizzando il Dm77, investendo sul territorio e su tutte le professionalità convenzionate che da oltre 50 anni lavorano assieme: Medici di Medicina Generale, Medici e Professionisti Specialisti Ambulatoriali Convenzionati Interni (Medici, Psicologi, Biologi, Veterinari, Chimici), Pediatri di libera scelta, Farmacie territoriali convenzionate assieme al Personale infermieristico e delle professioni sanitarie.

È sempre più necessario creare equipe multiprofessionali e multidisciplinari con regole certe e l’utilizzo di software comuni in grado di dialogare tra loro.

Gli specialisti ambulatoriali convenzionati Interni sono pronti da tempo per le Case della Comunità Hub e Spoke, per gli Ospedali di Comunità, ad andare a domicilio dei pazienti e sono pronti all’uso delle nuove tecnologie, della telemedicina. Ma soprattutto sono pronti per la presa in carico dei malati cronici complessi che non richiedono ricovero, per i malati cronici complessi che vengono dimessi dagli ospedali.

In un recente convegno ha lanciato una sua proposta di finanza creativa per finanziare il Ssn. Ci può spiegare meglio?

Si, per finanziare il Ssn, in scarsezza di risorse disponibili nel bilancio dello Stato, ho proposto dei Btp finalizzati alla Salute ed in particolare al personale sanitario. Un rapporto di Confindustria di qualche anno fa riferendosi alla filiera della Salute, definita “white economy”, diceva che questa rappresenta un potente driver dell’economia italiana al punto da contribuire al Pil nazionale per il 10,7%, con oltre 2,4 milioni di persone, pari a circa il 10% dell’occupazione complessiva. In sostanza dovremmo smetterla di parlare di sanità solo in termini di costi per parlarne in termini di valore essendo un comparto che produce qualità della vita. Quanto vale un Paese sano, in cui la qualità della vita, grazie a prevenzione, cure e assistenza di altissimo livello fa si che l’Italia sia tra i primi paesi al mondo per numero di anni vissuti senza malattie o infortuni? Se questo sistema, il Ssn, produce ricchezza in termini di benessere allora dobbiamo investirci capitali. Se lo Stato in questo momento contingente non ha i fondi necessari da investire perché non rivolgersi al cittadino che è il primo fruitore dei servizi offerti dal Ssn? Da qui la mia proposta.

Com’è noto i Btp, mediamente, per le loro caratteristiche, sono degli investimenti a basso rischio e ad alto rendimento. Credo che i cittadini italiani (se gli venisse offerta l’opportunità di acquistare dei titoli finalizzati a sostenere il Sistema sanitario pubblico) investirebbero volentieri i loro risparmi garantendosi le cure. Questo per gli investitori si tradurrebbe in un prestito con un duplice guadagno: da un lato la garanzia di continuare ad avere, attraverso un Ssn adeguatamente finanziato,  cure di qualità; mentre dall’altro, gli interessi corrisposti attraverso il pagamento di cedole, farebbero aumentare le risorse investite.

Si continua a registrare un forte malcontento dei professionisti sanitari: mancata valorizzazione e carenza di personale con la conseguenza della fuga dal Ssn. Come si può rendere nuovamente attrattivo il nostro servizio sanitario?

Gli elementi su cui intervenire che determinano malcontento tra i collegi sono diversi. Detto ciò provo a metterne in fila qualcuno tra i prioritari. I salari, sono tra i più bassi d’Europa; le condizioni di lavoro sono sempre più difficili; ci sono poi i contenziosi medico-legali da qui la richiesta di depenalizzazione dell’atto medico; e poi una migliore organizzazione del lavoro che ricomprende un po’ tutto. Quando parliamo di organizzazione infatti non parliamo solo del Ssn ma anche di propria organizzazione di vita, consentendo ad esempio alle donne, medico e operatrici sanitarie in genere, di poter progettare una maternità, conciliare il lavoro con la famiglia, seguire i figli e inoltre per tutti, uomini e donne, gestire anche il proprio tempo in modo soddisfacente. Insomma, lavorare per vivere e non vivere per lavorare.

Ci rendiamo conto che rendere il Ssn maggiormente attrattivo è complesso perché da troppi anni non si interviene. Però basta con misure tampone che governano solo l’emergenza, c’è bisogno di interventi strutturali che però necessitano di fondi. Purtroppo continuiamo ad assistere allo sperpero di denaro pubblico e così quando è il momento di investire in sanità ci viene detto che non ci sono risorse, che dobbiamo essere comprensivi, che dobbiamo aspettare.

La sanità pubblica è in affanno. Tre priorità che secondo lei hanno urgente necessità di intervento.

Eliminare l’incompatibilità che è un retaggio del passato e con i mutamenti che abbiamo vissuto nel corso degli anni oggi è addirittura antistorica. Eliminare la burocrazia che strangola il lavoro dei sanitari e in ultimo rendere concreta la prospettiva di fare carriera.

 

 

 

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