Il monitoraggio del Ministero della Salute evidenzia un quadro complessivamente migliorato rispetto al 2023. Restano insufficienti in almeno una macroarea Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, mentre tutte le Regioni raggiungono la soglia prevista nell’assistenza ospedaliera
Migliorano la prevenzione e l’assistenza distrettuale, mentre l’area ospedaliera registra una lieve flessione. È il quadro che emerge dal monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza relativo al 2024, realizzato dal Ministero della Salute attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia.
Il sistema prende in considerazione 88 indicatori, distribuiti nelle tre macroaree della prevenzione, dell’assistenza distrettuale e dell’assistenza ospedaliera, con l’obiettivo di valutare la qualità, l’appropriatezza e l’uniformità dei servizi sanitari garantiti nelle Regioni e nelle Province autonome.
Per essere considerate adempienti, le amministrazioni devono raggiungere almeno 60 punti su una scala da zero a cento in ciascuna delle tre aree. La valutazione avviene separatamente per ogni macroarea e non prevede quindi una graduatoria generale ufficiale basata sulla somma dei risultati.
Le insufficienze scendono da otto a tre. Nel 2024 sono tre i territori che non raggiungono la soglia minima in almeno una delle aree considerate: Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano.
Il dato segna un miglioramento rispetto al 2023, quando le insufficienze erano otto e riguardavano Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Sicilia e Bolzano risultano ancora insufficienti nella prevenzione. La Sicilia si ferma a 49 punti, confermando il valore dell’anno precedente, mentre la Provincia autonoma di Bolzano raggiunge quota 59, con un incremento di un punto rispetto ai 58 del 2023.
La Calabria non raggiunge invece la sufficienza nell’assistenza distrettuale, dove ottiene 52 punti. Il risultato resta al di sotto della soglia richiesta, ma mostra un miglioramento significativo rispetto ai 40 punti registrati nel 2023.
Nell’area ospedaliera, al contrario, tutte le Regioni e le Province autonome raggiungono i livelli di garanzia previsti.
Veneto, Emilia-Romagna e Toscana ai vertici nelle tre macroaree. Il Veneto presenta risultati molto elevati e omogenei, con 96 punti nella prevenzione, 95 nell’assistenza distrettuale e 97 in quella ospedaliera.
Sommando a fini esclusivamente descrittivi i tre valori, il Veneto raggiunge 288 punti su 300. Questo totale non costituisce tuttavia una graduatoria ufficiale del Ministero, poiché la valutazione viene effettuata separatamente per ciascuna macroarea.
Risultati particolarmente positivi emergono anche per l’Emilia-Romagna, che ottiene 97 punti nella prevenzione, 94 nel distretto e 91 nell’assistenza ospedaliera, e per la Toscana, con 96 punti nella prevenzione, 94 nell’area distrettuale e 90 in quella ospedaliera.
Il Piemonte registra 95 punti nella prevenzione, 90 nell’assistenza distrettuale e 87 nell’area ospedaliera.
La Provincia autonoma di Trento raggiunge 98 punti nella prevenzione, il valore più alto registrato a livello nazionale, oltre a 79 punti nell’assistenza distrettuale e 94 in quella ospedaliera.
La Lombardia ottiene invece 96 punti nella prevenzione, 89 nell’area distrettuale e 85 in quella ospedaliera. In una fascia medio-alta si collocano anche Umbria, Liguria e Friuli-Venezia Giulia.
Nel 2024 crescono prevenzione e assistenza distrettuale. Rispetto al 2023, il monitoraggio evidenzia una crescita significativa nella macroarea della prevenzione e in quella dell’assistenza distrettuale, mentre l’assistenza ospedaliera registra una lieve flessione.
Il miglioramento nella prevenzione interessa quasi tutte le Regioni italiane. Fanno eccezione Marche, Campania e Calabria, che non seguono la tendenza positiva rilevata nel resto del Paese.
Più articolata è la situazione dell’assistenza distrettuale. Valle d’Aosta, Abruzzo, Campania e Puglia migliorano il proprio punteggio, mentre Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana mantengono risultati elevati e sostanzialmente stabili.
Nel complesso, le Regioni del Centro-Sud continuano a registrare punteggi più bassi.
Nell’area ospedaliera tutte le amministrazioni raggiungono la soglia di garanzia. Una condizione di stabilità ottimale dell’offerta viene rilevata in Piemonte, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
Il quadro restituito dal monitoraggio mostra dunque una riduzione delle insufficienze e un miglioramento della prevenzione e dell’assistenza distrettuale, ma conferma anche la persistenza di differenze territoriali, particolarmente evidenti nelle Regioni del Centro-Sud.




















